Quando un’impresa partecipa a una gara pubblica, non basta proporre un prodotto definito genericamente “ecologico”. Deve dimostrare, con documenti precisi, che la fornitura o il servizio rispettano i criteri ambientali previsti per quello specifico settore.
È qui che entrano in gioco i CAM, i criteri ambientali minimi.
Nei bandi possono riguardare materiali, percentuali di contenuto riciclato, riduzione degli imballaggi, consumi energetici, detergenti, gestione dei rifiuti, prodotti alimentari, trasporti e modalità di esecuzione del servizio.
Per chi fornisce mense, scuole, uffici pubblici o altre amministrazioni, conoscere i CAM significa evitare di presentare documenti incompleti, proporre prodotti non coerenti con il capitolato o perdere una gara per una certificazione interpretata male.
Cosa sono i criteri ambientali minimi
I criteri ambientali minimi sono requisiti ambientali definiti dal Ministero dell’Ambiente per determinate categorie di lavori, servizi e forniture acquistati dalle pubbliche amministrazioni.
Indicano quali caratteristiche devono essere inserite negli atti di gara e con quali prove l’operatore economico deve dimostrare il rispetto dei requisiti.
Definizione e finalità dei CAM
I CAM servono a ridurre gli impatti ambientali degli acquisti pubblici lungo l’intero ciclo di vita di un prodotto, di un servizio o di un’opera.
Non si limitano quindi al materiale utilizzato. Possono riguardare:
- provenienza delle materie prime;
- consumi di energia e acqua;
- durata del prodotto;
- possibilità di riparazione;
- presenza di materiale riciclato;
- riduzione degli imballaggi;
- trasporto e logistica;
- manutenzione;
- gestione dei rifiuti;
- recupero e fine vita.
L’obiettivo è orientare la spesa pubblica verso soluzioni capaci di ridurre gli impatti senza trascurare funzionalità, sicurezza e durata.
Un prodotto apparentemente meno costoso può infatti generare maggiori consumi, richiedere sostituzioni frequenti o produrre più rifiuti. I CAM cercano di portare nella valutazione anche questi aspetti.
Il legame con il codice degli appalti
Il Codice dei contratti pubblici stabilisce che le stazioni appaltanti inseriscano nella documentazione progettuale e di gara almeno le specifiche tecniche e le clausole contrattuali contenute nei CAM applicabili.
Questo significa che i criteri non sono semplici suggerimenti.
Quando esiste un CAM pertinente all’oggetto dell’appalto, l’amministrazione deve prenderlo in considerazione nella preparazione della procedura. L’operatore economico deve invece verificare con attenzione quali criteri sono obbligatori e quali attribuiscono un punteggio premiante.
Negli appalti che comprendono prodotti imballati va considerato anche il fine vita delle confezioni. Per comprendere cos’è il CONAI e a cosa serve è utile ricordare che il sistema consortile nazionale gestisce gli obblighi legati alla responsabilità estesa del produttore per gli imballaggi.
CAM e CONAI non coincidono: i primi definiscono requisiti ambientali per gli acquisti pubblici, mentre il sistema CONAI riguarda la gestione e il recupero degli imballaggi immessi sul mercato.
Quando i CAM sono obbligatori
I CAM sono obbligatori negli affidamenti pubblici quando esiste un decreto applicabile all’oggetto della gara.
L’obbligo riguarda in primo luogo la stazione appaltante, che deve inserire i criteri pertinenti negli atti, ma ricade anche sull’impresa, che deve dimostrare la conformità della propria offerta.
Ambito di applicazione e normativa vigente
Il riferimento centrale è l’articolo 57, comma 2, del Decreto legislativo 36/2023, cioè il Codice dei contratti pubblici.
I CAM si applicano agli affidamenti di lavori, servizi e forniture delle amministrazioni pubbliche nei settori per i quali il Ministero ha adottato uno specifico decreto.
Non tutti i criteri presenti in un decreto svolgono però la stessa funzione. Generalmente troviamo:
- specifiche tecniche obbligatorie;
- clausole contrattuali;
- criteri premianti;
- indicazioni per la progettazione della gara;
- mezzi di prova richiesti.
Le specifiche tecniche e le clausole devono essere rispettate secondo quanto previsto dal decreto e dal bando. I criteri premianti vengono invece utilizzati per attribuire punteggi aggiuntivi alle offerte che garantiscono prestazioni ambientali superiori.
Per un’impresa, la prima operazione non è quindi cercare una generica “certificazione CAM”, ma leggere il decreto applicabile e la documentazione di gara.
