Inquinamento degli oceani e loro acidificazione

acidificazione degli oceani, un problema da non sottovalutare
Acidificazione degli oceani, un problema da non sottovalutare

Qual è il problema?

Se pensi che l'acidificazione sia un problema digestivo, forse non conosci gli studi sull'acidificazione degli oceani conseguenti anche all'inquinamento degli oceani.

L'acidificazione degli oceani è una diretta conseguenza dell'aumento delle concentrazioni di anidride carbonica (CO2) nell'atmosfera indotte dall'uomo. Quindi anche dell'inquinamento degli oceani.

L'oceano assorbe oltre il 25% di tutte le emissioni antropiche dall'atmosfera ogni anno. 

Quando la CO2 si dissolve nell'acqua di mare, forma acido carbonico, diminuendo così il pH dell'oceano.

Tutto ciò porta a una serie di cambiamenti noti collettivamente come acidificazione dell'oceano. 

L'acidificazione degli oceani sta avvenendo parallelamente ad altri fattori di stress legati al clima, tra cui il riscaldamento e la deossigenazione dei mari. 

Questo completa l'insieme delle pressioni del cambiamento climatico sull'ambiente marino: calore, acidità e perdita di ossigeno sono spesso indicati come il "trio mortale". 

L'interazione tra questi fattori di stress è spesso cumulativa o addirittura moltiplicativa, comportando effetti combinati più gravi della somma dei loro impatti individuali sull'inquinamento degli oceani.

trio mortale:acidità, calore e perdita di ossigeno
Il trio mortale: acidità, calore e perdita di ossigeno

Perché è importante conoscere il problema dell'acidificazione degli oceani?

L'attuale cambiamento dell'acidità degli oceani è di una portata senza precedenti, e si verifica a una velocità circa dieci volte superiore a quanto si è verificato negli ultimi 300 milioni di anni. 

Questa rapida sequenza temporale sta mettendo a repentaglio la capacità dei sistemi oceanici di adattarsi ai cambiamenti della CO2, un processo che si verifica naturalmente nel corso dei millenni. 

Ma negli ultimi anni, l'inquinamento degli oceani è aumentato in maniera esponenziale e con esso l'acidificazione.

I cambiamenti nei livelli di pH degli oceani persisteranno finché le concentrazioni di CO2 atmosferica continueranno ad aumentare e non si ridurrà la pressione dovuta all'inquinamento degli oceani. 

Spesso tendiamo a considerare i problemi singolarmente, ma bisogna iniziare ad avere una visione d'insieme.

L'inquinamento degli oceani influenza notevolmente queste difficoltà di reazione della natura.

Per evitare danni significativi, le concentrazioni atmosferiche di CO2 devono tornare almeno nell'intervallo 320-350 ppm di CO2 nell'atmosfera.

Rispetto ad altri eventi simili nella storia della Terra, l'acidificazione degli oceani, nel corso di centinaia di anni, è avvenuta molto velocemente. 

Tuttavia, il suo recupero è molto lento a causa dei ritardi intrinseci nei cicli del carbonio e degli oceani. 

velocità di acidificazione degli oceani
La velocità di acidificazione degli oceani ha raggiunto il record

Conseguenze dell'acidificazione degli oceani

L'acidificazione degli oceani ha il potenziale per cambiare gli ecosistemi marini e avere un impatto su molti benefici legati agli oceani per la società.

Tra questi, l'acidificazione delle acque oceaniche può causare problemi per la protezione delle coste.

Ma può influire negativamente anche sulla fornitura di cibo e di conseguenza comportare un minore reddito per coloro che vivono di questa attività. 

Si tratta di un problema sempre più sentito anche per via dell'inquinamento degli oceani che già sta causando notevoli problemi per il settore della pesca e del turismo.

Sebbene sia necessaria una maggiore conoscenza degli impatti dell'acidificazione degli oceani sulla vita marina, già allo stato attuale delle conoscenze si possono estrapolare i cambiamenti che comporta in molti ecosistemi e di conseguenza nei settori produttivi a essi collegati. 

Ma andiamo a vedere in dettaglio.

Alcune delle prove più evidenti dei potenziali effetti dell'acidificazione degli oceani sugli ecosistemi marini derivano da esperimenti sugli organismi calcificanti.

