Kompò la compostiera da giardino... dai diamanti non nasce niente, dal compost nascono i fiori.

La compostiera da giardino una serie di quesiti...

Perché sembra che la produzione di rifiuti debba essere direttamente proporzionale alla ricchezza di un Paese?

Un Paese ricco è necessariamente un Paese evoluto?

La produzione di rifiuti non dovrebbe avere un andamento inversamente proporzionale o quasi rispetto alla ricchezza di un Paese?

Dopo aver esposto questi dubbi esistenziali che attanagliano dopo la lettura di vari report, possiamo dire che in astratto e secondo coscienza, la risposta la conosciamo tutti. Ma non possiamo ergerci a giudici della civiltà, a maggior ragione se non siamo i primi a cercare di trovare una soluzione nel nostro piccolo. La sensibilità ambientale fortunatamente cresce ed i risvolti si vedono nelle scelte di acquisto del consumatore medio. Aumentano gli acquirenti dei prodotti sfusi, dei compostabili, dei detergenti ecologici… Eppure, chi ha un giardino, un orto, un po’ di terreno o semplicemente un terrazzo, può fare un ulteriore passo per aiutare la collettività e quindi sé stesso: compostare i rifiuti organici con una compostiera.

bicchieri-biodegradabili
bicchieri compostabile

Premesso che questa non vuole essere una guida esauriente al mondo delle compostiere, ma una semplice infarinatura iniziale per chi come me prima non ne sapeva molto, partiamo dalle basi, anche se al giorno d’oggi basta una semplice ricerca su internet per capire di cosa stiamo parlando.

La compostiera di cui stiamo parlando, ovviamente non è la “Coppa di vetro, di ceramica o sim., usata per servire a tavola composte di frutta” come suggerisce l’enciclopedia Treccani. La compostiera in questione è un contenitore in cui vengono inseriti gli sfalci di giardino oppure gli scarti di origine vegetale crudi per trasformarli in compost, materiale organico utile per arricchire il terreno. In sostanza si tratta di un’imitazione di quanto avviene in natura creando un ambiente favorevole allo sviluppo di  funghi e batteri. Ecco, presentato così devo ammettere che non sembra un argomento dei più accattivanti. Proviamo a prenderlo da un’altra prospettiva: avete presente tutte le volte che dovete uscire per buttare la spazzatura, magari la sera, quando già pregustate il meritato relax dopo una dura giornata di lavoro? Per andare sul pratico, la compostiera vi può aiutare a ridurre queste uscite indesiderate almeno per quanto riguarda i rifiuti organici (per ridurre il resto dei rifiuti ammetto che l’impegno necessario è superiore). In commercio ne esistono numerose tipologie: da balcone, da giardino, da orto. Cerchiamo di semplificare il discorso rispondendo ad alcune delle domande più comuni che possono sorgere.

“Dalla terra vengon tutte le cose e tutte in terra vanno a finire.”
SENOFANE

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riciclare

Che tipi di compostiera esistono?

Esistono diversi tipi di compostiera, dal più banale ed antico al più moderno e complesso; i più diffusi sono:

  1. il cumulo: una semplice area delimitata di terreno in cui viene posta una base drenante (costituita da ghiaia o bancali di legno) su cui viene messo il materiale che residua dalla lavorazione del giardino oppure dell’orto
  2. vantaggi: facile preparazione, aerazione e ribaltamento
  3. svantaggi: necessita di ampio spazio e può rilasciare odori sgradevoli se non viene seguito
  4. la compostiera fai da te: una struttura che può essere semplicemente costruita con una rete a forma di tronco o in forma più sofisticata fatta con bancali di legno a forma di parallelepipiedi
  5. vantaggi: facile realizzazione, economico, facilità di rimescolamento, indipendenza dal clima, possibilità di nasconderlo o mimetizzarlo, soddisfazione dell’autoproduzione
  6. svantaggi: bisogna prestare attenzione che non diventi un nido per roditori, bisogna avere una buona manualità per realizzarlo
  7. la compostiera “prefabbricata”: in genere è una struttura con forma di parallelepipedo con fessure laterali per permettere il passaggio dell’aria
  8. vantaggi: abbastanza economico, facile gestione, facile montaggio, riduce gli odori
  9. svantaggi: si possono introdurre solo scarti vegetali per evitare la formazione di nidi di roditori e di cattivi odori
  10. Kompò: è pure a forma di parallelepipedo, dotato di un termometro interno ed uno esterno, viene fornito con due cinghie per mantenere salda la chiusura quando viene spostato e riempito eccessivamente
  11. vantaggi: si possono introdurre molti più scarti, è più rapido nell’azione, non rilascia odori sgradevoli grazie al biofiltro, permette di raccogliere anche il percolato (che si può usare come fertilizzante)attraverso una valvola
  12. svantaggi: costo superiore alle compostiere “prefabbricate” o  autoprodotte

Come funziona una compostiera?

