Eccellente

SPEDIZIONE GRATUITA IN ITALIA (ISOLE: CONTRIBUTO DI CONSEGNA DEL CORRIERE)

Come organizzare eventi sostenibili: Manuale, CAM e casi studio

Organizzare eventi sostenibili non significa aggiungere qualche contenitore per la raccolta differenziata all’ultimo momento. Significa progettare l’evento in modo che logistica, forniture, energia, mobilità, cibo, rifiuti, comunicazione e accessibilità siano pensati insieme.

Il problema lo vediamo spesso nelle sagre, nei festival e nei servizi di catering: il materiale giusto viene acquistato, ma poi non viene gestito bene. I volontari non ricevono istruzioni, i bidoni sono pochi, i cartelli non sono chiari e a fine serata piatti, bicchieri e residui alimentari finiscono nello stesso sacco.

In Ekoe abbiamo supportato oltre 200 eventi e sagre con forniture compostabili e soluzioni per il food service. Questa esperienza ci ha insegnato una cosa semplice: la sostenibilità di un evento si decide prima dell’apertura, non durante le operazioni di chiusura.

Serve un manuale operativo, anche snello, che dica chi fa cosa, quali materiali si usano, dove vengono conferiti i rifiuti, come si informa il pubblico e come si controlla che il sistema funzioni davvero.

Cosa si intende per evento sostenibile

Un evento sostenibile è una manifestazione progettata per ridurre gli impatti negativi e aumentare quelli positivi sull’ambiente, sulle persone, sull’economia locale e sulla comunità ospitante.

Non è un evento “perfetto” o privo di impatti. Ogni evento consuma energia, genera spostamenti, produce rifiuti e richiede materiali. La differenza sta nel metodo con cui questi aspetti vengono previsti, gestiti e migliorati.

I quattro pilastri della sostenibilità

I quattro pilastri della sostenibilità in un evento sono ambiente, economia, società e gestione organizzativa.

Il pilastro ambientale riguarda:

  • energia;
  • acqua;
  • rifiuti;
  • emissioni;
  • materiali;
  • mobilità;
  • rumore;
  • tutela degli spazi;
  • prevenzione dell’abbandono dei rifiuti.

Il pilastro economico riguarda:

  • fornitori locali;
  • budget realistico;
  • riduzione degli sprechi;
  • continuità delle forniture;
  • valore generato sul territorio;
  • acquisti proporzionati alle presenze attese.

Il pilastro sociale riguarda:

  • accessibilità;
  • sicurezza;
  • inclusione;
  • condizioni di lavoro;
  • coinvolgimento di volontari e comunità;
  • comunicazione chiara;
  • rispetto dei residenti.

Il pilastro organizzativo è quello che tiene insieme tutto il resto. Senza ruoli, procedure, controlli e responsabilità, anche le migliori intenzioni restano fragili.

Un esempio concreto: scegliere stoviglie compostabili è utile solo se il gestore locale accetta quel materiale nell’organico, se tutti gli stand usano lo stesso sistema e se il pubblico capisce dove conferire piatti, bicchieri e posate.

Persone a un evento all’aperto in un parco con palco e aree verdi

L’importanza della carbon neutrality

La carbon neutrality di un evento consiste nel misurare le emissioni generate, ridurle dove possibile e compensare le emissioni residue attraverso progetti credibili e documentati.

Non dovrebbe essere usata come slogan.

Prima di parlare di evento “a impatto zero” bisogna calcolare almeno le principali fonti emissive:

  • energia elettrica;
  • generatori;
  • spostamenti del pubblico;
  • trasporti dei fornitori;
  • allestimenti;
  • materiali;
  • food & beverage;
  • pernottamenti;
  • rifiuti.

La compensazione ha senso solo dopo la riduzione.

Un festival che usa generatori inefficienti, produce molto spreco alimentare e non pianifica la mobilità non diventa automaticamente sostenibile perché acquista crediti di compensazione.

Per iniziare in modo pratico, uno strumento come il calcolatore emissioni CO2 può aiutare a stimare l’impronta carbonica e a capire quali voci incidono di più.

Il dato non deve restare in un report. Deve guidare le decisioni: orari navette, scelta dei fornitori, quantità acquistate, energia usata, gestione dei materiali e comunicazione al pubblico.

Come organizzare eventi sostenibili

Per organizzare eventi sostenibili bisogna trasformare gli obiettivi ambientali e sociali in istruzioni operative. Ogni scelta deve essere collegata a una responsabilità, a un fornitore, a un punto fisico dell’evento e a una modalità di controllo.

Manuale pratico e gestione operativa

Un manuale pratico per eventi sostenibili deve essere semplice, leggibile e utilizzabile da chi lavora durante l’evento.