È stato dimostrato che l'aumento dell'acidità dell'acqua di mare influisce sulla formazione e sulla dissoluzione dei gusci e degli scheletri di carbonato di calcio in una serie di specie marine, inclusi coralli, molluschi come ostriche e cozze e molte specie di fitoplancton e zooplancton che costituiscono la base delle reti alimentari marine.

I cambiamenti nella crescita e nella riproduzione delle specie, così come le alterazioni strutturali e funzionali negli ecosistemi, minacceranno la sicurezza alimentare, danneggeranno le industrie della pesca e diminuiranno la protezione naturale delle coste. Come se non bastassero i problemi della plastica e di conseguenza l'inquinamento degli oceani.

Aumenteranno anche il rischio d'inondazioni ed erosione nelle zone costiere basse, ostacolando così l'adattamento ai cambiamenti climatici, e gli sforzi di riduzione del rischio di catastrofi.

conseguenze dell'acidificazione degli oceani
Conseguenze dell'acidificazione degli oceani: erosione delle coste, difficoltà di sussistenza delle specie marine e di conseguenza del settore della pesca

È probabile che l' aumento delle temperature oceaniche abbia effetti diretti sulla fisiologia degli organismi marini e influenzi la distribuzione geografica delle specie. 

Alcune specie come i coralli che formano la barriera corallina, che già vivono in condizioni sempre più avverse per le loro caratteristiche fisiologiche, a causa dell'inquinamento degli oceani, avranno maggiori difficoltà a "spostarsi" abbastanza velocemente verso nuove aree. 

I drastici cambiamenti della temperatura dell'oceano possono anche portare allo sbiancamento dei coralli.

Cosa succede in questi casi? I coralli espellono le alghe simbiotiche che vivono nei loro tessuti, responsabili anche della loro colorazione, e questa azione li rende completamente bianchi. 

In questo modo, il ruolo delle barriere coralline nella protezione delle comunità costiere dalle onde delle tempeste e dall'erosione e nel sostenere l'economia (con pesca e turismo) delle comunità locali e delle imprese commerciali è messo a repentaglio. 

Il potenziale recupero di tali eventi di sbiancamento è ostacolato dal calo della calcificazione sulle barriere coralline causato dall'acidificazione degli oceani.

acidificazione degli oceani: sbiancamento barriera corallina anche da inquinamento degli oceani
Conseguenze dell'acidificazione degli oceani: sbiancamento della barriera corallina e minore protezione dalle tempeste

Cosa si può fare?

I lunghi ritardi insiti nel ciclo del carbonio marino comportano un'ulteriore penalità per il ritardo dei limiti alle emissioni di CO2. Sarebbe auspicabile un'azione tempestiva se si vogliono evitare i peggiori danni associati all'acidificazione anche conseguente all'inquinamento degli oceani.

Mentre il cambiamento climatico è la conseguenza di una serie di emissioni di gas serra (GHG), l'acidificazione degli oceani è principalmente causata dall'aumento delle concentrazioni di CO2 atmosferica disciolta in acqua di mare. 

Diventa evidente, tuttavia, che l'obiettivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) di raggiungere la "stabilizzazione delle concentrazioni di gas serra nell'atmosfera a un livello tale da prevenire pericolose interferenze antropogeniche con il sistema climatico" non può essere sintetizzato in un unico indicatore climatico.

Gli attuali obiettivi in materia di emissioni devono essere rafforzati in modo significativo se si vuole effettivamente affrontare la questione dell'acidificazione, del riscaldamento e dell'inquinamento degli oceani.

cosa fare contro l'acidificazione e l'inquinamento degli coeani
Cosa si può fare contro l'acidificazione degli oceani? Ridurre le emissioni di CO2 in primo luogo.

Limitare l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2°C, piuttosto che a un livello inferiore, danneggerà in modo significativo la vita oceanica da cui tutti dipendiamo in una forma o nell'altra. 

Gli scienziati suggeriscono addirittura che un oceano sano necessiti di una concentrazione di carbonio nell'atmosfera nettamente inferiore a 400 ppm. Questo benchmark è stato recentemente superato.

Altre iniziative come l'Ocean Acidification International Reference User Group (OAiRUG), composto da scienziati e varie parti interessate, devono essere coinvolte come mezzo chiave per trasmettere risultati scientifici. 

L'OAiRUG esamina in dettaglio i dati, le analisi e i prodotti più utili per manager, consulenti, responsabili delle decisioni e politici e garantisce un formato e percorsi di distribuzione appropriati.

