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Dichiarazione di conformità MOCA: cos’è, obblighi e fac simile

Un contenitore per alimenti non deve soltanto essere pratico, resistente e adatto al servizio. Deve anche essere sicuro per il contatto con il cibo e accompagnato dalla documentazione corretta.

La dichiarazione di conformità MOCA serve proprio a questo: dimostrare che un materiale o un oggetto destinato al contatto alimentare rispetta le norme applicabili.

Nel lavoro quotidiano con ristoranti, gastronomie, pasticcerie, catering, mense e aziende alimentari vediamo spesso lo stesso problema: il prodotto sembra corretto, ma manca il documento giusto, oppure la dichiarazione è generica e non permette di capire per quali alimenti, temperature e tempi di contatto sia valida.

La conseguenza pratica può essere importante. Durante un controllo, una fornitura non documentata correttamente può creare contestazioni, ritardi, richieste di chiarimento o difficoltà nella gestione HACCP.

Cos’è la dichiarazione di conformità MOCA

La dichiarazione di conformità MOCA è il documento con cui un operatore della filiera attesta che un materiale o un oggetto destinato al contatto con alimenti rispetta le norme applicabili.

MOCA significa Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti.

Rientrano in questa categoria, per esempio:

  • contenitori;
  • vaschette;
  • bicchieri;
  • piatti;
  • posate;
  • pellicole;
  • buste;
  • guanti;
  • utensili;
  • pentole;
  • vassoi;
  • macchinari e componenti che entrano in contatto con il cibo.

La dichiarazione non è una semplice scheda commerciale. Deve riferirsi a un materiale o a una famiglia di prodotti identificabile e deve indicare le condizioni d’uso previste.

Un contenitore può essere idoneo al contatto alimentare, ma soltanto entro determinate condizioni. Può essere adatto a cibi freddi, ma non a pietanze calde; può essere idoneo per alimenti secchi, ma non per alimenti grassi; può essere utilizzabile per contatti brevi, ma non per conservazioni prolungate.

Per questo la dichiarazione MOCA deve aiutare l’utilizzatore a rispondere a domande concrete:

  • con quali alimenti può essere usato?
  • per quanto tempo?
  • a quale temperatura?
  • può andare in microonde?
  • può andare in forno?
  • è adatto al congelamento?
  • è destinato al monouso o al riutilizzo?
  • quali norme sono state applicate?

La dichiarazione di conformità MOCA è quindi uno strumento di sicurezza, tracciabilità e responsabilità.

Obbligo e normativa di riferimento

La dichiarazione MOCA deriva da un quadro normativo europeo e nazionale che regola la sicurezza dei materiali destinati al contatto con alimenti.

Il riferimento generale è il Regolamento CE 1935/2004, che stabilisce i requisiti comuni per tutti i materiali e oggetti destinati al contatto alimentare. Il Ministero della Salute lo indica come norma quadro per i MOCA.

Il principio centrale è chiaro: in condizioni d’uso normali o prevedibili, i materiali non devono trasferire ai prodotti alimentari componenti in quantità tali da mettere in pericolo la salute umana, modificare in modo inaccettabile la composizione degli alimenti o alterarne odore, sapore e caratteristiche.

A questo regolamento si affiancano altre norme, tra cui:

  • Regolamento CE 2023/2006 sulle buone pratiche di fabbricazione;
  • Regolamento UE 10/2011 per materiali e oggetti di materia plastica;
  • norme specifiche per ceramica, plastica riciclata, materiali attivi e intelligenti;
  • disposizioni nazionali italiane;
  • Decreto legislativo 29/2017 sulle sanzioni.

Il Regolamento UE 10/2011 è particolarmente importante per le plastiche perché disciplina composizione, limiti di migrazione e dichiarazione scritta di conformità. EUR-Lex ricorda che il fabbricante deve redigere una dichiarazione scritta secondo l’allegato IV e rinnovarla quando si verificano modifiche significative di composizione o fabbricazione.

La dichiarazione MOCA riguarda la sicurezza alimentare. Non va confusa con altri obblighi legati agli imballaggi, come etichettatura ambientale, contributi consortili o responsabilità di fine vita.