Non serve un documento lungo se poi nessuno lo consulta. Serve uno strumento operativo con indicazioni chiare.

Dovrebbe includere:

  • obiettivi dell’evento;
  • ruoli e referenti;
  • mappa degli spazi;
  • punti di raccolta;
  • materiali ammessi;
  • materiali vietati;
  • fornitori autorizzati;
  • regole per gli stand;
  • istruzioni per volontari e operatori;
  • gestione delle eccedenze alimentari;
  • pulizia;
  • emergenze;
  • comunicazione al pubblico;
  • dati da raccogliere a fine evento.

Nella gestione delle aree ristoro, il manuale deve indicare con precisione quali prodotti usare. Le stoviglie compostabili per eventi possono semplificare la raccolta insieme ai residui alimentari solo quando sono certificate, adatte al servizio e accettate dal gestore locale.

L’errore più frequente è lasciare libertà totale agli stand.

Se uno stand usa piatti compostabili, un altro vaschette in plastica tradizionale e un altro ancora bicchieri non identificabili, a fine serata la raccolta diventa confusa.

Per questo consigliamo di stabilire prima:

  • formati ammessi;
  • materiali ammessi;
  • sacchi da usare;
  • contenitori per il pubblico;
  • cartelli;
  • istruzioni per i volontari;
  • controllo durante il servizio.

Un manuale ben fatto non deve complicare l’evento. Deve togliere dubbi nei momenti di pressione.

Scelta del food e dei gadget ecologici

La scelta del food e dei gadget incide molto sulla sostenibilità di un evento perché genera materiali, trasporti, rifiuti e messaggi al pubblico.

Per il food bisogna valutare:

  • menu;
  • stagionalità;
  • porzioni;
  • fornitori;
  • spreco alimentare;
  • allergeni;
  • acqua;
  • bevande;
  • stoviglie;
  • contenitori da asporto;
  • raccolta dei residui.

Una guida sul catering sostenibile aiuta a collegare la somministrazione di cibo e bevande a scelte concrete: menu più semplice, meno sprechi, materiali coerenti, porzioni corrette e gestione dell’organico.

Anche i gadget vanno scelti con attenzione.

Un gadget ecologico non è quello che ha una foglia stampata sopra. È un oggetto utile, durevole, coerente con l’evento e non destinato a diventare rifiuto dopo poche ore.

Le borracce in alluminio personalizzate possono essere una buona scelta quando l’evento prevede punti acqua, distribuzione controllata e reale possibilità di riutilizzo.

Al contrario, un gadget economico, fragile e poco utile può diventare greenwashing anche se viene presentato come sostenibile.

Prima di acquistarlo bisogna chiedersi:

  • sarà davvero usato?
  • è resistente?
  • ha senso per il pubblico?
  • sostituisce un monouso?
  • è facile da trasportare?
  • è coerente con il messaggio dell’evento?
  • ha una quantità proporzionata ai partecipanti?

Certificazione ISO 20121 e standard di qualità

La ISO 20121 è lo standard internazionale per i sistemi di gestione della sostenibilità degli eventi. Aiuta organizzazioni, agenzie e promotori a pianificare, controllare e migliorare gli impatti ambientali, sociali ed economici dell’evento.

La certificazione non dice che un evento è “perfetto”. Dimostra che esiste un sistema di gestione, con obiettivi, responsabilità, controlli, audit e miglioramento continuo.

Le novità dell’aggiornamento ISO 20121 nel 2024

La ISO 20121:2024 è la seconda edizione della norma internazionale dedicata ai sistemi di gestione per la sostenibilità degli eventi. ISO la presenta come uno strumento per integrare la sostenibilità nella pianificazione e nell’esecuzione degli eventi.

Rispetto alla versione 2012, l’aggiornamento rafforza l’attenzione su temi come:

  • inclusione;
  • diritti umani;
  • coinvolgimento degli stakeholder;
  • catena di fornitura;
  • eredità lasciata dall’evento;
  • impatti sociali;
  • rendicontazione;
  • dimostrazione della conformità.

Per una sagra, un festival o una fiera, questo significa che non basta controllare energia e rifiuti.

Bisogna considerare anche accessibilità, condizioni di lavoro, sicurezza, fornitori, comunità locale, comunicazione e impatti dopo la chiusura.

Nel nostro lavoro, la parte più difficile non è quasi mai scegliere un piatto o un bicchiere. È coordinare tutti i soggetti: organizzatori, stand, fornitori, volontari, Comune, gestore rifiuti e pubblico.

La ISO 20121 aiuta proprio a creare questo coordinamento.