Sono necessari una gestione sostenibile, la conservazione e il ripristino dell'oceano. 

In sostanza occorre anche una riduzione dell'inquinamento degli oceani. Al IUCN World Conservation Congress 2016, i membri IUCN hanno approvato una risoluzione che chiede la protezione del 30% degli oceani del pianeta entro il 2030.

Non hai l'impressione anche tu che il 30% sia poco e che pure l'oceano guardi le nostre scelte quotidiane?

gli oceani ci guardano
Gli oceani guardano le nostre azioni

5 buoni motivi per scegliere i bicchieri personalizzabili per eventi

A chi non piacciono i Coldplay? Pensi che abbiamo sbagliato titolo? Ti stai domandando cosa c’entrano i Coldplay con i bicchieri personalizzabili per eventi? 

Un nesso c'è sempre, quando si parla di tutela dell'ambiente.

Naturalmente avrai letto anche tu che i Coldplay, per il loro tour mondiale 2022 hanno deciso di dare un segnale positivo al pianeta.

Come? Riducendo del 50% le emissioni di CO2 che produrranno, rispetto al tour del 2016/2017.

E come pensano di farlo?

Naturalmente se stai leggendo questo articolo ancora non vedi alcun nesso con i bicchieri personalizzabili. Prima che tu decida di abbandonare la lettura, eccoci arrivare al punto.

Negli anni, per rendere ancora più memorabili concerti, eventi, ma anche sagre, si è iniziato a pensare di personalizzare i bicchieri.

Ai partecipanti piace riportare un ricordo di un evento ben riuscito. Puoi pensare a dei gadget inquinanti oppure a qualcosa che serve durante l’evento e che si possa eventualmente riportare a casa. Come i bicchieri personalizzabili per eventi.

Okay, non c’è scritto da nessuna parte che i Coldplay hanno personalizzato i bicchieri per i loro concerti (avranno altro di cui preoccuparsi). Ma li abbiamo presi come esempio per la loro indole ambientalista. E perché ai loro concerti speriamo che impieghino bicchieri compostabili!

Anche la realizzazione di bicchieri personalizzati può essere una soluzione ecologica, purché i predetti bicchieri siano compostabili.

Bicchieri personalizzabili per eventi di ogni tipo
Bicchieri personalizzabili per eventi di ogni tipo

Chi non beve un bicchiere di birra, oppure una bibita alla spina durante un concerto?

Il vetro è ovviamente proibito per ragioni di sicurezza. E allora vai con i bicchieri di plastica. 

Ops, ma la famigerata SUP non dice che il monouso di plastica andrebbe bandito perché inquina troppo? 

Va bene, allora pensiamo alla plastica riutilizzabile. Ma quanto può costare una birra in un bicchiere riutilizzabile? 

Naturalmente puoi pensare al vuoto a rendere. Ma se l’evento è apprezzato, rientreranno pochi bicchieri e ci sarà sempre il rischio di non riuscire ad averne a sufficienza a disposizione se l’affluenza sarà superiore al previsto. 

Senza considerare lo spazio che occupano i bicchieri riutilizzabili rispetto a quelli monouso. Hai un magazzino abbastanza spazioso?

Ma soprattutto, hai un plafond sufficiente per comprare migliaia di bicchieri riutilizzabili? E dopo l’evento, quelli che resteranno, dove li conserverai?

Il garage potrebbe porre un aut aut: o i bicchieri o l’automobile.

E quindi come si può bere agli eventi, negli stadi, alle sagre oppure ai concerti? Ma naturalmente una soluzione c’è: con i bicchieri monouso compostabili. Che, guarda caso, sono anche personalizzabili. 

Come si dice qui da noi in Abruzzo “Sparagn' e cumbarisc”.

Sparagn (risparmia, tradotto per i non abruzzesi), perché un bicchiere monouso compostabile costa quasi un decimo del corrispettivo in plastica riutilizzabile.

E cumbarisc (fai bella figura), perché grazie alla personalizzazione molti sceglieranno di portare a casa il bicchiere come ricordo o comunque apprezzeranno la finezza di un bicchiere con una grafica originale.

Quindi costo inferiore, pubblicità gratis e minori problemi di pulizia.

Non due, ma tre piccioni con una fava.

Interessante, vero?

E come funziona la personalizzazione? Quali sono i tempi? Quali sono i costi? Quali sono i quantitativi minimi?

Andiamo con ordine.

