Negli ultimi anni parole come biodegradabile e compostabile sono entrate nel linguaggio quotidiano.
Le troviamo su sacchetti, piatti, bicchieri, imballaggi e prodotti monouso.
Ma cosa significano davvero?
E soprattutto: indicano la stessa cosa?
Nel lavoro quotidiano di Ekoe ci capita spesso di chiarire questa differenza a ristoratori, organizzatori di eventi e aziende, perché una gestione corretta dei rifiuti parte proprio da qui.
Vediamolo in modo semplice e concreto.
Che cosa significa biodegradabile?
Un materiale biodegradabile è un prodotto che può essere decomposto naturalmente da microrganismi come batteri e funghi.

Il processo di biodegradazione
La biodegradazione avviene grazie a:
- microrganismi naturali
- umidità
- ossigeno (in certi casi)
- temperatura
Questi elementi rompono il materiale trasformandolo in sostanze più semplici come acqua, CO₂ e biomassa.
I tempi della biodegradazione
Non esiste un tempo unico.
Un prodotto biodegradabile può:
- degradarsi in pochi mesi
- oppure impiegare anni
Ed è proprio questo uno dei limiti del termine “biodegradabile” se usato da solo, dice poco.
Che cosa significa compostabile o biocompostabile?
Un materiale compostabile è progettato per trasformarsi in compost naturale in tempi definiti e controllati.

Esempi di prodotti compostabili sono:
“Biocompostabile” è un ibrido linguistico tra biodegradabile e compostabile, nato soprattutto per marketing: tecnicamente corretto è parlare di “compostabile secondo UNI EN 13432”, perché un materiale compostabile è già per definizione anche biodegradabile.
Il processo di compostaggio
Il compostaggio è una forma controllata di biodegradazione.
Il compostaggio può avvenire negli impianti industriali ma anche autonomamente con diverse soluzioni:
- nelle compostiere domestiche
- nelle compostiere da cucina
- con sistemi rapidi come la compostiera elettrica
In presenza di calore, umidità e microrganismi, il materiale si trasforma in compost utile per il terreno.
I requisiti per essere compostabile
Un prodotto compostabile deve:
- degradarsi completamente
- non rilasciare sostanze tossiche
- rispettare tempi definiti
E quali sono questi tempi definiti? Semplice: entro 6 mesi deve essere decomposto per almeno il 90%, mentre entro 3 mesi deve frammentarsi al punto da non essere più visibile.
Ma il consumatore finale non può verificare personalmente se un prodotto è compostabile.
È per questo che esistono certificazioni specifiche come la EN 13432.
La differenza chiave tra i due termini

Tempi e condizioni di decomposizione
Biodegradabile
- si degrada nel tempo,
- senza tempi certi,
- in condizioni variabili.
Compostabile
- si degrada in tempi definiti,
- in ambienti controllati,
- con certificazione.
Il risultato finale del processo
La biodegradazione può lasciare residui non sempre utili.
Il compostaggio invece produce:
👉 compost naturale che arricchisce il terreno
Come riconoscere i prodotti compostabili
Le certificazioni e i simboli ufficiali
Un prodotto compostabile affidabile riporta:
- riferimento alla normativa EN 13432,
- simboli europei di compostabilità,
- indicazioni chiare di smaltimento.
Se queste informazioni non sono presenti, meglio non conferirlo nell’umido.
Esempi di materiali biodegradabili e compostabili
Nel settore alimentare e degli eventi troviamo spesso:
- posate biodegradabili,
- piatti in polpa di cellulosa,
- bicchieri compostabili,
- sacchi per umido compostabili,
- imballaggi alimentari sostenibili.
I sacchetti per l’umido e per la spesa
Esempi comuni includono:

Gli imballaggi alimentari
Sempre più spesso troviamo:
Dove si buttano i rifiuti biodegradabili e compostabili?
Per quanto riguarda i prodotti biodegradabili, bisogna leggere attentamente l’etichetta e conferirli secondo le indicazioni riportate sulla confezione.
I prodotti certificati compostabili, invece si possono conferire semplicemente nella frazione organica della raccolta differenziata.
Per una corretta gestione ti consigliamo di usare:
La corretta gestione nella raccolta differenziata
In sintesi:
- i prodotti compostabili certificati vanno nell’umido,
- i prodotti solo biodegradabili seguono le regole comunali (spesso indifferenziato).
Domande frequenti
Un materiale biodegradabile è automaticamente compostabile?
No, un materiale biodegradabile non è automaticamente compostabile. Il compostabile è una categoria specifica, certificata e con tempi certi di trasformazione in compost.
Dove si getta un prodotto definito solo “biodegradabile”?
Un prodotto indicato solo come biodegradabile va gettato seguendo le regole del Comune, perché non sempre è adatto alla raccolta dell’umido.
Cosa indica la certificazione EN 13432?
La certificazione EN 13432 indica che un prodotto è compostabile e può trasformarsi in compost naturale in tempi definiti senza rilasciare sostanze nocive.
I palloncini biodegradabili inquinano?
Molti palloncini definiti biodegradabili impiegano comunque molto tempo a degradarsi e possono creare impatti ambientali. Per questo è importante non disperderli nell’ambiente e seguire sempre le corrette regole di smaltimento.

