Bioplastica per alimenti, pro e contro

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bioplastica

I progettisti di prodotti cercano soluzioni sempre più sostenibili per soddisfare i consumatori sempre più attenti all'ambiente avvalendosi dei vantaggi delle bioplastiche.

Quali sono? Emissioni di CO2 inferiori, materie prime sostenibili, biodegradabilità e molto altro ancora, ma vediamoli insieme.

L' industria delle bioplastich e il packaging in Pla (acido polilattico) è in costante crescita . In effetti, tra il 2020 e il 2024, la sua capacità produttiva dovrebbe crescere del 15% da circa 2,1 milioni di tonnellate a oltre 2,4 milioni.

Nonostante questa forte richiesta del mercato, tutto questo rappresenta solo circa l'1% dei 200 milioni di tonnellate all'anno del mercato globale della plastica. La bioplastica sta guadagnando mercato ma è ancora piuttosto marginale.


Cos’è la bioplastica

Cosa c'è di così speciale nelle bioplastiche? Le bioplastiche sono solitamente:

Le bioplastiche possono essere smaltite correttamente nella frazione umida?

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Si le bioplastiche possono essere smaltite nella frazione umida se provviste di una certificazione di compostabilità, Uni En 13432, che ne indichi le caratteristiche e i tempi che necessità per divenire compost.

Se le bioplastiche, nate con materie prime rinnovabili, sono un'ottima alternativa ma è anche importante capire anche i pro e contro di questo materiale.

Diciamo che stai progettando un nuovo prodotto o ti stai chiedendo come possono essere sostituiti i materiali del packaging di un prodotto esistente.

Sei pronto a considerare l'utilizzo di un materiale che non sia fatto di petrolio?

È necessario essere consapevoli dei pro e dei contro, prima di intraprendere la strada dell'approvvigionamento, delle quotazioni e della prototipazione del tuo contenitore.

Quali applicazioni hanno le bioplastiche? Quali vantaggi dell'utilizzo rispetto alla plastica?


Il primo vantaggio è che viene utilizzato meno petrolio poichè rappresenta un grande rischio per l'ambiente!
Le comuni caratteristiche e funzioni delle bioplastiche è che possono essere stampate a iniezione e sagomate per assumere la stessa forma delle termoplastiche tradizionali . In alcuni casi, le bioplastiche sono anche più resistenti e leggere , quindi non sono necessariamente adatte solo per applicazioni molto di nicchia.
Le bioplastiche sono più commerciabili, poiché l’ utilizzo può migliorare il valore aggiunto di un prodotto anche con una campagna di comunicazione mirata di marketing sostenibile. Gli studi hanno dimostrato che "l'80% dei clienti europei desidera acquistare prodotti con un impatto minimo sull'ambiente", quindi le bioplastiche possono rappresentare un argomento utile per i marchi.

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esempi bioplastica


È stato scoperto che il 90% dei rifiuti sulle spiagge era di plastica .
L'uso di alternative in bioplastica che si decompongono naturalmente mediante compostaggio o biodegradazione diminuirà la possibilità che diventino una percentuale da aggiungere a quel 90%.di rifiuti i sintonia dei principi di economia circolare.
La raffinazione del petrolio utilizzato per le plastiche tradizionali rilascia molta emissione di gas CO2 durante la produzione, forse fino a 500 milioni di tonnellate di CO2 all'anno.
Le comuni bioplastiche, come il PLA e il PHB a base di amido, non sono tossiche e "non danno per la salute" . Ciò li rende utili per l'imballaggio degli alimenti, in quanto non contaminano il cibo con alcun sapore, né sostanze chimiche sanguisughe (ad esempio BPA) come alcune materie plastiche a base di olio.

Svantaggi delle bioplastiche e del Pla (acido polilattico)


Innanzitutto, le bioplastiche NON sono generalmente competitive in termini di costi rispetto alle loro controparti a base di petrolio.
Nei pro e i contro da analizzare sono generalmente due o tre volte più costosi delle principali plastiche convenzionali come PE o PET, e la loro produzione ha basse rese ed è costosa . Questo svantaggio dovrebbe essere meno acuto quando gli impianti di produzione diventanno più grandi e beneficiando delle economie di scala.
Si teme che le bioplastiche prodotte dall’agricoltura possono danneggiare le scorte di cibo: Per fare un confronto, anche se metà della plastica mondiale fosse prodotta da colture coltivate su terreni destinati al cibo, l'industria richiederebbe solo il 3% della superficie coltivata mondiale.'
Le bioplastiche con base biologica realizzate dalla coltivazione richiedono terra fertile, acqua, fertilizzanti e dipendono dalle condizioni meteorologiche. Tutto ciò significa che l'approvvigionamento di materie prime per le bioplastiche è a rischio di fenomeni naturali, come la siccità .
Alcune bioplastiche hanno una durata più breve rispetto alle plastiche a base di petrolio a causa delle proprietà meccaniche più deboli ma anche a causa di una maggiore permeabilità al vapore acqueo rispetto alla plastica standard.
Molte bioplastiche devono seguire una procedura di smaltimento specifica e richiedere il compostaggio industriale per evitare di essere incenerite o andare in discarica.

Esempi di bioplastica sul nostro e-commerce:

Bioplastica pro e contro… Tanti pro ma anche qualche contro. La lotta alla plastica inorganica continua ...

Kit Stoviglie Monouso compostabili per Pic Nic

Stoviglie monouso per Kit pic nic ecologico e sostenibile scegli la Natura, te ne sarà grata.

