Un triangolo con un numero, due frecce che si rincorrono, un bicchiere con una forchetta: sulle confezioni troviamo molti simboli, ma non tutti indicano la stessa cosa.
Alcuni identificano il materiale, altri riguardano il sistema di gestione degli imballaggi, la sicurezza alimentare oppure il comportamento corretto dopo l’utilizzo.
L’errore più comune è considerare qualsiasi triangolo come una garanzia di riciclabilità. In realtà, per capire dove buttare una confezione dobbiamo leggere insieme codice, indicazioni di raccolta e regole del Comune.
I principali simboli del riciclaggio
I principali simboli del riciclaggio aiutano a identificare il materiale o a comunicare informazioni sulla gestione dell’imballaggio. Non tutti, però, garantiscono che il prodotto venga riciclato o che possa essere conferito nella raccolta domestica.
In Italia il sistema di gestione degli imballaggi coinvolge produttori, utilizzatori, Comuni e consorzi di filiera. Per comprendere meglio cos’è il CONAI e a cosa serve bisogna distinguere tra la responsabilità di chi immette l’imballaggio sul mercato e il gesto quotidiano di chi lo separa dopo l’uso.
Il significato del nastro di Möbius
Il nastro di Möbius è formato da tre frecce che si inseguono creando un triangolo.
È il simbolo più conosciuto legato al riciclo, ma il suo significato può cambiare in base a come viene utilizzato.
Senza altre indicazioni può segnalare che il materiale è riciclabile. Quando è accompagnato da una percentuale, indica generalmente la quantità di materiale riciclato presente nel prodotto o nell’imballaggio.
Il simbolo non assicura però che l’oggetto venga accettato nella raccolta del proprio Comune. La possibilità concreta di riciclarlo dipende anche da:
- tipo di prodotto;
- presenza di più materiali;
- separabilità delle componenti;
- residui contenuti;
- tecnologie disponibili negli impianti;
- organizzazione della raccolta locale.
Un triangolo con un numero e una sigla, come PET 1 o PP 5, serve invece soprattutto a identificare il materiale. Non deve essere interpretato automaticamente come “questo prodotto sarà riciclato”.
Il simbolo del Punto verde e del cestino
Il Punto verde è formato da due frecce intrecciate, solitamente rappresentate in tonalità diverse.
Questo marchio indica che, nel Paese in cui viene utilizzato, il produttore ha aderito o contribuito a un sistema di recupero degli imballaggi. Non significa che la confezione sia riciclabile, riciclata o destinata a un contenitore specifico.
In Italia il marchio non viene rilasciato da CONAI e non deve essere confuso con il simbolo del riciclo.
L’icona dell’omino che getta un rifiuto nel cestino, conosciuta anche come Tidyman, invita invece a non disperdere l’imballaggio nell’ambiente.
Non fornisce informazioni sul materiale e non indica in quale frazione conferirlo. Ricorda semplicemente di utilizzare gli appositi contenitori.
Quando compare un cestino barrato, il significato è diverso. È tipico delle apparecchiature elettriche, delle batterie e di altri prodotti che non devono essere eliminati con i normali rifiuti domestici.
Tabella dei codici per la plastica
I codici della plastica identificano le principali famiglie di polimeri utilizzate negli imballaggi. Sono rappresentati da un numero, spesso inserito in un triangolo, accompagnato da una sigla.
La tabella è utile per riconoscere il materiale, ma la destinazione finale deve essere controllata sull’etichetta ambientale e secondo le indicazioni comunali.
Riconoscere i polimeri da 1 a 7
| Codice | Sigla | Materiale | Esempi comuni |
| 1 | PET | Polietilene tereftalato | Bottiglie, vaschette e alcuni contenitori trasparenti |
| 2 | HDPE | Polietilene ad alta densità | Flaconi, taniche e contenitori rigidi |
| 3 | PVC | Cloruro di polivinile | Alcuni film, blister e confezioni |
| 4 | LDPE | Polietilene a bassa densità | Sacchetti, pellicole e film flessibili |
| 5 | PP | Polipropilene | Vaschette, tappi, bicchieri e contenitori |
| 6 | PS | Polistirene | Vasetti, vaschette e protezioni da imballaggio |
| 7 | OTHER | Altre plastiche o combinazioni | Policarbonato, materiali multistrato e polimeri non compresi nei codici precedenti |
Il codice 7 non indica un unico materiale. Raggruppa polimeri differenti e combinazioni che non rientrano nelle prime sei categorie.