La compostiera riproduce un fenomeno naturale, ovvero la decomposizione della materia organica ad opera del calore e dei microrganismi e invertebrati naturalmente presenti nel terreno e nella materia organica. Il frutto di questa sinergia è un terriccio particolarmente ricco di nutrienti per le piante.

Bidoni raccolta differenziata rifiuti Lt 95
differenziare

Una spiegazione semplificata prevede la distinzione in  3 fasi:

  1. fermentazione: è la prima fase, più breve, in cui agiscono i batteri del terreno e del materiale organico. A sua volta la fermentazione prevede diversi step:
  2. i batteri iniziano a nutrirsi delle sostanze più rapidamente “digeribili”
  3. la loro azione comporta un aumento della temperatura che può arrivare sino a 60°C e permane a tale livello per circa 2 o 3 giorni. Questo calore favorisce l’igienizzazione del compost perché uccide la maggior parte dei possibili batteri e parassiti che possono essere presenti nel materiale organico
  4. nel giro di 15-20 giorni la temperatura scende nuovamente, per cui è opportuno procedere ad un rivoltamento del contenuto con un rastrello per il cumulo, oppure un attrezzo adeguato per la compostiera
  5. il rivoltamento comporta un nuovo lieve aumento della temperatura e si può ripetere sino a tre volte
  6. maturazione: si tratta della seconda fase, più lunga, che prevede l’azione di funghi ed attinomiceti che si occupano della decomposizione della componente più resistente (cellulosa e lignina). Ha una durata di 9-12 mesi.
  7. decomposizione finale: in quest’ultima fase entrano in azione i lombrichi che completano l’azione svolta dai loro colleghi sminuzzando e riducendo gli eventuali “grumi” rimasti.

Alla fine di questa collaborazione il volume del materiale si sarà ridotto di 6-7 volte.

Nel cumulo è possibile suddividere diverse zone con vari gradi di maturazione visibili; nella compostiera, invece ci saranno diversi livelli in verticale con differenti gradi di maturazione.

Un discorso a parte va fatto per Kompò, in questo caso, la tenuta del contenitore garantisce una netta accelerazione del processo dovuta al rapido raggiungimento di temperature di 50-60 °C ed il suo mantenimento. Basta introdurre quindi il materiale da compostare, aggiungere un po’ di agente di carica e carta tagliuzzata (per mantenere il corretto grado di umidità) ed attendere, rigirando ogni tanto il contenuto.

Cosa ne influenza il corretto funzionamento?

Per il corretto funzionamento della compostiera sarebbe opportuno considerare tre fattori fondamentali:

  • l’umidità: è necessario trovare un giusto equilibrio tra materiali freschi e secchi, perchè per lo sviluppo dei batteri e delle muffe ci deve essere un’umidità compresa tra il 45 ed il 65%. Un eccesso comporterebbe la putrefazione del contenuto con conseguenti odori sgradevoli. Una carenza comporterebbe, viceversa, un eccessivo compattamento del materiale impedendo il passaggio di aria e di conseguenza lo sviluppo dei batteri.
  • l'aerazione: l’ossigeno serve ai microrganismi per poter svolgere la loro funzione di decomposizione. E’ necessario quindi prestare attenzione affinchè il materiale secco crei dei passaggi per l’aria.
  • il rapporto tra carbonio ed azoto: dovrebbe essere di 15:1. Un eccesso di carbonio non presenta gravi controindicazioni, poiché rallenta l’azione dei batteri. Al contrario, un eccesso di azoto verrebbe eliminato sotto forma di ammoniaca con conseguente emissione di odori non piacevoli per usare un eufemismo.

Dove va posizionata una compostiera da giardino?

Compostiera-da-esterno
Kompò

La compostiera può venire posizionata all’interno di giardini, orti, balconi, serre, tenendo in considerazione che produce umidità.

In genere si consiglia di posizionarla sotto ad un albero caducifoglie (ovvero che perde le foglie in autunno/inverno) per evitare che il materiale organico si secchi nella stagione calda e rimanga troppo umido nella stagione fredda.

Kompò si può mettere anche vicino alla porta della cucina per ridurre gli spostamenti, infatti il bio filtro antiodori impedisce la fuoriuscita di gas maleodoranti.