Per questo, accanto alla documentazione MOCA, può essere utile capire anche cos’è il CONAI e quali obblighi ambientali accompagnano l’immissione sul mercato degli imballaggi.

Sono piani diversi: la MOCA riguarda il contatto con l’alimento; CONAI e gli obblighi ambientali riguardano gestione, recupero, riciclo e responsabilità sugli imballaggi.

Logo MOCA con simbolo bicchiere e forchetta per materiali idonei al contatto alimentare

Chi deve redigere la dichiarazione MOCA

La dichiarazione MOCA deve essere redatta dagli operatori della filiera che producono, trasformano o immettono sul mercato materiali e oggetti destinati al contatto con alimenti, secondo il ruolo ricoperto.

Nel concreto, la responsabilità documentale cambia se l’impresa è:

  • produttore del materiale;
  • trasformatore;
  • importatore;
  • distributore;
  • utilizzatore professionale;
  • azienda alimentare che confeziona e vende prodotti.

Il credito d’imposta per prodotti o imballaggi biodegradabili può essere collegato alle scelte di transizione verso materiali alternativi, ma non sostituisce in alcun modo gli obblighi MOCA. Chi investe in nuovi materiali deve comunque verificare documentazione, prove e idoneità alimentare dello specifico prodotto. L’approfondimento sul credito d’imposta per prodotti o imballaggi biodegradabili va quindi letto come tema fiscale distinto dalla conformità al contatto alimentare.

Produttori e trasformatori di materiali

Produttori e trasformatori hanno un ruolo centrale perché conoscono composizione, materie prime, additivi, processi e destinazione d’uso del materiale.

Devono predisporre documenti coerenti con il prodotto immesso sul mercato e con le condizioni prevedibili di utilizzo.

Nel caso di un contenitore alimentare, per esempio, non basta dichiarare genericamente “idoneo per alimenti”. Bisogna indicare se l’idoneità riguarda:

  • alimenti secchi;
  • alimenti acquosi;
  • alimenti acidi;
  • alimenti grassi;
  • bevande;
  • contatto breve;
  • conservazione prolungata;
  • uso a freddo;
  • uso a caldo;
  • congelamento;
  • forno;
  • microonde.

Quando cambia la formulazione, il fornitore delle materie prime, il processo produttivo o il tipo di trattamento superficiale, la dichiarazione deve essere rivalutata.

È un passaggio importante anche per i prodotti compostabili. Un materiale può essere compostabile, ma deve comunque dimostrare l’idoneità al contatto alimentare se viene usato con il cibo.

Compostabilità e MOCA non sono la stessa cosa.

Scatola in cartone con simbolo bicchiere e forchetta e scritta Conformità MOCA

Distributori e utilizzatori finali

Distributori e utilizzatori finali non sempre redigono la dichiarazione originaria, ma devono saperla richiedere, conservare e trasmettere quando necessario.

Un ristoratore, una mensa o una gastronomia non devono comportarsi come un laboratorio di analisi. Devono però acquistare materiali idonei, usarli secondo le condizioni indicate e conservare la documentazione utile alla propria attività.

Questo vale anche per dispositivi e accessori che entrano in contatto con alimenti durante la manipolazione. I guanti monouso alimentari compostabili devono essere scelti considerando sia la destinazione alimentare sia le condizioni operative: tipo di alimento, durata dell’uso, resistenza richiesta e corretto smaltimento.

Un errore frequente è pensare che il solo acquisto da un fornitore specializzato sia sufficiente. In realtà il documento deve essere disponibile e coerente con il prodotto.

Per un utilizzatore professionale è utile conservare:

  • scheda tecnica;
  • dichiarazione MOCA;
  • eventuali certificazioni;
  • lotto o riferimento della fornitura;
  • condizioni d’uso;
  • documenti del fornitore;
  • eventuale corrispondenza tecnica.

In caso di controllo, questi documenti aiutano a dimostrare che la scelta dei materiali non è stata casuale, ma basata su informazioni verificabili.

