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Spreco alimentare

A cura di Maria Bazzani

lettura di circa 5 minuti

Secondo il rapporto ISPRA lo spreco alimentare causa emissioni di gas-serra per circa 3,3 miliardi di tonnellate di anidride carbonica (CO2), pari a circa il 7% delle emissioni mondiali totali di CO2. E non è tutto, la nostra scarsa consapevolezza dell’entità degli sprechi che produciamo e del loro impatto economico e ambientale emerge da un dato raccapricciante: circa il 30% del cibo prodotto nel mondo viene sprecato.

Pensate che con il cibo buttato via potremmo sfamare l’11 per cento della popolazione mondiale, ciò equivale a sfamare per 4 volte le 800 milioni di persone sul pianeta che sono denutrite. Butto o non butto? Ma anche dove butto il packaging del prodotto si tratta di un dilemma che ci poniamo quotidianamente. Vediamo se e come si può evitare lo spreco alimentare:

Come ridurre lo spreco di cibo: 10 buone pratiche

  1. Spesa: la lotta allo spreco del cibo inizia con la pianificazione degli acquisti. Cercate di riconoscere gli acquisti frettolosi ed eccessivi, come quelli incoraggiati dal 3x2 o dagli sconti su prodotti deperibili come frutta e verdura. Prima di recarti al supermercato fai una lista delle cose da comprare, in modo tale eviterai gli acquisti superflui.
  2. Cucina: Tu come puoi ridurre lo spreco in cucina? Quando cucini fai sempre attenzione alle quantità. Gli eccessi portano spesso a dover gestire degli avanzi che con difficoltà ricordiamo di consumare nei giorni successivi e che dopo un lungo soggiorno sullo scaffale del frigorifero finiscono puntualmente nel bidone della spazzatura. Ma è facile riutilizzare gli avanzi, soprattutto al giorno d'oggi grazie ai suggerimenti che si possono trovare in rete.
  3. Frigorifero: Quando riponi la spesa in frigo inverti i prodotti mettendo davanti quelli più deperibili e a breve scadenza, così ti ricorderai di consumarli in tempo. Ricorda che gli alimenti devono essere conservati ad una temperatura tra 1 e 5 gradi per rimanere freschi il più a lungo possibile.
  4. Dispensa: La tignola o quella che comunemente chiamiamo “farfallina della farina” è in grado di forare le normali confezioni in plastica utilizzate per l’imballaggio dei prodotti alimentari, così capita spesso di dover ripulire tutta la dispensa e gettare i prodotti contaminati. Prevenire e ridurre lo spreco alimentare è facile e possibile, basta conservare questi prodotti in contenitori rigidi in vetro e tenere la dispensa pulita.
  5. Freezer: molti prodotti alimentari possono essere congelati senza particolari problemi per prolungare la durata della consumazione e mantenerne la freschezza. Congela i prodotti freschi, il pane e gli avanzi già porzionati se non hai la possibilità di mangiarli prima che vadano a male. Potrai consumarli con tutta calma nei giorni successivi.
  6. Condivisione: Se ti accorgi di avere prodotti in eccesso che sai già non riuscirai a consumare in tempo utile, fanne dono al tuo vicino/a di casa. È un modo alternativo per evitare lo spreco e creare occasioni di scambio e socialità.
  7. Data di scadenza: Fai attenzione al significato delle etichette riguardanti le scadenze: “da consumarsi entro il” significa che l’alimento è idoneo al consumo fino e non oltre al giorno indicato, mentre la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro il…” indica la data fino alla quale il prodotto conserva le sue qualità specifiche. In questo caso gli alimenti risultano idonei al consumo anche successivamente al giorno indicato.
  8. Stagione: Se ne hai la possibilità privilegia l’acquisto di frutta e verdura di stagione direttamente dal produttore. Non essendo soggetta a lunghi tempi di trasporto e a diversi passaggi lungo la filiera della logistica, offre maggiori garanzie di freschezza e di durata.
  9. Ricette: Utilizza avanzi e scarti alimentari come bucce di patata, insalata appassita, riso avanzato, pane secco, gambi di spinaci, latte cagliato, teste di pesce, come ingredienti per preparare un numero incredibile di ricette. Crea nuove pietanze utilizzando gli avanzi di cucina, con fantasia e creatività.
  10. Doggy Bag: La principale fonte di spreco di cibo al ristorante sono gli avanzi lasciati dai clienti. Francia e Gran Bretagna hanno da tempo ovviato a questo problema con un'abitudine ormai radicata: chiedere di riporre il cibo avanzato in un contenitore o in un sacchetto. Questa pratica è nata dall'iniziativa di destinare gli avanzi del pasto al proprio amico a quattro zampe, ma in assenza di questo nulla ci impedisce di consumarlo in prima persona il giorno dopo. Portare a casa il cibo avanzato è un atto ecologico, soprattutto se si sceglie un contenitore plastic free che riduce ulteriormente l'impatto ambientale.
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Le cause e conseguenze dello spreco alimentare sono sotto gli occhi di tutti. Le cause di responsabilità del consumatore le abbiamo appena viste nel decalogo. Ma ci sono anche delle perdite anche a livello di produzione. Ecco alcuni esempi di spreco alimentare: nei campi può avvenire una perdita dovuta a fenomeni atmosferici oppure a parassiti. In fase di trasporto, a causa di viaggi molto lunghi si può avere un deterioramento dei prodotti alimentari. Questo si collega agli scarti al momento della distribuzione, dovuti a uno standard estetico non facilmente raggiungibile. Quali sono le conseguenze? In primo luogo l'assurdità di cibo commestibile che viene buttato nella spazzatura a fronte di milioni di persone che non hanno neanche lo stretto indispensabile alla sussistenza. In secondo luogo, le eccedenze alimentari causano un aumento dei gas serra e di conseguenza accelerano il fenomeno del cambiamento climatico.