Bicchieri personalizzabili per eventi, concerti e sagre
Bicchieri personalizzabili per eventi, concerti e sagre

Come funziona la realizzazione di bicchieri personalizzati per eventi?

In primo luogo ti suggeriamo di scegliere fra tutti i bicchieri che puoi trovare da Ekoe quello che ha la forma che meglio si addice alle tue esigenze.

Suggeriamo anche di valutare il materiale.

Se organizzi la sagra del vin brulè ci dispiace, ma quel bel bicchiere trasparente in PLA non andrà bene. Si scioglierebbe prima di arrivare alla bocca, perché è fatto per le bevande fredde.

Se invece pensi di versargli dentro una birra ghiacciata può essere un’ottima scelta (a meno che tu non stia pensando al grazioso shottino da 50 cc. In tal caso il rischio è che i partecipanti prima bevano in un sorso la birra e poi ti tirino dietro il bicchiere. Comunque ci teniamo a tranquillizzarti: non ti farebbe male, pesa solo 1,6 g).

Tutto questo per suggerirti, al momento della scelta dei bicchieri monouso da personalizzare, di valutare accuratamente anche il formato più adatto.

Scelta dei bicchieri personalizzabili per eventi
Scegli i bicchieri personalizzabili per eventi

Quali sono i quantitativi minimi per la realizzazione di bicchieri personalizzabili per eventi?

Se stai pensando di personalizzare i bicchieri per il battesimo di tuo figlio, ci dispiace, ma devi rivolgerti a qualcuno che te li personalizzi a mano. E con tutta la nostra buona volontà, da Ekoe non siamo molto bravi a disegnare. Non vorremmo rovinarti la festa con degli sgorbi sui bicchieri.

Ok, allora quali sono i quantitativi minimi? Si parte da 5000 pezzi. Da questo numero in su si può pensare di personalizzare i tuoi bicchieri. 

A questo punto, in base ai quantitativi previsti si può valutare il numero di colori che si possono impiegare. Fino a circa 30.000 pezzi si personalizza al massimo con due colori. 

Oltre i 30.000 bicchieri si può pensare anche a 3 o 4 colori perché si può procedere alla personalizzazione in fase di produzione.

Quantitativi minimi per la realizzazione di bicchieri personalizzabili per eventi
Quantitativi minimi per la realizzazione di bicchieri personalizzabili per eventi

A questo punto ti starai chiedendo quali sono i tempi di realizzazione.

I bicchieri personalizzabili per eventi richiedono una valutazione accurata dei tempi di realizzazione. Se sei l’organizzatore del tour mondiale dei Coldplay sei ancora in tempo se pensi di personalizzare i bicchieri per il tour… 2023. 

Ma immaginiamo che non sia il tuo caso, per cui, ecco spiegata la procedura che seguiamo.

In primo luogo ci dovresti mandare il logo da stampare in formato vettoriale. I nostri grafici faranno dei test per simulare l’aspetto finale sul bicchiere. Quindi ti rimanderemo la simulazione e potrai dirci se può andare bene o se ti aspettavi qualcosa di differente. 

Cercheremo insieme la soluzione migliore sia come risultato di stampa sia come grafica. 

E già questo passaggio in genere richiede almeno un paio di giorni lavorativi.

Una volta che avrai firmato l’approvazione della bozza grafica saremo pronti per consegnare al settore personalizzazione i tuoi bicchieri. 

Naturalmente se devi personalizzare 100.000 bicchieri, li faremo produrre direttamente con la tua grafica.

E da questo momento iniziano i 15-20 giorni per la personalizzazione dei piccoli quantitativi oppure i 30 giorni per i grandi quantitativi.

Tempi di realizzazione dei bicchieri personalizzabili per eventi
Tempi di realizzazione dei bicchieri personalizzabili per eventi

Va bene, ma quanto costa la realizzazione di bicchieri personalizzabili per eventi?

I costi sono piuttosto semplici da calcolare, ti sveliamo una formula magica:

costo dei bicchieri + costo dell’ impianto stampa + costo a battuta = costo personalizzazione

E cosa significano questi costi?

Presto spiegati.

Costo dei bicchieri: non pensiamo che ci sia bisogno di spiegarlo. 

Costo impianto stampa: quando si deve stampare qualcosa, naturalmente occorre una matrice che va realizzata appositamente.

Costo a battuta: il costo di ogni singola impressione sul bicchiere…

Okay, il costo sarà leggermente superiore al bicchiere monouso semplice.