Il pic nic con famiglia e amici diventa ecosostenibile con le stoviglie compostabili

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Con l’arrivo della primavera e dei primi caldi cresce in tutti noi il desiderio di passare più tempo possibile all’aria aperta; e di certo il modo migliore è quello di impiegare i giorni di festa per lunghe passeggiate e ristori nel verde anche con le stoviglie monouso per pic nic.

Soprattutto durante le feste pasquali e il primo Maggio, giorni in cui la scampagnata in compagnia di famiglia e amici è l’ideale per ritrovare gioia e serenità in accordo con il risorgere della natura.

Grigliate e pic nic nel verde rischiano però di creare un danno all’ecosistema e alla biodiversità che tanto ci rianima dopo il freddo inverno.

L’impronta di carbonio generata per la produzione delle stoviglie di plastica abbinata ad uno scorretto smaltimento delle stesse, sono processi ormai non più sostenibili.

In una scena della serie Mad Man, ambientata nella New York degli anni ’50, la famiglia del protagonista dopo un pic nic a Central Park raccoglie la coperta lasciando rifiuti e stoviglie di plastica sul prato. Nella stessa serie vediamo donne incinte fumare e bere alcolici.

Per fortuna oggi anche solamente fumare in presenza di un donna incinta è considerato pericoloso.

Allo stesso modo preoccuparsi dei danni causati dalla spazzatura sta diventando la nuova normalità.

Le scelte tradizionali: porcellana o plastica

Le scelte come le stoviglie monouso per pic nic sono la soluzione ideale per una gita all'aperto.

L’opzione a minor impatto ambientale è senza dubbio quella di portare con se un set di posate e piatti riutilizzabili; una possibilità che renderà le nostre passeggiate molto più scomode a causa del carico di peso.

Sacchetti e stoviglie di plastica tradizionale se disperse nell’ambiente impiegheranno centinaia di anni per decomporsi, posate e piatti compostabili invece potranno essere gettate insieme agli avanzi di cibo, preferibilmente in apposito contenitori e compostiere.

Il Kit da Pic Nic ecosostenibile, quanto costa

Un set per pic nic compostabile dovrebbe contenere:

Il costo per il singolo set è di soli 0,45 € a persona. 
Per questioni pratiche legate alla spedizione, il numero minimo di singoli set che possiamo spedire è 50, per una spesa minima di 22,50 €.

Un’idea per una gita o un vacanza

Ci permettiamo di darvi un consiglio per la vostra prossima gita fuori porta, ma solo con le stoviglie monouso per Pic Nic .
Venite a visitare l’Abruzzo, avrete l’imbarazzo della scelta tra il mare, le colline e la montagna, troverete centinaia di luoghi incontaminati attraverso le riserve e i parchi nazionali della nostra regione.

Inoltre, se siete degli educatori alla ricerca di una meta e delle attività per far scoprire la natura ai vostri ragazzi troverete diversi centri di educazione ambientale come i nostri amici della Scuola Verde a Isola del Gran Sasso.

Stoviglie ecologiche per scampagnate

“Le déjeuner sur l'herbe”, il famoso quadro di Manet che fece tanto scandalo all’epoca, al giorno d’oggi farebbe scandalo probabilmente solo per il pane appoggiato per terra.

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Le gite fuori porta

In una trasposizione attuale quella bella rosetta potrebbe essere in un sacchetto di carta con la finestra in plastica e la frutta in una vaschetta oppure in un sacchetto, in entrambi i casi di plastica.

Non possiamo più utilizzare stoviglie monouso di plastica inquinante

In futuro, la trasposizione potrebbe essere con frutta e pane di plastica con persone sedute in mezzo alla spazzatura.

Proviamo a rendere la trasposizione futura un po’ più romantica mettendo oggi il pane in un sacchetto di carta e la frutta in una vaschetta in PLA oppure in un sacchetto compostabile.

Meno poetico dell’originale in entrambi i casi, ma con un gesto consapevole di oggi si può preservare il paesaggio di domani.

Per i tuoi picnic, usa i compostabili, piatti in polpa, bicchieri in PLA, tovaglioli in carta riciclata e se occorrono le posate, quelle in CPLA.

Oltretutto anche lo smantellamento dell’area picnic diventerebbe molto più pratico: tutto in un unico sacco dell’organico senza dover differenziare la plastica dalle bucce di banana.

Inoltre, lo sapevi che le bucce di banana non si dovrebbero lasciare sul terreno perché le sostanze rilasciate durante la loro decomposizione potrebbero alterare l’equilibrio dell’ambiente circostante?

Anche le formiche che partecipano sempre ai picnic vi ringrazieranno, se non lascerete della plastica in giro.

Monouso compostabile per bar e gelaterie

Bar e gelaterie

Come gestire con la massima soddisfazione un bar? No, questa non è una guida per la gestione di un bar o di una gelateria, tranquilli. Di bar ce ne sono tanti, ma ognuno può dare quel tocco personale che può fare la differenza.

Ovviamente non ci azzardiamo a suggerirti come gestire il tuo bar o la tua gelateria, questo esula dalle nostre competenze, ma possiamo suggerirti di iniziare a scegliere con attenzione i materiali in cui offrirai i tuoi cocktail e le tue specialità.

Può sembrare un particolare trascurabile, ma non è così. I clienti si affezionano ai locali anche per l’affinità che avvertono con il proprio stile di vita, con le proprie passioni e con le proprie priorità.

Una birra la puoi offrire in un bicchiere di plastica oppure in uno in PLA. La classe si avverte in queste sfumature che all’occhio del cliente disattento sfuggono, ma a quello più attento no.