Il green public procurement in Italia
Il green public procurement, spesso abbreviato in GPP, è il sistema con cui la pubblica amministrazione integra requisiti ambientali nei propri acquisti.
In Italia i CAM rappresentano lo strumento operativo principale del GPP.
Attraverso gli acquisti pubblici è possibile influenzare interi mercati: arredi, edilizia, pulizie, ristorazione, trasporti, gestione dei rifiuti e numerosi altri settori.
Questo percorso si collega anche alle politiche europee sulla riduzione dei prodotti monouso. La direttiva europea SUP ha introdotto restrizioni su determinati articoli in plastica e ha spinto amministrazioni e fornitori a rivedere le proprie scelte.
La conformità ai CAM e il rispetto della direttiva SUP restano comunque aspetti differenti. Un prodotto alternativo alla plastica vietata non è automaticamente idoneo a una gara: deve rispettare anche le condizioni previste dal relativo decreto e dal capitolato.
Elenco dei criteri ambientali minimi in vigore
I CAM attualmente in vigore interessano numerosi settori, dall’edilizia alla ristorazione, passando per pulizie, tessili, rifiuti, veicoli, arredi e apparecchiature per ufficio.
L’elenco viene aggiornato dal Ministero dell’Ambiente e deve essere sempre controllato prima della pubblicazione di un bando o della preparazione di un’offerta.
Tabella dei settori merceologici interessati
Tra i principali CAM in vigore rientrano:
| Settore | Oggetto principale |
| Arredi per interni | Acquisto e noleggio di mobili |
| Arredo urbano | Parchi giochi, arredi esterni e manutenzione |
| Ausili per l’incontinenza | Forniture sanitarie specifiche |
| Calzature e prodotti in pelle | Calzature da lavoro e DPI |
| Carta | Carta grafica e per copia |
| Cartucce | Toner, inchiostri e recupero dei consumabili |
| Edilizia | Progettazione e lavori per interventi edilizi |
| Eventi culturali | Organizzazione e realizzazione di eventi |
| Illuminazione pubblica | Apparecchi, progettazione e gestione |
| Infrastrutture stradali | Costruzione e manutenzione delle strade |
| Lavaggio industriale | Tessili, materasseria e servizi di lavaggio |
| Pulizia e sanificazione | Servizi e detergenti |
| Rifiuti urbani | Raccolta, trasporto, contenitori e sacchetti |
| Ristorazione collettiva | Mense e fornitura di derrate alimentari |
| Ristoro | Distributori automatici, bar e punti acqua |
| Servizi energetici | Contratti a prestazione energetica |
| Stampanti | Acquisto, leasing e stampa gestita |
| Tessili | Fornitura, noleggio e restyling |
| Veicoli | Acquisto, leasing e trasporto pubblico |
| Verde pubblico | Gestione del verde e prodotti collegati |
L’elenco può cambiare a seguito di nuovi decreti, correzioni o aggiornamenti. Prima di usare una tabella interna o un vecchio capitolato, è quindi necessario consultare la sezione ufficiale dei CAM vigenti.
I CAM per l’edilizia e le novità 2025-2026
I nuovi CAM edilizia sono stati adottati con il decreto del 24 novembre 2025 e sono entrati in vigore il 2 febbraio 2026.
Hanno sostituito l’edizione del 2022 e il successivo correttivo del 2024.
Il nuovo quadro dedica particolare attenzione a:
- relazione CAM di progetto;
- analisi del contesto;
- prestazioni dell’edificio;
- materiali e prodotti da costruzione;
- contenuto riciclato e recuperato;
- durabilità e manutenzione;
- disassemblaggio e fine vita;
- gestione del cantiere;
- riduzione degli impatti lungo il ciclo di vita;
- documentazione delle prestazioni ambientali.
Per progettisti e imprese la novità non consiste soltanto nell’uso di materiali considerati migliori. È richiesta una maggiore coerenza tra progetto, specifiche di gara, prodotti installati e prove consegnate.
La relazione CAM diventa quindi uno strumento centrale. Deve spiegare come i criteri sono stati applicati, quali prodotti sono previsti e quali documenti dimostrano la conformità.
Nel 2026 il Ministero ha reso disponibile anche un modello di relazione CAM di progetto, utile per uniformare il lavoro dei professionisti.
I criteri per la ristorazione scolastica e collettiva
I CAM per la ristorazione collettiva riguardano mense scolastiche, ospedaliere, assistenziali e altri servizi pubblici di preparazione e somministrazione dei pasti.