Anche la stessa sigla può trovarsi su prodotti molto diversi. Un flacone in PP e un oggetto durevole in PP non seguono necessariamente lo stesso percorso: nella raccolta della plastica vengono generalmente conferiti gli imballaggi, non qualsiasi oggetto realizzato in materiale plastico.
La marcatura del polimero, inoltre, non basta a dimostrare che il prodotto possa essere recuperato facilmente. Forma, colore, dimensioni, residui e presenza di componenti non separabili possono influire sulla selezione.
Anche per le stoviglie monouso è necessario evitare regole troppo generiche. L’approfondimento sul perché le stoviglie di plastica non sono sempre riciclabili aiuta a comprendere i limiti del sistema, ma oggi piatti e bicchieri monouso in plastica vuoti possono essere accettati nella raccolta degli imballaggi secondo le indicazioni locali. Le posate, invece, non sono generalmente considerate imballaggi.
Simboli degli imballaggi alimentari e materiali comuni
Sugli imballaggi alimentari possiamo trovare codici riferiti a carta, vetro, metalli e materiali compositi, oltre a simboli che indicano l’idoneità al contatto con gli alimenti.
Queste indicazioni svolgono funzioni diverse: il codice identifica il materiale, mentre il simbolo del bicchiere e della forchetta riguarda la destinazione alimentare.
Codici identificativi di carta, vetro e metalli
Per carta e cartone vengono utilizzati codici come:
- PAP 20 per il cartone ondulato;
- PAP 21 per il cartone non ondulato;
- PAP 22 per la carta.
Per i metalli sono comuni:
- FE 40 per l’acciaio;
- ALU 41 per l’alluminio.
Per il vetro possiamo trovare:
- GL 70 per il vetro trasparente;
- GL 71 per il vetro verde;
- GL 72 per il vetro marrone.
Le confezioni composte da materiali diversi possono riportare la lettera C, seguita dal codice del materiale prevalente. In questi casi si parla di imballaggi compositi.
Il codice aiuta a riconoscere la composizione, ma non sostituisce la frase di smaltimento. Un cartone per bevande, per esempio, può essere raccolto con carta oppure nel multimateriale a seconda del Comune.
Quando le parti sono facilmente separabili, l’etichetta può indicare una destinazione diversa per vaschetta, coperchio, fascetta o pellicola.
Il simbolo per il contatto con gli alimenti
Il simbolo del bicchiere e della forchetta indica che il materiale o l’oggetto è destinato al contatto con gli alimenti.
Non è un simbolo di riciclo e non fornisce indicazioni sulla raccolta differenziata.
Non significa neppure che il prodotto possa essere utilizzato con qualsiasi alimento o temperatura. Per un impiego corretto bisogna verificare eventuali limiti relativi a:
- alimenti caldi o freddi;
- forno e microonde;
- contatto con grassi o sostanze acide;
- durata dell’utilizzo;
- uso singolo o ripetuto.
La presenza del simbolo non autorizza quindi a versare automaticamente una pietanza bollente in qualsiasi stoviglia. Abbiamo approfondito anche perché è importante non utilizzare piatti di plastica non adatti con i cibi caldi.
Quando la destinazione alimentare è già evidente, come nel caso di una forchetta o di una tazza venduta come tale, il simbolo può non essere necessario.
Etichettatura ambientale e smaltimento dei rifiuti
L’etichettatura ambientale serve a identificare il materiale dell’imballaggio e ad aiutare il consumatore a conferirlo correttamente. In Italia l’obbligo riguarda gli imballaggi, con informazioni differenti in base alla destinazione al consumatore finale o al circuito professionale.
Per gli imballaggi destinati al pubblico, l’etichetta dovrebbe permettere di capire almeno:
- materiale;
- frazione di raccolta;
- eventuali componenti da separare;
- necessità di controllare le disposizioni comunali.
Per gli imballaggi in bioplastica compostabile, Biorepack svolge un ruolo specifico nel sistema CONAI e supporta la gestione del fine vita insieme alla frazione organica.
La normativa europea sta evolvendo. Il nuovo Regolamento sugli imballaggi, PPWR, prevede un futuro sistema armonizzato di etichettatura nell’Unione europea. Fino all’entrata in applicazione delle nuove regole operative, restano centrali le indicazioni nazionali e i codici oggi utilizzati.
Come interpretare le icone sulle confezioni
Per interpretare correttamente le icone è utile seguire un ordine semplice.
1. Individuare le singole componenti
Una confezione può avere vaschetta, coperchio, film, etichetta e fascetta. Se sono separabili manualmente, potrebbero avere indicazioni differenti.