Il connubio tra praticità (si può gettare il piatto con le briciole nell’umido) e design ti conquisteranno. Ci sono innumerevoli alternative tra piatti, piattini, ciotole e fondine, posate in PLA, in materbi, in legno, coppette gelato in pla ed in cartoncino con spalmatura in PLA, bicchieri per le bevande calde e per le bevande fredde, ma anche bicchieri che sono idonei al contatto con le bevande calde fino a 75°C, vassoi, porta panini, porta tramezzini, porta burger...

Hai provato a consultare il nostro catalogo? Attento a non perderti tra le innumerevoli proposte! Sappi comunque che c’è un salvagente sempre disponibile, chiamaci oppure scrivici, saremo felici di aiutarti a scegliere.

Anpi

Convenzioni sconti ANPI per stoviglie compostabili

anpi

Cosa c’entra l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia con le stoviglie compostabili?

Lo slogan del tesseramento ANPI 2020 ci piace e ci aiuta a spiegarlo, “chi semina memoria raccoglie futuro” e sicuramente chi semina plastica non può raccogliere un futuro.

Abbiamo provato subito una forte affinità per un’associazione che costituisce la memoria storica in un Paese in cui purtroppo si dimentica il male fatto troppo presto. 

Noi come azienda ci stiamo impegnando per ricordare a tutti quello che sta facendo e ha fatto la plastica monouso e per suggerire un’alternativa per oggi e per il futuro. Certo il nostro impegno non è minimamente paragonabile a quello di chi ha combattuto nella resistenza, ma per esternare a chi va la nostra simpatia abbiamo pensato di fare una convenzione con l’ANPI.

Chi semina memoria raccoglie futuro e chi sceglie compostabile salva il futuro

Crediamo che la pastasciutta antifascista si possa offrire in dei piatti compostabili con delle posate in CPLA, magari ad una tavolata con tovaglie in carta riciclata, compiendo un gesto d’amore verso le persone e verso la natura. Si può ricordare collettivamente quello che è accaduto davanti ad un bicchiere di vino, ad una birra oppure ad una bibita serviti in un bicchiere per bevande fredde in PLA, il materiale in cui si sceglie di offrire un cibo oppure una bevanda non cambia il ricordo, ma può cambiare il futuro.

La memoria è un’associazione di idee ed eventi e noi crediamo che con l’associazione di ideali si possano raggiungere traguardi inimmaginabili.

20 idee green per rendere il tuo ufficio sostenibile

Nel 2021 la sostenibilità è un tema importantissimo.

Conosciamo tutti gli innumerevoli danni della plastica sull'ambiente e il probabile futuro che ci attende se non facciamo qualcosa di veramente utile per salvaguardarlo.

Come iniziare?

Il tuo ufficio è un ottimo punto di partenza.

Vediamo 20 idee per rendere il tuo ufficio sostenibile.

20 idee green per rendere sostenibile il tuo ufficio

Suggerimenti per rendere il tuo ufficio sostenibile

All'inizio potrebbe sembrare dura, ma se applichi questi suggerimenti ciò che ora ti potrebbe sembrare uno sforzo diventerà una piacevole abitudine che contribuirà ad aiutare il Pianeta.

Eccoli qui:

Ora vediamo i punti.

1 - Pulisci senza solventi chimici

2- Spreca meno carta

20 idee per rendere il tuo ufficio sostenibile

Scegli prodotti per la pulizia a basso impatto ambientale e con etichetta Ecolabel, come i detergenti Ekoe. Questi prodotti sono ecologici, hanno un ph neutro e rispettano l'ambiente.

Usa un panno umido riutilizzabile per pulire i tuoi pavimenti e investi in aspirapolvere con filtri HEPA per migliorare il controllo della polvere e la qualità dell'aria.

20 idee per rendere il tuo ufficio sostenibile

Stampa il meno possibile su carta, piuttosto salva su dischi rigidi o ancora meglio su servizi di cloud come Google Drive tutti i tuoi documenti. In questo modo sprecherai meno carta possibile. Stampa fronte/retro ogni volta sia possibile e, se hai dei fogli di cui hai utilizzato una sola facciata, non buttarli, usa quella libera per prendere appunti.

3- Migliora l'efficienza energetica

4- Usa cartucce ricaricabili

20 idee per rendere il tuo ufficio sostenibile

Acquista lampadine a risparmio energetico o articoli registrati EPEAT per l'ufficio. Usa un termostato "smart" che permette di ridurre consumi e costi apprendendo dai tuoi orari di utilizzo. Metti i computer in modalità di sospensione quando non sono in uso oppure spegnili.

20 idee per rendere sostenibile il tuo ufficio

Usa il più possibile cartucce per stampante ricaricabili, in questo modo inquinerai di meno e risparmierai di più.

5- Ricicla i mobili dell'ufficio

20 idee per rendere il tuo ufficio sostenibile

Se hai un ufficio abbastanza grande adibisci una stanza o uno spazio per ospitare attrezzature e mobili che non ti servono più. Consenti ai dipendenti di portare a casa gli oggetti e riutilizzarli, in questo modo darai una seconda vita a tutto quello che invece avresti buttato.

6- Riduci le fatture cartacee

20 idee per rendere sostenibile il tuo ufficio

Cerca il più possibile di non stampare le fatture, usa le versione digitale per mandarla ai tuoi clienti.

7- Metti delle piante nel tuo ufficio

20 idee per rendere sostenibile il tuo ufficio

Un ambiente con delle piante rende più piacevole le ore di lavoro, inoltre le piante purificano l'aria assorbendo CO2 e rilasciando ossigeno.