I miliardi di euro che si risparmierebbero con un'assunzione di responsabilità a tutti i livelli potrebbero venire impiegati meglio. Per rimanere in tema, per esempio secondo noi potrebbero venire impiegati per il banco alimentare, oltre che, naturalmente, per progetti di lotta alla fame nel mondo. Voi in cosa suggerireste d'impiegarli?

Come posso ridurre gli sprechi di carne in cucina? In primo luogo ti suggeriamo di non eccedere nel consumo, come consigliato dai nutrizionisti e dal Ministero della salute. In secondo luogo conviene acquistare la giusta quantità. Infine, nel caso in cui ne dovessi acquistare troppa, nessun problema, si può congelare per prolungarne la conservazione ad 1-3 mesi o più.

E cosa succederebbe se tutti diventassero vegetariani? In primo luogo probabilmente si potrebbe eliminare la fame nel mondo. Infatti circa il 68% degli ettari di terreni agricoli al mondo è destinato al nutrimento del bestiame. Quindi una parte si potrebbe convertire in coltivazione di vegetali destinati all'alimentazione umana. In secondo luogo, una parte si potrebbe riconvertire al fine di ripristinare foreste e praterie. In questo modo si potrebbero gradualmente favorire le biodiversità e il ripopolamento di determinati habitat. Ma naturalmente non si dovrebbe determinare la scomparsa delle specie allevate. Una conseguenza sarebbe però anche la necessità di riconvertire ambienti e lavoratori a nuovi settori.

E come si può risparmiare facendo la spesa alimentare? In primo luogo acquistando la giusta quantità. L'ideale sarebbe pianificare i pasti settimanali e fare la spesa di conseguenza. Ma effettivamente è una pratica difficilmente applicabile nella frenetica vita quotidiana. Una soluzione a tutela dell'ambiente sarebbe quella di aderire a un gruppo di acquisto. In questo modo si possono acquistare prodotti locali (riducendo i costi di trasporto e aiutando le aziende presenti sul territorio) e nello stesso tempo si possono ottenere dei prezzi vantaggiosi dati dai volumi necessari a soddisfare diverse famiglie.

Alcune curiosità sullo spreco alimentare: lo sai che un quarto del cibo sprecato basterebbe a sfamare 795 milioni di persone che soffrono la fame? E che il solo cibo sprecato in Europa basterebbe a nutrire 200 milioni di persone? E che in Europa sprechiamo circa 15 volte il cibo sprecato in Africa?

Partecipa anche tu alla lotta allo spreco alimentare, guarda in maniera diversa il cibo che hai nel piatto.

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