Occorre fare un distinguo per il posizionamento delle compostiere, perchè, a seconda della tipologia le necessità sono differenti:

  1. cumulo: dato il suo sviluppo in orizzontale richiede più spazio anche per agevolare le azioni di ribaltamento del compost.
  2. compostiera fai da te: è preferibile posizionarla su una superficie piana evitando un’eccessiva vicinanza alle abitazioni per ogni eventuale fuoriuscita di cattivi odori;
  3. compostiera  acquistata: valgono gli stessi consigli dati per quella autoprodotta, anche se la chiusura superiore garantisce una maggiore tenuta in caso di eventuali odori molesti;
  4. Kompò: si può posizionare anche vicino a casa perché il processo a caldo accelera l’azione ed il biofiltro impedisce la fuoriuscita di odori sgradevoli.

Cosa si può e cosa non si può compostare?

 In una compostiera si possono introdurre senza problemi:

  1. scarti vegetali della cucina
  2. fiori, sfalci d’erba, foglie
  3. fondi di caffè e filtri del tè
  4. fazzoletti di carta e carta assorbente

Sarebbe meglio non inserire:

  1. gusci d’uova
  2. pane raffermo
  3. bucce di agrumi
  4. cenere
  5. scarti di carne e pesce per il rischio legato all’attrazione che esercitano su topi, scarafaggi ed altri parassiti.

Kompò permette di ampliare notevolmente il range di scarti compostabili, infatti, oltre ai sopracitati “ingredienti”, si possono inserire:

  1. pasta, pane e dolci
  2. piccole quantità di formaggi a pasta dura e burro
  3. stoviglie compostabili (con tempi variabili, ovviamente: la polpa di cellulosa si degrada più rapidamente del PLA mentre il CPLA richiede tempi superiori)
  4. bucce di agrumi spezzettate
  5. gusci d’uova
  6. cenere (che può essere utile per bilanciare l’umidità)
  7. scarti di carne e pesce in quanto la chiusura e l’azione rapida impediscono lo sprigionarsi di odori attrattivi per gli animali selvatici

Quanto tempo occorre per avere il compost?

Vassoio Cartone alimentare varie misure Conf. 10 kg.
ciclo compost

Normalmente le compostiere impiegano dai 6 ai 12 mesi per produrre il compost. Quando si inizia in un periodo caldo, però si accelera il processo sfruttando il calore naturale. Kompò riduce nettamente i tempi di attesa in quanto permette di ottenere il compost in 90 giorni.

Come va gestita?

Come per tutti gli strumenti, una volta che si decide di avere una compostiera bisogna avere un minimo di accortezza. In realtà è un’ aiutante discreta e molto funzionale, basta prestare attenzione a quanto viene introdotto e ad un’adeguata igiene dell’area circostante per evitare l’avvicinamento di ospiti indesiderati, nonché le lamentele dei vicini se non viene gestita correttamente.

Di quanti rifiuti organici necessita?

Per il cumulo in genere questa domanda non si pone, in quanto chi ha lo spazio per predisporlo ha anche molto terreno da cui ricavare nutrimento per la compostiera. Per le altre compostiere possiamo dire che indicativamente occorrerebbero sui 5 kg a settimana per quelle da 200 l e 2,5 kg per quelle da 100 l. Calcolando che una famiglia media di 4 persone produce in un anno circa 300 kg di rifiuti organici, a cui vanno aggiunti circa 400 kg nel caso in cui abbia anche un giardino di circa 100 mq, difficilmente la compostiera “soffrirebbe la fame”. Ovviamente sono realizzabili ed acquistabili in diversi formati per adattarsi alle diverse esigenze domestiche

Utilizzi del compost

La compostiera offre poi ben tre ottimi prodotti:

  1. concime: alla fine del ciclo si ottiene un ottimo concime da aggiungere alle piante;
  2. pacciamatura: durante la prima fase è possibile estrarre del materiale che si adatta perfettamente alle operazioni di pacciamatura intorno agli alberi o a delle aiuole, per esempio;
  3. fertilizzante: l’eventuale liquido che fuoriesce dalla compostiera è un ottimo fertilizzante naturale

 

Insomma, usando un paragone leggermente azzardato, alla compostiera ci si affeziona un po’ come ad un animale domestico; è discreta, produttiva, non richiede particolari attenzioni. La sera, invece di andare a buttare la frazione organica ci si può chiedere “Oggi ho dato da mangiare alla compostiera?”  sapendo che la si può “nutrire” in qualsiasi momento della giornata. Inoltre è una dimostrazione che l’unione fa la forza, l’uomo nutre i batteri necessari per avviare il compostaggio, i batteri lasciano il nutrimento ai funghi ed infine arrivano i lombrichi a completare l’opera, una perfetta sinergia. Il risultato finale è un risparmio ambientale, dovuto all’autoproduzione di un buon terriccio nutriente per le piante ed alla riduzione della frazione organica che deve venire trasportata durante la raccolta dei rifiuti.

Perchè dai diamanti non nasce niente, ma dal compost nascono ottimi pomodori.

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