Storia ed evoluzione (compostabile) della cannuccia.

Il vocabolario Treccani definisce la cannuccia come “canna sottile per sorbire bibite”, mentre la storia della cannuccia è in evoluzione.

Nel nostro immaginario attuale questo prodotto si associa agli aperitivi, alle feste, ai locali del divertimento dove oziosamente usiamo sorseggiare bevande ma in realtà stiamo parlando di un oggetto antichissimo, probabilmente riconducibile ai Sumeri.

Si racconta che questo popolo vissuto in Mesopotamia già dal 4000 ac, avesse escogitato un sistema per poter bere una sorta di birra densa, utilizzando gli steli di alcuni graminacee.

Passano i secoli e bisogna arrivare alla fine dell’800 per parlare di industrializzazione della cannuccia, quando tale Marvin Stone, insoddisfatto di gustarsi i suoi drink alla menta con le cannucce d’erba di segale che si frammentavano, inizia ad arrotolare delle strisce di carta intorno ad una penna.

Nasce la versione della cannuccia che abbiamo conosciuto fino agli anni Sessanta: carta paraffinata impermeabile e colla.

Ma è con l’avvento della plastica che la richiesta di cannucce esplode, arricchendo l’offerta di ogni accattivante forma, flessibili, economiche, monouso ed inevitabilmente inquinanti.

La cannuccia monouso di plastica: una vera minaccia!

Oggi la cannuccia monouso in plastica è diventata simbolo dell’insostenibilità ambientale, bersaglio di molte campagne di sensibilizzazione che ne scoraggiano l’uso, raccontando l’impatto nefasto che arrecano alle creature marine.

Bensì non si riesce per il momento a fare a meno di questo gingillo e solo negli Stati Uniti se ne stima un uso di 500 milioni al giorno.

Anche l’Unione Europea si è pronunciata, collocando le cannucce in plastica tra gli oggetti che saranno banditi in tutta la Comunità entro il 2021 in quanto causa del 70% dei rifiuti marini.

Molti Comuni si sono perfino anticipati con ordinanze e regolamenti che ne vietano l’uso fin da ora.

Le alternative alle cannucce di plastica

Non ci rimane quindi che adeguarsi, scegliendo tra le cannucce riutilizzabili oppure ricorrere alle cannucce monouso biodegrabadili e compostabili.
In linea con tutti i nostri prodotti certificati compostabili secondo norma UNI En13432, Ekoe propone la fornitura di:

Cannucce in biopolimeri;

Cannucce in carta;

Cannucce in paglia dal recupero della materia prima scartata;

Caratteristiche:

Atossiche ed insapore, idonee al contatto con le bevande senza alterarne il gusto

Disponibili in varie dimensioni e colori

Tutte personalizzabili

La popolarità della cannuccia dovrà occuparsi di rinnovare la propria immagine.

Passare dalla negativa associazione con inquinamento e danni agli animali, ad una esistenza più ecologica e nel rispetto del pianeta. Ed ogni sorseggio diventerà più lieve.

Crea una petizione per liberare il tuo comune dalla plastica

“Ognuno di noi deve dare qualcosa a questo Paese, le istituzioni devono dare il buon esempio per quanto riguarda i comportamenti virtuosi come ogni Cittadino deve fare la propria parte”.

Con queste parole il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha lanciato la sfida “Plastic Free Challenge”, ponendo come primo obiettivo quello di liberare dalla plastica monouso il Ministero dell’Ambiente. Ha poi esteso l’appello agli altri Ministeri e a tutte le istituzioni, le Regioni, le Provincie, le Città Metropolitane, i Comuni e tutti gli enti pubblici.

Riciclare la plastica non basta più

Riciclare la plastica è essenziale ed è un obiettivo da perseguire con costanza, ma purtroppo non basta più per contrastare l’inquinamento. La produzione di plastica è in vertiginosa crescita su scala globale; per questo la lotta è diventata centrale nel dibattito mondiale e nelle politiche adottate dal Parlamento Europeo, considerandone improrogabile una riduzione alla fonte.