8- Riduci gli spostamenti dei dipendenti

20 idee per rendere sostenibile il tuo ufficio

Organizza un carpooling come Jojob nei tuoi diversi uffici, offri il telelavoro e conduci più riunioni tramite teleconferenza su strumenti come Zoom o Google Meet.

9- Non sprecare la cancelleria

20 idee per rendere sostenibile il tuo ufficio

Centralizza il più possibile gli ordini della cancelleria per ridurre le spedizioni. Cerca di far durare, penne, pennarelli, stick di colla più a lungo possibile aprendone uno alla volta e conservandole in un luogo fresco e asciutto in modo che abbiano meno probabilità di seccarsi e indurirsi.

10- Utilizza lavagne riutilizzabili

20 idee per rendere sostenibile  il tuo ufficio

Sostituisci i blocchi note in carta con una lavagna cancellabile a secco riutilizzabile. Meno carta, meno inquinamento e più risparmio.

11- Sostituisci i vecchi elettrodomestici

20 idee per rendere il tuo ufficio ecosostenibile

Sostituisci i vecchi elettrodomestici con elettrodomestici certificati EU ENERGY STAR per risparmiare sulla bolletta. Lascia sempre un'intercapedine tra frigoriferi, refrigeratori d'acqua, congelatori e la parete ad essi adiacente, in questo modo non li affaticherai. Non avviare la lavastoviglie se non è piena. Acquista una caffettiera con spegnimento automatico. Evita quelle con cialde monouso in plastica per ridurre il tuo impatto ambientale.

12- Compra una compostiera

20 idee per rendere il tuo ufficio sostenibile

Compra una compostatrice per rifiuti organici come quelle di Komposta e incentiva i tuoi collaboratori a usarla, in questo modo i rifiuti umidi verranno trasformati in utile compost utilizzabile per la coltivazione.

13- Elimina il consumo di plastica

20 idee per rendere il tuo ufficio sostenibile

Rifornisci le tue cucine di utensili, bicchieri e cannucce riutilizzabili. Se hai molto a cuore la lotta alla plastica puoi ottenere la Plastic Free Certification da un ente certificatore. Oppure sostituirla completamente con monouso compostabile come quello Ekoe.

14-Elimina l'acqua in bottiglie di plastica

20 idee per rendere sostenibile il tuo ufficio

Non comprare bottiglie d'acqua in plastica per il tuo ufficio. Piuttosto aggiungi un filtro all'acqua del rubinetto e incoraggia i dipendenti a riempirci le loro bottiglie d'acqua riutilizzabili.

15- Usa solo asciugamani riutilizzabili

20 idee per rendere il tuo ufficio sostenibile

Sostituisci gli asciugamani di carta con panni e asciugamani riutilizzabili.

16- Elimina le tazze in polistirolo

20 idee per rendere il tuo ufficio sostenibile

Sostituisci le tazze da caffè o da tè in polistirolo con tazze riutilizzabili in ceramica o in materiale compostabile come le tazze per bevande calde Ekoe.

17- Elimina i flaconi di sapone in plastica

20 idee per rendere sostenibile il tuo ufficio

Se possibile elimina qualsiasi flacone in plastica e opta per saponette riutilizzabili.

18- Evita le monoporzioni

20 idee per rendere il tuo ufficio sostenibile

Elimina qualsiasi monodose, che sia in plastica o in carta. Come per esempio bustine di ketchup, sale, pepe o zucchero confezionate singolarmente e sostituiscile con condimenti in dimensioni standard.

19- Coinvolgi

20 idee per rendere il tuo ufficio sostenibile

Coinvolgi i tuoi collaboratori con concorsi o sfide "green". Chiedi loro di trovare altri modi per supportare i tuoi obiettivi di sostenibilità.

20- Pubblicizza il tuo impegno

20 idee per rendere sostenibile il tuo ufficio

Pubblicizza il tuo impegno nei confronti dell'ambiente sui social, sul tuo sito web o ovunque ti sia possibile. Il tuo impegno nel sociale ti metterà in buona luce sia verso nuovi clienti che verso nuove aziende che condividono i tuoi stessi valori. Inoltre sarai un ottimo esempio per tutti!

Conclusioni

Se vuoi veramente trasformare il tuo ufficio o la tua azienda per renderla il più sostenibile possibile, non mollare alle prime difficoltà. Il percorso sarà senza dubbio lungo e ci vorrà tempo prima che dei nuovi modi di fare diventino una vera e propria "cultura aziendale".

Ma vedrai che una volta raggiunto l'obiettivo vivrai la gioia che solo la consapevolezza di aiutare Madre Natura può dare.

Bicchieri birra compostabili invece di quelli in plastica?

Oggi in questo articolo vedremo quali sono i vantaggi e i dubbi che attanagliano chi non sa ancora se scegliere i bicchieri birra compostabili o meno.

Infatti per chi ha a cuore l'ambiente questa sembra la scelta migliore, ma la mancanza d'informazioni online potrebbe essere un deterrente importante. Leggi l'articolo per dipanare ogni dubbio!

Bicchieri Birra Compostabili
Bicchieri Birra Compostabili

Tavola dei contenuti:

Premessa: quando è nato il monouso?

Che ci crediate o no il monouso esiste da quasi... 150 anni! Incredibile no? E la cosa altrettanto incredibile è che il monouso non è sempre stato il simbolo del consumismo americano come lo conosciamo oggi.