Il protocollo Ecoevents e il ruolo di Legambiente

Ecoevents è un protocollo italiano dedicato alla gestione sostenibile degli eventi e nasce dalla collaborazione con Legambiente. La pagina ufficiale di Festambiente indica un protocollo di 110 buone pratiche su temi come rifiuti, logistica, mobilità, alimentazione, energia, comunicazione, acustica e responsabilità etico-sociale.

Questo tipo di approccio è utile perché traduce la sostenibilità in azioni verificabili.

Un evento può essere valutato su aspetti molto concreti:

  • quanta energia consuma;
  • come gestisce i rifiuti;
  • come organizza il food;
  • come informa il pubblico;
  • quali fornitori seleziona;
  • come limita l’impatto acustico;
  • come coinvolge volontari e comunità.

Legambiente, insieme a Italiafestival e Università di Siena – Santa Chiara Lab, promuove anche il progetto “Rigenerazione culturale a emissioni zero”, nato per trasferire competenze agli operatori della cultura e ridurre l’impronta ecologica della filiera culturale.

Per gli organizzatori, il valore di questi strumenti sta nella concretezza: meno dichiarazioni generiche, più checklist, obiettivi e miglioramento.

Altre certificazioni tra cui Icea e Punto 3

Oltre alla ISO 20121 e ai protocolli collegati a Ecoevents, in Italia esistono percorsi e soggetti specializzati nella sostenibilità degli eventi.

ICEA presenta “Eventi Sostenibili” come una certificazione volontaria, ideata da Punto 3 e Tangram, applicabile a meeting, concerti, fiere, stand, festival e sagre. La certificazione valuta la sostenibilità dell’evento rispetto a un set di indicatori su tre dimensioni.

Punto 3 opera da anni nella consulenza per eventi sostenibili e richiama, tra i riferimenti italiani, ISO 20121 e CAM Eventi Sostenibili.

Le certificazioni e gli standard non devono però essere confusi tra loro.

Alcuni riguardano il sistema di gestione dell’evento. Altri riguardano prodotti, servizi o singole caratteristiche ambientali.

Per esempio, la certificazione Ecolabel è un marchio ambientale europeo riferito a specifiche categorie di prodotti o servizi, non una certificazione complessiva dell’evento.

La distinzione è importante anche nella comunicazione: un evento non diventa certificato Ecolabel perché utilizza un detergente Ecolabel o un prodotto certificato. Può però inserire prodotti certificati dentro una strategia più ampia e documentata.

Normative e figure professionali specializzate

Gli eventi sostenibili richiedono competenze organizzative, ambientali, tecniche e normative. Nei contesti pubblici, i CAM Eventi introducono criteri specifici e figure di responsabilità.

Il manager degli eventi sostenibili

Il manager degli eventi sostenibili coordina le scelte operative necessarie per ridurre gli impatti e migliorare la qualità complessiva dell’evento.

Non è solo una figura “ambientale”. Deve dialogare con:

  • direzione artistica;
  • produzione;
  • logistica;
  • fornitori;
  • Comune;
  • gestore rifiuti;
  • catering;
  • sicurezza;
  • comunicazione;
  • volontari;
  • sponsor;
  • pubblico.

Le sue attività possono includere:

  • analisi degli impatti;
  • definizione degli obiettivi;
  • scelta dei fornitori;
  • piano dei rifiuti;
  • piano della mobilità;
  • formazione degli operatori;
  • raccolta dati;
  • rendicontazione;
  • controllo dei claim ambientali.

In un piccolo evento questa funzione può essere svolta da un referente interno. In un festival complesso, invece, può richiedere una figura dedicata o un team.

La competenza più importante è la capacità di trasformare obiettivi generali in istruzioni pratiche.

Dire “riduciamo i rifiuti” non basta. Bisogna stabilire quali materiali si usano, chi li distribuisce, dove si buttano, chi controlla i bidoni e quali dati vengono raccolti.

Il responsabile della sostenibilità nel CAM eventi

I CAM Eventi, adottati con decreto ministeriale del 19 ottobre 2022, riguardano l’affidamento del servizio di organizzazione e realizzazione di eventi e mirano a ridurre gli impatti ambientali del settore. Il Ministero dell’Ambiente li presenta come criteri per accompagnare la transizione ecologica degli eventi culturali.

Nei CAM è prevista la figura del Responsabile della sostenibilità dell’evento.

Il suo compito è coordinare l’attuazione delle misure previste e assicurare che le scelte non restino isolate.

Può occuparsi di:

  • acquisti;
  • mobilità;
  • energia;
  • rifiuti;
  • food;
  • pulizia;
  • accessibilità;
  • comunicazione;
  • monitoraggio;
  • relazione finale.

Nel servizio di pulizia, per esempio, l’uso di detergenti Ecolabel può aiutare a collegare i criteri ambientali alla scelta dei prodotti effettivamente impiegati durante l’evento.

Anche qui serve coerenza.