Secondo quanto reso noto dalla Commissione Europea, l’attenzione si è focalizzata sul bandire alcuni prodotti di plastica monouso (piatti, bicchieri, posate, cannucce, mescolatori di bevande monouso, stecche per palloncini, cotton fioc non biodegradabili) e sugli attrezzi da pesca che, insieme, rappresentano il 70% dei rifiuti marini in Europa.

Le nuove regole prevedono anche la riduzione del consumo, obblighi per i produttori, nuovi obiettivi di raccolta, prescrizioni riguardanti l’etichettatura e le misure di sensibilizzazione nei confronti dei consumatori.

Usa questa bozza per lanciare una petizione nel tuo comune

In base alla normativa vigente (direttiva 2008/98/CE, recepita dallo Stato Italiano con il d.lgs. 205/2010, che integra e modifica il d.lgs. 152/2006 cd. Codice dell’Ambiente), le Amministrazioni sono chiamate ad assumere l'impegno di predisporre ed attuare tutte le misure volte alla prevenzione e alla riduzione delle quantità di rifiuti nonché alla valorizzazione, lo studio e l'introduzione di sistemi integrati per favorire la sostenibilità ambientale del territorio.

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PREMESSO CHE

TUTTO CIO’ PREMESSO

Richiediamo al Sindaco :

  1. di aderire alla campagna “Plastic Free Challenge” lanciata dal Ministro dell’Ambiente;
  2. di predisporre ogni azione necessaria affinché nelle sedi Comunali e di competenza, vengano eliminati tutti gli articoli in plastica monouso, con particolare riguardo a quelli legati alla vendita (diretta o per mezzo di distributori automatici) ed alla somministrazione di cibi e bevande. Un percorso con obiettivi precisi individuati, monitorati e relazionati per ogni anno, al fine di ridurne al minimo l’utilizzo sino alla completa eliminazione della plastica all’interno dell’Istituzione del Comune
  3. di promuovere una campagna di informazione e di sensibilizzazione per tutti i dipendenti del Comune, nelle scuole ed alle aziende/cooperative in relazione ad appalti di servizi socio-sanitari stipulati con l’amministrazione comunale legate all’ assistenza alle persone ove risieda somministrazione di cibi e bevande diretta o indiretta.
  4. di emanare apposita ordinanza che VIETI, nell’ambito delle manifestazioni organizzate e/o con il patrocinio del Comune, per i servizi di mensa scolastica e/o ospedaliera e per le attività commerciali: l’uso di stoviglie “ usa e getta “ in plastica (PS, PP, PVC etc), prevedendone la sostituzione con stoviglie riutilizzabili e/o usa e getta in materiale biodegradabile e compostabile.
  5. di impegnarsi in linea con la normativa europea e nazionale nell’ambito dell’attività volta alla riduzione della produzione dei rifiuti e alla promozione di strumenti di sensibilizzazione e informazione ambientale, attraverso l’adozione di un regolamento per promuovere la gestione corretta e sostenibile dei rifiuti durante le feste, sagre e manifestazioni in genere, al fine di conseguire i seguenti obiettivi:

– ridurre la produzione di rifiuti durante le feste;

– diminuire il ricorso a materie prime non rinnovabili (petrolio);

– utilizzare feste, sagre e manifestazioni in genere come veicolo per promuovere la cultura ambientale dei partecipanti;

– orientare e sensibilizzare la comunità verso scelte e comportamenti consapevoli e virtuosi in campo ambientale.

  1. di adottare un apposito regolamento sulle eco-feste volto ad aiutare tutti gli organizzatori di feste e sagre in genere a promuovere azioni per ridurre la produzione dei rifiuti e quindi disciplinare una gestione corretta e sostenibile degli stessi. Potrà essere applicato in tutte le feste, sagre, manifestazioni ed eventi di carattere pubblico con somministrazione di cibi e bevande o comunque con produzione di rifiuti da destinare al ciclo della raccolta differenziata.