Siamo a metà '800 in una cittadina degli Stati Uniti: Troy, New York per la precisione. E qui, una signora, Hannah Montague è stufa. Che ci crediate o no è veramente stufa perché suo marito non fa altro che consumare camicie per andare a lavoro, e lei lava, asciuga, stira, lava, asciuga, stira e lava e asciuga e stira. Ma oggi no, oggi ha deciso che farà in modo diverso. Perché alla fine le parti che si sporcano di più sono solo il colletto e i polsini.

Quindi quel giorno Hannah ha preso le forbici e pian piano ha sfilato il colletto e i polsini dalle camicie del marito, li ha lavati, stirati e li ha ricuciti. Finito. E in pochissimo tempo.

Il marito, rimasto stupito dopo aver saputo dell'idea della moglie, pensò di sostituire la stoffa con la carta e da questa idea nacque il colletto removibile che rese celebre Troy negli Stati Uniti.

Sembra una bella favoletta ma è da questa basilare idea che nacque il monouso come lo conosciamo oggi.

Come è avvenuta la diffusione del monouso plastico

quando è nato il monouso?
Quando è nato il monouso?

E da qui arriviamo negli anni '50 dove, con l'uso delle materie plastiche nella vita di tutti i giorni e la produzione di massa, vennero introdotti mille mila prodotti monouso con sempre lo stesso target: le casalinghe, che in questo modo potevano risparmiare tempo sulle faccende di casa per dedicarsi ad attività di loro interesse.

Da quel momento in poi, in poco tempo, qualsiasi cosa divenne monouso, il marketing fece il suo dovere e il consumismo sfrenato conquistò l'America. L'era delle isole e delle tonnellate di plastica era alle porte.

E ora a pagarne le conseguenze siamo noi. Nel 2021 stiamo affrontando una crisi climatica globale dovuta anche alla presenza di microplastiche negli oceani e stiamo combattendo un inquinamento senza precedenti nella storia dell'uomo.

Chissà se Hannah l'avrebbe fatto il colletto sapendo la situazione attuale...

Perché scegliere i bicchieri birra compostabili?

I motivi per cui scegliere i bicchieri da birra compostabili sono vari e per alcuni aspetti anche molto personali.

Perché scegliere i bicchieri birra compostabili?
Perché scegliere i bicchieri birra compostabili

Nonostante ciò, secondo noi ce ne sono almeno tre validi per tutti:

Principali dubbi sui bicchieri da birra compostabili

Ora andremo a vedere quali sono i principali deterrenti verso l'acquisto di bicchieri da birra compostabili o altri prodotti in PLA:

dubbi sui bicchieri da birra compostabili
dubbi sui bicchieri da birra compostabili

"È vero che si rompono molto facilmente?"

No, affatto. I bicchieri da birra come molti altri prodotti in PLA sono assolutamente resistenti agli urti, al trasporto e a condizioni di trazione, compressione, flessione, torsione e durezza, testate durante le fasi di sviluppo del materiale, e ovviamente, ampiamente superate.

"Ho sentito dire che al Sole si sciolgono, è vero?"

Iniziamo dicendo che il PLA normalmente è pensato per bevande fredde come vino, birra, succhi di frutta ecc. In tutti i casi non c'è nessun pericolo che si possano sciogliere al Sole in quanto fondono a una temperatura tra i 170° e 180° Celsius, molto difficile da raggiungere in condizioni ordinarie. Consigliamo comunque di non lasciarli esposti al Sole per lungo tempo in modo da non avere neanche la minima possibilità di compromissione del bicchiere.

"Per caso modificano il sapore delle bevande che contengono?"

No, non c'è pericolo. I bicchieri da birra compostabili non rilasciano nessuna sostanza che potrebbe alterare il sapore delle bevande. Il consiglio rimane sempre di utilizzarli per bevande fredde in quanto sono pensati per temperature intorno o sotto i 15° Celsius, ed è a queste temperature che rendono il meglio.

"Anche se nell'ambiente non rilasciano sostanze tossiche, per l'uomo invece?"

Il PLA di cui sono fatti i bicchieri da birra compostabili Ekoe sono sicuri, anallergici e ovviamente con certificazione MOCA per il contatto con gli alimenti. Non rilasciano quindi nessuna sostanza tossica né per l'uomo né per l'ambiente.

Conclusioni

I bicchieri da birra compostabili possono rappresentare una reale alternativa a quelli in plastica tradizionale come PET e RPET, ancor di più ora che l'Europa ha approvato la direttiva SUP. Questa obbliga i paesi dell'Unione ad adottare leggi che riducano sempre più la produzione, la circolazione e quindi l'inquinamento da monouso derivato dal petrolio, con l'obiettivo, non troppo lontano, di farla sparire per sempre.

Madre Natura non potrebbe esserne più felice.

Cos’è il CONAI e a cosa serve?

Il 2021, si sa, è un anno particolarmente denso per il mondo dei materiali e del riciclo.

La presa di posizione della direttiva SUP, che mira alla riduzione dell’inquinamento marino da plastiche inquinanti e a un aumento delle quote del riciclo della plastica, ha spinto tutti a cercare la propria interpretazione di una normativa che, a qualche giorno dalla sua attuazione, rimane avvolta in un alone d'incertezza.  

SUP e Conai
SUP e Conai

Quello italiano resta un campo di applicazione con le sue peculiarità: nel recepimento della direttiva a preoccupare sono le generalizzazioni rispetto al mondo delle bioplastiche.

Non capita così raramente, in una società cooperativa plastic free che commercializza stoviglie e monouso compostabile, sentirsi rivolgere richieste come “Avrei bisogno di bicchieri in plastica. Ah, anche dei coperchi, sempre in plastica però!”. 