2. Leggere la sigla del materiale
PET, PP, PAP, ALU e GL aiutano a capire la composizione dell’imballaggio.
3. Cercare l’indicazione di raccolta
La frase “raccolta plastica”, “raccolta carta” o “raccolta organico” è più utile, per il conferimento, del solo simbolo.
4. Svuotare l’imballaggio
Non serve normalmente lavarlo in modo perfetto, ma bisogna eliminare il contenuto e i residui importanti.
5. Controllare le regole comunali
Le modalità possono variare, soprattutto per cartoni per bevande, vetro, metalli, materiali compostabili e raccolte multimateriale.
Particolare attenzione serve per le parole “biodegradabile” e “compostabile”. Un prodotto biodegradabile non va automaticamente nell’organico.
Per comprendere il corretto significato di compostabile bisogna verificare la certificazione, la norma indicata e le modalità di raccolta previste.
Nella nostra esperienza, durante eventi e servizi con molte persone, i simboli troppo piccoli o poco chiari non bastano. Funzionano meglio postazioni con il nome della frazione, il colore e immagini reali dei rifiuti ammessi.
Tabella dei simboli della raccolta differenziata da stampare in PDF
Una tabella dei simboli da stampare in PDF è utile soprattutto in scuole, uffici, mense, hotel ed eventi. Deve essere semplice e mostrare soltanto le informazioni necessarie nel momento in cui il rifiuto viene conferito.
Il riepilogo può essere organizzato così:
| Indicazione | Significato | Cosa controllare |
| Nastro di Möbius | Informazione legata a riciclabilità o contenuto riciclato | Non indica da solo il contenitore |
| PET 1 – PP 5 e altri codici | Identificazione del polimero | Verificare che il prodotto sia un imballaggio |
| PAP 20-22 | Carta o cartone | Conferire pulito e asciutto |
| FE 40 | Acciaio | Seguire la raccolta metalli o multimateriale |
| ALU 41 | Alluminio | Seguire la raccolta metalli o multimateriale |
| GL 70-72 | Vetro per imballaggi | Non inserire ceramica, cristallo o Pyrex |
| Bicchiere e forchetta | Idoneità al contatto alimentare | Non è un simbolo di riciclo |
| Punto verde | Adesione a un sistema di recupero | Non garantisce la riciclabilità |
| Omino con cestino | Invito a non disperdere il rifiuto | Non indica la frazione |
| Compostabile certificato | Idoneità al compostaggio prevista dalla certificazione | Verificare raccolta organico e regole locali |
Per applicare queste indicazioni negli spazi condivisi possiamo predisporre postazioni con contenitori in cartone per la raccolta differenziata, associando a ogni contenitore un cartello leggibile.
In un PDF destinato alla stampa è meglio evitare troppe icone decorative. Il cartello dovrebbe indicare chiaramente:
- nome della frazione;
- esempi ammessi;
- principali errori;
- eventuale traduzione in inglese;
- richiamo alle regole comunali.
Domande frequenti
Quali sono le icone della raccolta differenziata?
Le icone della raccolta differenziata comprendono simboli e codici che identificano il materiale, come PET 1, PP 5, PAP 21, ALU 41 e GL 70, insieme alle indicazioni della frazione di destinazione.
Il nastro di Möbius riguarda il riciclo, mentre il Punto verde indica l’adesione a un sistema di gestione degli imballaggi. Il bicchiere e la forchetta indicano invece l’idoneità al contatto alimentare e non lo smaltimento.
Quali sono i tre tipi di imballaggio?
I tre tipi di imballaggio sono primario, secondario e terziario.
L’imballaggio primario costituisce l’unità di vendita destinata al consumatore, come una bottiglia o una vaschetta.
L’imballaggio secondario raggruppa più unità di vendita, come una scatola contenente diverse confezioni.
L’imballaggio terziario facilita trasporto e movimentazione di più prodotti, come film estensibile, reggette e alcuni elementi utilizzati sui pallet.
Quali sono i codici per la raccolta differenziata?
I codici per la raccolta differenziata identificano i materiali degli imballaggi secondo il sistema europeo.
Tra i più comuni troviamo PET 1, HDPE 2, PVC 3, LDPE 4, PP 5, PS 6 e OTHER 7 per la plastica; PAP 20, 21 e 22 per carta e cartone; FE 40 per l’acciaio; ALU 41 per l’alluminio; GL 70, 71 e 72 per il vetro.
Il codice identifica la composizione, ma per scegliere il contenitore corretto bisogna leggere anche l’indicazione di raccolta e verificare le disposizioni del proprio Comune.