Requisiti per i materiali a contatto con alimenti

I requisiti MOCA cambiano in base al materiale. Acciaio, vetro, ceramica, plastica, carta, cartone, bioplastiche e materiali composti non presentano gli stessi rischi e non richiedono le stesse verifiche.

Il principio generale resta uguale: il materiale deve essere sicuro nelle condizioni d’uso previste.

Acciaio inox e metalli

Acciaio inox e metalli sono molto utilizzati in cucine professionali, laboratori, mense e industrie alimentari.

Possono riguardare:

  • pentole;
  • teglie;
  • contenitori;
  • piani di lavoro;
  • utensili;
  • macchinari;
  • componenti di impianti;
  • posate;
  • vassoi.

Per questi materiali è importante verificare composizione, qualità della lega, resistenza alla corrosione e idoneità al contatto con gli alimenti previsti.

Un acciaio destinato a un piano di lavoro non è necessariamente adatto a qualsiasi componente di processo o a qualsiasi condizione aggressiva. Alimenti acidi, sale, detergenti, lavaggi frequenti e temperature elevate possono incidere sulla durata e sulla sicurezza del materiale.

La dichiarazione dovrebbe quindi permettere di identificare il materiale e il suo impiego previsto.

Nel settore alimentare professionale, questo aspetto è decisivo perché utensili e superfici vengono utilizzati ogni giorno, spesso con cicli ripetuti di lavaggio e sanificazione.

Ceramica e vetro

Ceramica e vetro sono materiali percepiti come stabili e sicuri, ma richiedono comunque attenzione.

Per la ceramica il tema più delicato riguarda la possibile cessione di metalli, soprattutto da smalti, decori e rivestimenti non idonei.

Per il vetro, invece, il rischio è spesso più legato alla resistenza meccanica, alla rottura e all’idoneità del prodotto alla destinazione d’uso.

Una tazza, un vaso, un piatto decorato o un contenitore in vetro devono essere valutati in base al contatto reale con l’alimento.

Un oggetto decorativo, per esempio, non deve essere usato per servire cibo se non è dichiarato idoneo al contatto alimentare.

Per ristoranti e catering il problema può sembrare lontano, ma diventa concreto quando si utilizzano contenitori particolari, elementi scenografici, piatti decorati o materiali non pensati originariamente per il servizio alimentare.

Materie plastiche

Le materie plastiche sono tra i materiali più controllati nel campo MOCA, perché possono contenere monomeri, additivi, coloranti e altri componenti soggetti a limiti specifici.

Il Regolamento UE 10/2011 disciplina i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati al contatto con alimenti e richiede una dichiarazione scritta di conformità.

La dichiarazione deve essere supportata da prove, calcoli o altre informazioni tecniche che dimostrino il rispetto dei limiti applicabili.

Nel packaging alimentare rientrano in questa categoria:

  • vaschette;
  • film;
  • coperchi;
  • bicchieri;
  • contenitori;
  • buste;
  • sacchetti;
  • capsule;
  • imballaggi multistrato;
  • materiali barriera.

Anche la bioplastica deve essere valutata secondo le regole applicabili al contatto alimentare. Il fatto che un polimero derivi da materie prime rinnovabili o sia compostabile non elimina la necessità di verificare migrazione, composizione e condizioni d’uso.

Un esempio interessante riguarda le buste sottovuoto compostabili. Il contatto può essere prolungato e può riguardare alimenti diversi per composizione, umidità, grassi e temperatura. Per questo la dichiarazione deve essere riferita alle condizioni reali previste, non soltanto al materiale in astratto.

Nel nostro lavoro con il packaging professionale insistiamo molto su questo punto: non bisogna scegliere una vaschetta, un film o una busta soltanto perché “bio”, “compostabile” o “innovativa”. Bisogna verificare per quale alimento è stata testata, a quale temperatura e per quanto tempo.

Come ottenere la certificazione MOCA

Nel linguaggio comune si parla spesso di “certificazione MOCA”, ma nella pratica il documento centrale è la dichiarazione di conformità.