La differenza - netta - che si frappone tra il mondo delle plastiche inquinanti derivate da petrolio e quello del monouso compostabile e delle bioplastiche, che un consumatore poco attento può facilmente fraintendere, non può essere però generalizzata nei regolamenti comunitari.

Lo scenario è quello di un’Unione Europea che mette al bando le plastiche non riciclabili ma, al contempo, finanzia e supporta progetti di sviluppo e ricerca nel campo delle bioplastiche, un settore in continuo movimento che si muove verso uno snellimento tecnologico delle soluzioni per lo smaltimento e il riciclo dei prodotti in bioplastica compostabile derivata da materie prime di origine vegetale.

Che cos’è il CONAI?  

Il CONAI è un consorzio senza fini di lucro che, in Italia, rappresenta uno (se non l’unico) strumento con il quale i produttori e gli utilizzatori di imballaggi riescono a garantire il raggiungimento di due obiettivi principali:

cos'è il conai e a cosa serve
cos'è il conai e a cosa serve

Il CONAI, in parole povere, ha stipulato convenzioni con quasi tutti i comuni italiani alcune società private che si occupano della raccolta differenziata, pagando a questi ultimi una quota per lo smaltimento dei rifiuti.

Il consorzio si basa quindi su un sistema di responsabilità condivisa, in cui sono coinvolte le imprese e gli enti della Pubblica Amministrazione.

Si tratta, quindi, di una prima soluzione a cui tutti gli attori coinvolti tentano di contribuire per far fronte a un problema comune, quello della gestione dei materiali di imballaggio quando questi esauriscono la funzione principale ed entrano nella seconda fase del loro ciclo di vita: il reimpiego.

Il sistema sviluppato dal CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), che nasce già nel 1997, si ripropone di sostituire l’ottica della discarica con un sistema integrato in cui si agisce su più fronti: sensibilizzazione ed educazione dei consumatori e dei produttori, prevenzione, recupero e riciclo.

I materiali coinvolti sono sei: acciaio, alluminio, legno, vetro, carta e bioplastica.

La gestione delle bioplastiche biodegradabili e compostabili: il consorzio Biorepack

conai e biorepack
conai e biorepack

È proprio nel nostro paese che nasce la prima realtà di responsabilità estesa del produttore per gli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile certificati UNI 13432.

Biorepack, il consorzio di filiera del CONAI per le bioplastiche, è un segno del fermento italiano nel mondo della ricerca e della gestione in questo particolare ambito, oggetto di generalizzazioni poco generose nella normativa SUP sul monouso. 

Oltre le apparenze

Nel maggio 2021 il consorzio ha lanciato una campagna di sensibilizzazione dal titolo “Oltre le apparenze”. 

L’obiettivo? Cercare di sensibilizzare sul tema dell’assimilazione erronea delle bioplastiche compostabili al mondo delle plastiche inquinanti ed educare al riciclo organico dei rifiuti d'imballaggio in bioplastica biodegradabile e compostabile.

Operando in parallelo con il Ministero della Transizione Ecologica e il Ministero Sviluppo Economico, il CONAI si muove quindi in una direzione che non combacia del tutto con quella dell’UE e che, in virtù di questa posizione, nei prossimi mesi dovrà essere capace, assieme a tutte le attività coinvolte, di dare un feedback concreto alla Commissione Europea per far sì che gli obiettivi della direttiva SUP diventino funzionali all’effettivo bilancio del mercato degli imballaggi a base cellulosica (Consorzio della carta) e di quelli in bioplastica.

Conclusioni

Il recepimento della direttiva SUP deve essere equilibrato e capace di tenere conto della presenza di materiali compositi come, ad esempio, i bicchieri in cartoncino con una sottile spalmatura in PLA, che nascono da una risposta che si vuol dare alle normative sui materiali per il contatto con gli alimenti e, comunque, rimangono un prodotto nettamente diverso rispetto a un bicchiere in plastica derivata da petrolio.

Si deve, insomma, operare non in base al numero dei pezzi e limitare indiscriminatamente l’uso di soluzioni ecocompatibili e compostabili soltanto perché all’interno della parola bioplastica ne riecheggia un’altra, più dura a morire e difficile da ridurre. 

La prospettiva va ben oltre le apparenze. Soltanto con l’implemento di sistemi di formazione e sensibilizzazione e lo sviluppo di meccanismi di economia circolare che seguono il prodotto lungo tutta la sua parabola evolutiva (come il CONAI, ad esempio), il nostro paese sarà in grado, infine, di rispondere alle esigenze di un mondo in continua evoluzione

Catering sostenibile? (Mini-guida pratica)

catering ecosostenibile
catering ecosostenibile

Le nuove sfide del banqueting ecologico

Organizzare un evento sostenibile non è certo un gioco da ragazzi.

L’estate ha portato con sé, oltre all’impennata delle temperature e al numero dei vaccinati in salita, una forte voglia di tornare a fare quel che si faceva prima, probabilmente con ancora più foga.

Tutto il settore del management di eventi si ritroverà a gestire una serie di nuovi fattori concomitanti, primi fra tutti la direttiva SUP e una prassi igienica che, dagli inizi del 2020, è sicuramente più stringente rispetto al passato.

In questo lento passaggio, forse nemmeno totale, dal virtuale al reale, i matrimoni via Zoom e le birre con gli amici su Houseparty si fanno un poco più lontani e sbiaditi e tornano le esigenze dell’offline: eventi celebrativi, fiere, conferenze scientifiche o incontri di formazione, festival, eventi sportivi e tutto quel carosello di feste private che vanno da battesimi, feste di laurea, matrimoni e feste di compleanno.