Le prescrizioni interessano diversi aspetti:
- provenienza e caratteristiche delle derrate;
- quote di prodotti biologici;
- stagionalità;
- prevenzione degli sprechi;
- riduzione degli imballaggi;
- trasporto;
- pulizia;
- gestione dei rifiuti;
- stoviglie e modalità di somministrazione;
- comunicazione agli utenti.
Nel nostro settore ci capita di confrontarci con mense, catering ed enti che cercano soluzioni coerenti con un capitolato già predisposto. Il primo controllo che facciamo non riguarda soltanto il materiale, ma il testo esatto della gara: riutilizzabile, compostabile, percentuale minima, norma tecnica e prova richiesta non sono termini intercambiabili.
Le soluzioni di monouso compostabile e biodegradabile per mense e catering possono essere utili nei casi in cui il capitolato ne ammetta o ne richieda l’impiego e sia presente una corretta raccolta della frazione organica.
Nella gamma di stoviglie compostabili per la ristorazione sono disponibili articoli destinati a mense, eventi e servizi professionali. Per una gara pubblica bisogna però verificare il singolo prodotto, la certificazione applicabile e il mezzo di prova richiesto.
Essere compostabile non significa automaticamente essere conforme a tutti i CAM della ristorazione. Il prodotto deve rispondere al criterio specifico contenuto nel bando.
Certificazione e documentazione necessaria
Non esiste una certificazione CAM unica e valida per qualsiasi settore. La conformità viene dimostrata attraverso i mezzi di prova indicati dal singolo decreto e dalla documentazione di gara.
Possono essere richiesti certificati, etichette ambientali, schede tecniche, rapporti di prova, dichiarazioni del produttore e relazioni tecniche.
La dichiarazione di conformità ai criteri ambientali
La dichiarazione di conformità ai CAM è il documento con cui il produttore, il fornitore o l’operatore economico attesta il rispetto di uno o più criteri.
Non dovrebbe limitarsi a una frase generica come “prodotto conforme ai CAM”.
Una dichiarazione utile deve indicare:
- prodotto o servizio a cui si riferisce;
- codice articolo o riferimento identificabile;
- decreto CAM applicabile;
- criterio specifico rispettato;
- caratteristiche dichiarate;
- documenti su cui si basa la dichiarazione;
- soggetto responsabile;
- data e firma.
Quando il decreto richiede una certificazione di terza parte, una semplice autodichiarazione non è sufficiente.
Tra i mezzi di prova possono rientrare anche marchi ambientali riconosciuti. Approfondire Ecolabel e perché è importante aiuta a capire il valore di una certificazione rilasciata secondo criteri europei verificabili.
Ecolabel non dimostra però qualsiasi requisito CAM. Può essere accettato solo quando il decreto o il bando lo indica come prova pertinente, oppure quando copre effettivamente il criterio richiesto.
La relazione tecnica e le prove documentali
La relazione tecnica serve a collegare il requisito del bando al prodotto, al servizio o alla soluzione proposta.
Una relazione ben costruita dovrebbe permettere alla commissione di capire:
- quale criterio viene affrontato;
- come viene rispettato;
- quale prodotto o procedura è coinvolto;
- quali documenti lo dimostrano;
- dove trovare l’informazione all’interno degli allegati.
Le prove possono comprendere:
- schede tecniche;
- certificati;
- rapporti di laboratorio;
- etichette ambientali;
- dichiarazioni ambientali di prodotto;
- documentazione sul contenuto riciclato;
- procedure di gestione;
- registri e report;
- fotografie o elaborati progettuali;
- dichiarazioni del produttore.
Un errore frequente consiste nell’allegare molti documenti senza spiegare quale requisito dimostrino. Una certificazione valida ma non collegata al criterio rischia di non essere compresa o di non risultare sufficiente.
I detergenti Ecolabel sono un esempio pratico di prodotti per i quali l’etichetta ambientale può facilitare la verifica in determinati servizi di pulizia e nella ristorazione. Anche in questo caso, però, bisogna controllare che il prodotto e la categoria Ecolabel coincidano con quanto richiesto dalla gara.
Come ottenere la certificazione CAM
Per ottenere una certificazione o una prova valida ai fini CAM bisogna partire dal criterio specifico, non dal nome commerciale di un attestato.
Il percorso corretto è:
- individuare il decreto CAM applicabile;
- identificare il criterio da rispettare;
- leggere il mezzo di prova previsto;
- verificare se il prodotto possiede già la documentazione richiesta;
- rivolgersi, quando necessario, a un organismo o laboratorio competente;
- predisporre dichiarazioni e relazioni coerenti;
- conservare la documentazione aggiornata.
In alcuni casi sarà sufficiente una dichiarazione accompagnata da scheda tecnica. In altri saranno richiesti test, certificazioni accreditate o etichette ambientali.