La certificazione può coinvolgere laboratori, prove di migrazione, rapporti di prova, sistemi qualità e verifiche di terza parte, ma non sostituisce la responsabilità dell’operatore che immette il materiale sul mercato.

Per ottenere una documentazione MOCA corretta bisogna seguire un percorso tecnico:

  1. identificare il materiale;
  2. definire la destinazione d’uso;
  3. stabilire alimenti, temperature e tempi di contatto;
  4. verificare le norme applicabili;
  5. raccogliere composizione e documenti dei fornitori;
  6. eseguire test o valutazioni tecniche;
  7. predisporre la dichiarazione;
  8. aggiornare il documento in caso di modifiche.

Per un’azienda alimentare o un ristoratore, invece, “ottenere la MOCA” significa soprattutto richiedere al fornitore la documentazione corretta e controllare che il prodotto venga usato secondo le istruzioni ricevute.

Test di migrazione e documentazione tecnica

I test di migrazione servono a verificare se sostanze presenti nel materiale possono trasferirsi all’alimento entro limiti accettabili.

La migrazione può essere:

  • globale, quando misura il trasferimento complessivo di sostanze;
  • specifica, quando riguarda una sostanza determinata soggetta a limite.

Le prove devono tenere conto delle condizioni d’uso previste:

  • tipo di alimento;
  • simulante alimentare;
  • temperatura;
  • durata del contatto;
  • ripetizione d’uso;
  • superficie a contatto;
  • eventuale riscaldamento;
  • conservazione;
  • trattamenti meccanici o termici.

Il tema è molto concreto per gli imballaggi professionali.

Le vaschette termosaldabili devono garantire non solo chiusura, resistenza e compatibilità con la termosaldatura, ma anche inerzia chimica nelle condizioni previste. Se il prodotto viene sigillato a caldo o utilizzato con alimenti caldi, la documentazione deve essere coerente con quell’impiego.

Lo stesso principio spiega perché non bisogna usare qualunque plastica con qualunque pietanza. Sapere perché i piatti di plastica non vanno utilizzati con cibi caldi aiuta a comprendere il ruolo delle prove di migrazione: temperatura e grassi possono rendere più critico il contatto tra materiale e alimento.

La documentazione tecnica non deve essere improvvisata.

Può includere:

  • composizione del materiale;
  • riferimenti normativi;
  • rapporti di prova;
  • limiti di migrazione;
  • simulanti utilizzati;
  • condizioni di prova;
  • valutazione del rischio;
  • istruzioni d’uso;
  • tracciabilità dei lotti;
  • aggiornamenti del documento.

Una dichiarazione troppo generica, priva di riferimenti al prodotto e alle condizioni d’uso, può non essere sufficiente durante una verifica.

Modelli e fac simile da scaricare

Un fac simile di dichiarazione MOCA può essere utile per capire la struttura del documento, ma non deve essere copiato senza adattarlo al prodotto reale.

La dichiarazione deve essere costruita sul materiale, sulla normativa applicabile e sulle prove disponibili.

Un modello generico può aiutare a organizzare le informazioni, ma non sostituisce:

  • test;
  • valutazioni tecniche;
  • schede dei fornitori;
  • responsabilità del produttore;
  • aggiornamento del documento;
  • verifica delle condizioni d’uso.

Esempio di dichiarazione in formato PDF e Word

Un fac simile di dichiarazione MOCA dovrebbe contenere almeno queste informazioni:

1. Dati dell’operatore
Ragione sociale, sede, partita IVA, riferimenti del produttore o distributore che emette la dichiarazione.

2. Identificazione del prodotto
Nome commerciale, codice articolo, descrizione, materiale, famiglia di prodotti, eventuale lotto o riferimento tecnico.

3. Destinazione d’uso
Indicazione degli alimenti con cui il prodotto può entrare in contatto e delle condizioni previste.

4. Riferimenti normativi
Regolamento CE 1935/2004, Regolamento CE 2023/2006 e norme specifiche applicabili al materiale, per esempio Regolamento UE 10/2011 per le plastiche.