Per un esempio di regolamento per eco feste segui questo link.

Crediti immagine.

New York vieta le vaschette per alimenti monouso in polistirolo

Il mondo dice no alla Plastica!

Dall’inizio del 2019 la città di New York si aggiunge alle molte altre città Americane che vietano l’uso delle vaschette monouso per alimenti in polistirolo espanso (EPS), noi abbiamo l'alternativa realizzata con vaschette monouso per alimenti compostabili certificate in polpa di cellulosa.

Se fino a pochi decenni fa era del tutto normale comprare sfuso, cucinare partendo da ingredienti freschi e servire le pietanze con stoviglie e contenitori riutilizzabili, le nostre abitudini sono ad oggi molto cambiate.

E’ sufficiente entrare nei supermercati, nella gran parte delle mense di ogni genere, in ogni gastronomia o locali con cibo da asporto: contenitori per alimenti in plastica, in tutti i suoi differenti polimeri, abbondano ovunque.

L’American Academy of pediatrics ha da poco lanciato un monito ai genitori: evitate di far mangiare ai bambini il cibo contenuto nella plastica e con stoviglie di plastica.

La principale criticità è dovuta alla migrazione di sostanze tossiche nei cibi, aspetto che può essere favorito soprattutto dalle temperature elevate e dalla presenza di grassi negli alimenti.

Si tratterebbe di interferenti endocrini in grado di alterare la funzione degli ormoni influenzando negativamente l’equilibrio dell’organismo, specie nei bambini.

L’istituto Federale Tedesco (BFT) ha studiato la migrazione dell’alluminio scaldando gli alimenti per due ore dentro le vaschette. Il risultato è allarmante, si è riscontrato una presenza di questo metallo nel cibo cinque volte superiore alla quantità ammessa (Fonte Ecocentrica).

I danni dello stirene

Ma torniamo al Polistirene o Polistirolo appena bandito nella Grande Mela.

Usato sia per le vaschette per alimenti monouso (carne, pesce) che come contenitore da asporto perché ottimo isolante termico, ha un livello di sicurezza controverso perché contiene una sostanza dannosa: lo stirene. Proprio per questo, spesso le vaschette per il gelato hanno un’ulteriore vaschetta al loro interno perché non ritenute del tutto sicuro.

Dunque come facciamo? Sarebbe consigliabile iniziare dall’acquistare in modo più consapevole, evitando prodotti troppo imballati e nel rispetto delle materie prime che servono per la produzione.
Dove invece è necessario ricorrere alle vaschette monouso per alimenti compostabili certificate, la scelta dovrebbe ricadere su prodotti più ecologici come le soluzioni compostabili.

Ekoe vi offre le vaschette in plastica bio termosaldabili

Ekoe società cooperativa offre contenitori per alimenti di ogni forma e capienza, vaschette in plastica bio per cibi freddi, in polpa di cellulosa per temperature elevate inclusa la cottura in forno e con coperchio per l’asporto.

I nostri prodotti possono essere termosaldati con pellicola compostabile sostituendo la convenzionale pellicola che può contenere ftalati-pvc, altre sostanze dannose da evitare

Le vaschette biodegradabili certificate a norma Uni 13432 non rilasciano sostanze chimiche tossiche, sono valide per alimenti e non ne alterano il sapore. Le caratteristiche di compostabilità prevedono che a fine utilizzo, il prodotto venga smaltito nella frazione organica per diventare humus nell’arco di tre mesi.

Si tratta quindi di contenitori biodegradabili per asporto completamente naturali ed ecosostenibili dalla nascita allo smaltimento.

Contenere il consumo di plastica fa bene alla nostra Salute (come da indicazioni citate anche dall’Istituto superiore di Sanità) e all’ambiente.

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