Non basta inserire nel capitolato un requisito ambientale se poi chi pulisce non riceve prodotti adatti, dosaggi corretti e istruzioni chiare.

Esempi e idee di eventi sostenibili in Italia

Gli esempi più utili di eventi sostenibili sono quelli che dimostrano come ridurre gli impatti senza perdere qualità organizzativa. Sagre, festival, eventi culturali, concerti, fiere e manifestazioni locali possono applicare buone pratiche con livelli diversi di complessità.

Il Festival dell’ambiente e le buone pratiche

Festambiente, organizzato da Legambiente, è uno degli esempi italiani più noti. Legambiente lo descrive come festival nazionale dedicato all’ecologia e alla pace, con spazi espositivi, incontri culturali, stand enogastronomici e buone pratiche su educazione ambientale, economia circolare, risparmio energetico, fonti rinnovabili e corretta gestione dei rifiuti.

La sua importanza non sta solo nel programma culturale, ma nel fatto di usare l’evento come laboratorio.

Un evento sostenibile può diventare un luogo dove testare:

  • raccolta differenziata più chiara;
  • riduzione della plastica monouso;
  • materiali compostabili;
  • fontanelle e borracce;
  • food locale;
  • menù con meno sprechi;
  • mobilità condivisa;
  • volontari formati;
  • comunicazione ambientale concreta;
  • rendicontazione finale.

Per i grandi raduni, la gestione dei materiali di consumo è decisiva. Un approfondimento sul monouso ecologico per festival e concerti aiuta a valutare forniture adatte a numeri elevati, servizio veloce, sicurezza, raccolta e riduzione dell’indifferenziato.

Nel nostro lavoro abbiamo visto che le buone pratiche funzionano quando sono visibili e semplici.

Un cartello generico con scritto “ricicla” serve poco. Funziona meglio una postazione con tre contenitori, esempi reali dei materiali ammessi e volontari formati nelle ore di maggiore afflusso.

Domande frequenti

Quali sono 10 azioni sostenibili per un evento?

Dieci azioni sostenibili per un evento sono: ridurre il monouso non necessario, scegliere forniture certificate, predisporre isole di raccolta chiare, formare volontari e operatori, limitare lo spreco alimentare, favorire fornitori locali, misurare le emissioni, promuovere mobilità condivisa, usare energia da fonti rinnovabili quando possibile e comunicare istruzioni semplici al pubblico.

Queste azioni funzionano meglio se sono coordinate in un modello unico. L’ecofesta è un esempio pratico perché collega cibo, materiali, raccolta, informazione e gestione del fine vita in un sistema comprensibile per organizzatori e partecipanti.

La sostenibilità non dipende da una singola scelta, ma dalla coerenza tra tutte le decisioni operative.

Quali sono le principali attività sostenibili?

Le principali attività sostenibili in un evento sono quelle che riducono gli impatti ambientali e migliorano l’organizzazione senza compromettere qualità, sicurezza e servizio.

Rientrano tra queste:

  • pianificazione dei materiali;
  • scelta di catering e fornitori responsabili;
  • raccolta differenziata controllata;
  • riduzione degli sprechi;
  • riuso degli allestimenti;
  • mobilità pubblica o condivisa;
  • accessibilità;
  • pulizia con prodotti idonei;
  • formazione del personale;
  • misurazione dei risultati.

Un’attività è davvero sostenibile quando è verificabile. Dire “evento green” non basta: bisogna poter mostrare cosa è stato fatto, quali materiali sono stati usati, quali risultati sono stati misurati e cosa verrà migliorato nell’edizione successiva.

Articoli correlati

Lascia il primo commento

Personalizzazione avanzata più colori, pezzi ecc
  • Dati di contatto
  • Come personalizzare questo prodotto
  • Privacy e Termini d'uso

Prima di procedere ti chiediamo di accettare i termini e le condizioni di privacy

Blank Form (#1)
Product Order Form (#4)
  • Dati di contatto
  • Come personalizzare questo prodotto
  • Privacy e Termini d'uso

Stampa Tampografica - I prezzi indicati sono unicamente per i costi di stampa *

 

Fino a 1.000 pezzi: 0,159 € a battuta + 70€ per impianto stampa + 35€ per colore
Da 1.001 a 2000 pezzi: 0,107 € a battuta + 70€ per impianto stampa + 35€ per colore
Da 2.001 pezzi: 0,080 € a battuta + 70€ per impianto stampa + 35€ per colore


* esclusi sacchetti in Natureflex, shopper in materbi, tovagliato e stoviglie riutilizzabili

 

Stampa in Produzione - Ordine minimo a partire da 30000 pezzi


Costo variabile in base alla quantità

Prima di procedere ti chiediamo di accettare i termini e le condizioni di privacy