L’organizzazione di eventi e buffet sostenibili che riescano non solo a intrattenere i partecipanti e a offrire delle soluzioni di catering e banqueting ecologici qualitativamente godibili, ma che siano anche il meno impattanti possibile, passa per diversi step. 

Tenendo a mente l’ISO 20121, lo standard internazionale volontario per il management di eventi sostenibili, proviamo a costruire insieme una cornice in cui contestualizzare i banchetti sostenibili e realizzare un event management che riflette le cose in cui crediamo, prima fra tutte la convivenza pacifica con l’ambiente con cui interagiamo.

catering sostenibile guida pratica
catering sostenibile guida pratica

Il catering ecocompatibile è possibile. Ma perché realizzarlo?

Offrire la possibilità di prender parte a un evento in cui menù, offerta culinaria, drink e tutto quel che c’è dietro il servizio finale combaciano con un’idea di catering sostenibile è l’unica strada che valga la pena seguire nel 2021.

Perché?

Esiste una vasta gamma di bicchieri durevoli, brocche e caraffe in tritan utilizzabili quando il contesto del servizio catering, in food village o punti ristoro di eventi che non permettono l’uso del vetro, deve rispondere a degli standard di sicurezza maggiori.  

Se anche il tuo servizio catering e di banqueting per eventi sostenibili punterà alla stagionalità delle portate offerte e all’uso di tovaglioli compostabili certificati Ecolabel, spiedini e stecchini di legno ecologici per il finger food, così come vassoi in foglia di palma utilizzabili più di una volta, il messaggio trasmesso ai partecipanti sarà quello di un’idea aziendale organica, inserita in un’ottica di basso impatto della propria attività.  

L’dea di un catering sostenibile trova corpo anche nella possibilità di adoperarsi con un servizio di smaltimento dei rifiuti creati durante l’evento, segnalando i punti di raccolta in maniera chiara e pensando all’utilizzo di una compostiera per gli eventi, dove smaltire l’organico e tutto il monouso compostabile. 

catering sostenibile e ecocompatibile
catering sostenibile e ecocompatibile

Qual è, quindi, il vademecum per il management di catering a basso impatto?

  1. Go seasonal
  2. Scegli prodotti stagionali, preferibilmente acquistati da produttori della zona e non provenienti da colture intensiveDona gli sprechi di cibo Mense, Caritas e situazioni di difficoltà sono ovunque.
  3. Invece di buttare la melanzana ammaccata o quel che è avanzato dell’insalata di farro, cercate di reimpiegarli donandoli a chi ne ha bisogno e organizzando dei pranzi sociali. 
  4. Stampa il meno possibile
  5. Stampare volantini, locandine e menù in eccesso non è necessario (e ha un costo evitabile!). 
  6. Riutilizza e, se non è possibile, buttati nel variegato mondo del compostabile! 
  7. Comincia a compostare! Le macchine per il compostaggio sono una realtà. Nell'ottica di un'economia circolare gli scarti trovano una nuova vita e rientrano, in un ciclo infinito, nel processo produttivo. 
  8. Sii chiaro con i clienti. Fornite in maniera chiara tutte le informazioni relative ai punti di smaltimento, all'origine dei prodotti e alle scelte della propria attività. 

Di soluzioni ce ne sono a centinaia, basta solo adottarle. 

Il post covid è l'abuso della plastica monouso

Ad oggi 7 giugno 2021 i tassi di positività sono all’1,3%, crescite, 2.897 nuovi casi, coprifuochi ballerini alle 22 o alle 23, a cena fuori con altre 3 persone al massimo, gli over 40 vaccinati.

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Gli ultimi mesi sono stati, diciamocelo, una fastidiosa processione di numeri per quelli a cui la matematica è sempre stata poco simpatica.

In queste lunghissime e dilatatissime settimane di pandemia il virus ha monopolizzato ogni statistica e bollettino immaginabile e ci siamo ritrovati, saturi di cifre e previsioni, in un giugno di riaperture, aperitivi che si accumulano e progetti per le ferie.

Nel mare magnum di sushi d’asporto, bagni al mare, sagre e festival che rialzano pian piano la testa rimane, traslucido e ben visibile sulla superficie dell’acqua, il fardello dell’inquinamento da plastiche derivate dal petrolio.

Covid e plastiche

Il virus ha, comunque, rimodulato la nostra quotidianità.

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Se fino alla fine del 2019 i dispositivi di protezione individuale rimanevano un oggetto da relegare a qualche città nebbiosa nelle regioni cinesi o alle sale operatorie in cui avremmo preferito non entrare, oggi ogni mese di mascherine se ne producono più di 129 miliardi in tutto il mondo.

Una media, quindi, di circa 3 milioni di mascherine che vede la luce ogni minuto e va, insieme ai 69 miliardi mensili di guanti in lattice, a occupare quel buco nero di materie plastiche e fibre in polipropilene derivate da petrolio che hanno rafforzato, in questi mesi, l’idea che la plastica e il concetto di monouso siano le uniche soluzioni igieniche in epoca covid19.

Nel cimitero post-utilizzo ci siamo imbattutti tutti: le mascherine finiscono in strada, nei parchi, al mare, e iniziano così un lentissimo processo dei decomposizione che dura all’incirca 450 anni.

Nei mari una singola mascherina può rilasciare fino a 173.000 microfibre al giorno (fonte: Environmental Advances) che si aggiungono alle microplastiche derivate dai processi di degradazione del resto dei materiali plastici.

Questi inibiscono la crescita delle alghe e, in un circolo vizioso senza lieto fine, finiscono per ostacolarne i processi di produzione di ossigeno (e le alghe, di ossigeno, ne producono tanto dal momento che da loro viene il 70% del totale di gas emesso in natura).

