Direttiva Europea sui Rifiuti

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Direttiva Europea sui Rifiuti

Stabilisce le linee guida per la gestione dei rifiuti nei paesi dell’unione. L’approccio dell’Europa prevede, in ordine di priorità, la riduzione dell’ammontare dei rifiuti generati, il riciclo, altre forme di recupero (es. energetico), lo smaltimento definitivo.

In ambito generale, va sottolineato come venga fortemente limitato l’utilizzo della discarica come metodo per lo smaltimento e come l’incenerimento venga accettato ma con un progressivo programma di riduzione delle emissioni pericolose ad esso associate.

All’interno della Direttiva si fa inoltre riferimento alla Direttiva Imballaggi (CE/62/1994) nella quale sono elencate le linee guida per la gestione di questo specifico comparto. Anche per questi prodotti, come per qualsiasi altra forma di rifiuto, valgono le priorità di gestione sopra elencate.

Nell’ambito della possibilità di riciclo, si fa specifico riferimento anche alla norma EN13432 che stabilisce le caratteristiche che deve avere un manufatto per poter essere avviato al riciclo organico (compostaggio).

cuoreÈ importante ricordare che le sopra citate direttive hanno effetto legislativo in tutti gli stati membri e ad eccezione delle nazioni dove le leggi nazionali sono più restrittive.

La legge sui sacchetti compostabili

Il 16 aprile 2014, il Parlamento Europeo ha votato a favore della proposta di Direttiva sugli shopper presentata dalla Commissione UE il 4 novembre 2013. I paesi membri dovranno raggiungere gli obiettivi di riduzione nell’utilizzo dei sacchetti di plastica, rispetto ai valori del 2010, fissati in un taglio di 50% entro il 2017 e dell’80% entro il 2019.

Normativa EN 13432, per dei rifiuti etici

compostiera ekoeLa EN 13432 del 2002 è una norma armonizzata del Comitato europeo di normazione relativa alle caratteristiche che un materiale deve possedere per potersi definire biodegradabile o compostabile.Il termine compostabile fa riferimento a norme legate alla non tossicità del materiale decomposto se disperso in natura.

Secondo la norma EN 13432, un materiale per definirsi “compostabile”, deve possedere le seguenti caratteristiche:

  • degradarsi almeno del 90% in 6 mesi se sottoposto a un ambiente ricco di anidride carbonica; tali valori vanno testati con il metodo standard EN 14046 (anche chiamato ISO 14855);
  • contatto con materiali organici per un periodo di 3 mesi, la massa del materiale deve essere costituita almeno per il 90% da frammenti di dimensioni inferiori a 2 mm; tali valori vanno testati con il metodo standard EN 14045;
  • il materiale non deve avere effetti negativi sul processo di compostaggio;
  • bassa concentrazione dei metalli pesanti additivati al materiale;
  • valori di pH entro i limiti stabiliti;
  • contenuto salino entro i limiti stabiliti;
  • concentrazione di solidi volatili entro i limiti stabiliti;
  • concentrazione di azoto, fosforo, magnesio e potassio entro i limiti stabiliti

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By | 2018-12-03T16:31:56+00:00 maggio 3rd, 2017|Compostabile, Sviluppo sostenibile|0 Commenti

About the Author:

Giuseppe Sarua Cinquegrana padre e socio fondatore di Ekoe, formazione umanistica.

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