5. Condizioni di utilizzo
Temperatura, durata del contatto, uso a freddo o a caldo, microonde, forno, congelamento, lavaggio, riutilizzo o monouso.

6. Dichiarazione di conformità
Frase con cui l’operatore dichiara che il prodotto è conforme alle disposizioni applicabili per l’uso previsto.

7. Limitazioni
Eventuali alimenti esclusi, limiti di temperatura, durata massima, divieto di utilizzo in forno o microonde, condizioni non coperte.

8. Documenti di supporto
Rapporti di prova, schede tecniche, dichiarazioni dei fornitori, valutazioni o riferimenti interni disponibili.

9. Data e firma
Luogo, data, nome, funzione e firma del responsabile autorizzato.

Un esempio semplificato può essere formulato così:

Fac simile sintetico

Dichiariamo che il prodotto [nome/codice articolo], realizzato in [materiale], è destinato al contatto con alimenti secondo le condizioni d’uso indicate nella presente dichiarazione.

Il prodotto è conforme, per quanto applicabile, al Regolamento CE 1935/2004, al Regolamento CE 2023/2006 e alle misure specifiche relative al materiale.

L’idoneità è riferita a [tipologia di alimento], per [tempo di contatto] e a [temperatura o intervallo di temperatura].

Il prodotto non deve essere utilizzato in condizioni diverse da quelle indicate, salvo ulteriore verifica tecnica.

La presente dichiarazione è rilasciata sulla base della documentazione tecnica disponibile e deve essere aggiornata in caso di modifiche significative di composizione, processo produttivo o destinazione d’uso.

Data, firma e funzione del responsabile.

Questo modello serve solo come traccia. Prima di pubblicare o utilizzare un fac simile scaricabile in PDF o Word, è necessario farlo verificare da un consulente tecnico o dal responsabile qualità dell’azienda.

Domande frequenti

Qual è il legame tra dichiarazione MOCA e HACCP?

Il legame tra dichiarazione MOCA e HACCP consiste nel fatto che i materiali usati a contatto con alimenti possono rappresentare un punto di controllo per la sicurezza alimentare.

L’HACCP riguarda l’analisi e la gestione dei pericoli nel processo alimentare. La dichiarazione MOCA dimostra che contenitori, utensili, guanti o imballaggi sono idonei al contatto con il cibo nelle condizioni previste.

Un ristorante, una mensa o un laboratorio alimentare dovrebbe quindi conservare le dichiarazioni MOCA insieme alla documentazione utile al proprio sistema di autocontrollo.

Cosa prevede il decreto sanzionatorio del 2017?

Il Decreto legislativo 29/2017 prevede sanzioni per la violazione degli obblighi relativi ai materiali e oggetti destinati al contatto con alimenti.

Il decreto disciplina, tra gli altri aspetti, la mancata conformità ai requisiti generali, la violazione delle buone pratiche di fabbricazione, l’assenza o incompletezza della dichiarazione di conformità e il mancato rispetto delle norme specifiche.

Le sanzioni possono variare in base alla violazione contestata e alla gravità del caso.

Per un’azienda alimentare il punto pratico è semplice: i documenti MOCA devono essere disponibili, coerenti e aggiornati prima del controllo, non ricostruiti dopo la richiesta dell’autorità.

Quali sono i rischi in caso di controlli della ASL?

In caso di controlli della ASL, i rischi principali sono la contestazione dell’assenza di documentazione, l’uso di materiali non idonei o l’impiego di prodotti in condizioni diverse da quelle dichiarate.

L’autorità può chiedere documenti, verificare etichette, controllare la tracciabilità e valutare se i materiali sono conservati e utilizzati correttamente.

Anche lo stoccaggio conta. Prodotti sporchi, non protetti o conservati in ambienti non idonei possono creare problemi igienico-sanitari anche quando il materiale è conforme.

I prodotti monouso imbustati sicuri e igienici possono aiutare a mantenere ordine, protezione e tracciabilità, soprattutto in catering, mense, eventi e servizi con molti operatori.

La conformità documentale e la gestione igienica devono lavorare insieme.

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