Il risultato è che, da qualsiasi prospettiva si consideri la questione, dalle conseguenze di questo continuo scaricabarile in cui ci si illude che una mascherina dispersa chissà dove rimanga soltanto “una mascherina dispersa chissà dove” non si scappa.

Rispetto al 2019, sebbene il volume di rifiuti plastici prodotti non sia aumentato di molto, a preoccupare è la quantità di plastica riciclata che stenta a crescere.

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No alla plastica, oggi più di ieri

I numeri servono a contestualizzare. È per questo che, un po’ come i cavolfiori bolliti, anche se non piacciono a molti, fanno bene a tutti.

Nella produzione dei materiali in plastica finisce circa il 6% della produzione mondiale di petrolio. Il processo finisce spesso, come tristemente noto, nei mari.

Il danno però è a monte. 

La produzione globale di bioplastiche e materiali eco-compatibili ha una carbon footprint (quell’impronta, cioè, che serve a quantificare le emissioni di gas serra generate in un qualche processo produttivo) minore rispetto a tutti i materiali plastici prodotti dalle industrie petrolchimiche.

Il ciclo è continuo: si produce plastica e il viaggio del materiale è dispendioso di energie e risorse dall’inizio alla fine del ciclo.

Se dopo le prime fasi di raffinazione da un litro di petrolio in genere si ricavano 20 ml di virgin-nafta (con una percentuale del 2%), da 2,4 kg di mais si riesce a ricavare 1 kg di PLA (41%) una tra le più diffuse delle plastiche di derivazione vegetale.

Dove finiscono i nostri rifiuti?

In villeggiatura nel sud della Turchia, anche senza Green Pass.

La pandemia ci ha cambiati, ma forse non in meglio. Secondo un’indagine Greenpeace, nel 2020 i paesi europei hanno mandato in Turchia una quantità di rifiuti di 20 volte maggiore rispetto al 2016. Si tratta, spesso, di contrabbando e attività illecite: il 28 maggio scorso, ad esempio, nel porto di Genova sono stati sequestrati 16 container diretti in Turchia, con circa 350 tonnellate di rifiuti e scarti dalle industrie di lavorazione della plastica.

Viene preso in affitto un terreno e lo si stocca con pallet e pallet di scarti plastici. Dopo il ban del gennaio 2018 imposto dalla Cina sull’importazione dei rifiuti dei paesi occidentali nei propri territori, Turchia, Malesia e Polonia sono diventate le principali mete di villeggiatura dei nostri rifiuti. Sulle spiagge e per le strade sono stati trovati i loghi dei sacchetti di Tesco, Lidl, M&S e Sainsbury’s e, ovviamente, anche test covid.

I panni sporchi, ovviamente, non si lavano mai a casa propria.

ecostoviglie
Ekoe società benefit

Benefit del mondo compostabile

Al mondo della plastica si può porre un freno in molti modi.

Il primo, ovviamente, è quello del consumare in maniera più razionale.

Compriamo quello di cui abbiamo bisogno e, quando lo compriamo, cerchiamo di esaurire tutti gli usi possibili.

Il concetto di trasformazione dell’uso di un prodotto eco-compatibile, a differenza della plastica che resta un prodotto fine a se stesso, va di pari passo con la bellezza del cambiamento.

Con le frontiere in riapertura e un mondo post-covid che inizia finalmente a prendere forma, tutti possiamo dire di aver assistito a una qualche metamorfosi, e i prodotti di origine vegetale che possono essere reimpiegati in mille modi prima di tornare alla terra la metamorfosi ce l’hanno nelle fibre.

Quali sono i vantaggi?

“Nel nostro mondo esistono ancora luoghi reconditi in cui possiamo ritrovare, nel dialogo e nella familiarità con la natura, nei nostri cuori, ciò che ci rende umani e degni del bello che la vita offre.”
JORN DE PRÉCY

Packaging e carte per la ristorazione

La carta che usi per avvolgere le tue preparazioni può essere una semplice carta per uso alimentare, oppure può avere qualcosa in più, ovvero può provenire da foreste gestite in maniera sostenibile.

Busta portaposate bianca con tovagliolo FSC 1000 pz
Busta portaposate bianca con tovagliolo FSC 1000 pz

Cosa vuol dire gestione responsabile delle foreste?  Significa che chi gestisce una foresta può scegliere di cercare di bilanciare in maniera positiva l'impatto della propria realtà produttiva sull'ambiente.

Insomma, si tratta di una scelta che non tutti sono in grado di compiere perché richiedere un impegno notevole. Fortunatamente negli ultimi anni ci imbattiamo sempre più spesso in realtà eco-sostenibili quando facciamo degli acquisti, segno che sempre più aziende hanno a cuore l’ambiente e l’umanità.

Perché l’umanità? Perché se rispetti l'ambiente rispetti le generazioni future. E a noi questo principio piace veramente, come i principi del fair trade e ci piace ancora di più vedere che aumentano le aziende che credono in un altro futuro per il pianeta.

I tovaglioli in carta riciclata avana di Ekoe nei diversi formati sono prodotti a partire da cellulosa di foreste gestite responsabilmente. Ma anche il tovagliolo portaposate, la busta portaposate e le tovagliette in carta lo sono. Inoltre, acquistando le stoviglie compostabili in generale, potrai aiutare le foreste a sopravvivere e accrescersi. Quando acquisti il monouso, pensa anche alle foreste.

Scopri tutta la linea di tovaglioli e tovaglie come dire...responsabili.

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