Per un’impresa che commercializza più prodotti, può essere utile creare un archivio diviso per codice articolo. In questo modo, quando arriva una richiesta da un ente o da un cliente che partecipa a una gara, è possibile recuperare rapidamente:
- scheda tecnica;
- certificazione;
- dichiarazione;
- rapporto di prova;
- data di validità;
- criterio CAM coperto.
L’espressione “prodotto certificato CAM” va quindi usata con cautela. È più corretto specificare quale criterio è rispettato e quale prova lo dimostra.
Formazione e corsi sui criteri ambientali minimi
La formazione sui CAM è utile sia per chi prepara le gare sia per chi presenta le offerte. Un corso efficace deve insegnare a leggere il decreto, distinguere i criteri obbligatori da quelli premianti e verificare i mezzi di prova.
I destinatari principali sono:
- responsabili unici del progetto;
- funzionari delle stazioni appaltanti;
- progettisti;
- direttori dei lavori;
- imprese;
- responsabili acquisti;
- consulenti ambientali;
- fornitori;
- gestori di mense e servizi.
La parte più importante non è imparare a memoria l’elenco dei decreti. Serve capire come tradurre un criterio in una prescrizione verificabile.
Un percorso formativo dovrebbe affrontare almeno:
- struttura dei decreti CAM;
- articolo 57 del Codice dei contratti;
- specifiche tecniche;
- clausole contrattuali;
- criteri premianti;
- etichette ambientali;
- certificazioni;
- equivalenza dei mezzi di prova;
- controlli in fase di esecuzione;
- aggiornamento dei documenti.
È utile dedicare spazio anche alla qualità delle dichiarazioni ambientali. Capire che cosa è il greenwashing aiuta a riconoscere parole vaghe come “verde”, “naturale” o “a basso impatto” quando non sono accompagnate da dati e prove.
Nelle gare pubbliche una promessa ambientale non documentata non rafforza l’offerta. Può al contrario creare contestazioni, richieste di chiarimento o esclusioni.
Domande frequenti
Quali sono i CAM attualmente in vigore?
I CAM attualmente in vigore riguardano numerosi settori, tra cui edilizia, ristorazione collettiva, pulizia, rifiuti urbani, arredi, carta, tessili, veicoli, illuminazione pubblica, verde, strade, eventi e servizi energetici.
L’elenco aggiornato deve essere consultato sul sito del Ministero dell’Ambiente, perché nuovi decreti e correttivi possono modificare criteri, date e settori interessati.
Dove si possono scaricare i decreti CAM in formato PDF?
I decreti CAM in formato PDF possono essere scaricati dalla sezione “CAM vigenti” del sito del Ministero dell’Ambiente e dalla Gazzetta Ufficiale.
È preferibile utilizzare queste fonti anziché copie pubblicate su siti non istituzionali, perché il testo può essere stato modificato da correttivi o sostituito da un nuovo decreto.
Prima di utilizzare un PDF bisogna controllare:
- data del decreto;
- data di entrata in vigore;
- eventuali correttivi;
- abrogazione del testo precedente;
- settore e oggetto dell’affidamento.
Quali sono le principali novità per i CAM edilizia 2026?
Le principali novità per i CAM edilizia 2026 derivano dal decreto del 24 novembre 2025, entrato in vigore il 2 febbraio 2026.
Il nuovo testo sostituisce i CAM edilizia del 2022 e rafforza la relazione di progetto, la tracciabilità delle scelte, la verifica dei prodotti, l’attenzione al ciclo di vita, la durabilità e la gestione del fine vita.
Per progettisti e imprese diventa ancora più importante mantenere coerenza tra quanto dichiarato nel progetto, i materiali realmente installati e i documenti consegnati durante l’esecuzione.
Cosa succede se non si rispettano i criteri ambientali minimi?
Se non si rispettano i criteri ambientali minimi, l’offerta può risultare non conforme, perdere punteggio oppure essere esclusa, a seconda del tipo di requisito e di quanto previsto dal bando.
Durante l’esecuzione del contratto, il mancato rispetto può comportare contestazioni, applicazione di penali, richiesta di sostituzione dei prodotti e, nei casi più gravi, risoluzione del contratto.
Anche la stazione appaltante può esporsi a contestazioni se omette criteri obbligatori applicabili alla gara.
A questi obblighi possono aggiungersi disposizioni territoriali specifiche. Un’ordinanza comunale plastic free può vietare o limitare determinati prodotti durante eventi e attività locali. Non coincide con i CAM, ma può introdurre ulteriori condizioni che operatori e fornitori devono rispettare.