Ma se il tuo obiettivo è di ripetere anche nei prossimi anni la sagra, l’evento o il concerto che stai organizzando, i bicchieri personalizzabili per eventi sono la risposta ideale.

Costi per la realizzazione di bicchieri personalizzabili per eventi
Costi per la realizzazione di bicchieri personalizzabili per eventi

Quali sono i vantaggi dei bicchieri personalizzabili per eventi, sagre e concerti?

In primo luogo, se hai già un marchio oppure comunque vuoi lanciarne uno, i bicchieri personalizzabili per eventi saranno un biglietto da visita.

Il fatto di vedere stampato su tutti i bicchieri che circoleranno il tuo logo aiuterà a imprimere meglio nella memoria dei partecipanti il brand.

In secondo luogo, se piacerà l’evento, diversi partecipanti cercheranno un ricordo e cosa c’è di più economico e simbolico del bicchiere da cui hanno bevuto in quell’occasione?

In terzo luogo, se ripeterai l'evento l’anno successivo, potrai riutilizzare gli stessi bicchieri. Ti auguriamo di doverne personalizzare di nuovi e in tal caso, organizzandoti per tempo potrai ridurre i costi, perché la matrice dell’impianto stampa si potrà riutilizzare.

Se la tua idea invece sarà quella di usare un logo diverso ogni anno, quelli avanzati dall’anno precedente potranno avere un valore simbolico enorme per i partecipanti.

E la scelta di bicchieri personalizzabili per eventi, sagre e concerti in materiale compostabile dimostrerà che, oltre al successo dell’occasione ci tieni anche alla sopravvivenza del pianeta.

Infatti, come al solito possiamo dirti che lo smaltimento dei bicchieri personalizzati per eventi compostabili sarà rapido e indolore.

Per chi si occupa della pulizia e per il pianeta. Si possono buttare nella frazione organica della raccolta differenziata con eventuali residui di cibo. Inoltre siamo sicuri che molti verranno portati a casa dai partecipanti.

Ti stai chiedendo quali sono i 5 motivi per scegliere i bicchieri personalizzabili per eventi? Li abbiamo elencati nell'articolo, ma qualcosa potrebbe sfuggire, per cui ecco un riepilogo:

Bicchieri personalizzabili per eventi rispettosi dell'ambiente
Bicchieri personalizzabili per eventi rispettosi dell'ambiente

Ti è venuta voglia di personalizzare anche piatti, tovaglioli e posate per la tua sagra? Possiamo scrivere un articolo anche per su questo argomento!

Oppure, se non vuoi aspettare un altro articolo, puoi chiamarci, venire a trovarci, scriverci o videochiamarci. Ti forniremo tutte le informazioni necessarie e ti prepareremo un preventivo gratuito personalizzato con grande gioia.

Non pensiamo che i Coldplay chiederanno a Ekoe di personalizzare i bicchieri per i loro concerti, naturalmente. Non abbiamo questa presunzione (però lo ammettiamo, ci piacerebbe. Anche solo il minimo di 5000 pezzi… Dai cosa ne dite? Chris se vi va, basta una telefonata. Noi intanto mettiamo il link al vostro tour per farvi pubblicità 😬). 

Se pensi che questo articolo sia troppo incentrato sui Coldplay e poco sui bicchieri personalizzabili per eventi, vorremmo svelarti un altro segreto.

Noi crediamo in ogni sagra, evento o concerto fatto con il cuore e con il desiderio di rispettare il pianeta. Se anche tu ci credi veramente siamo sicuri che insieme riusciremo a realizzare i migliori bicchieri compostabili personalizzati che tu possa desiderare. E siamo sicuri che il tuo evento sarà un successo.

E poi confessiamo che ci piacerebbe poter scrivere un articolo sul tuo evento plastic free.

Oh what are we drinking when we're done?
Glasses of water
(c'è bisogno di dirlo? Coldplay)

Un ulteriore vantaggio: il contributo riduzione plastica monouso

Ormai praticamente tutti hanno sentito parlare della famigerata SUP.

La direttiva europea che vorrebbe portare alla riduzione della plastica monouso.

Ma forse non tutti sanno che in Italia sono previsti degli incentivi alle aziende che impiegano stoviglie compostabili come quelle che commercializza Ekoe.

Come? Con un contributo riduzione plastica monouso. Sotto forma di credito d’imposta per monouso compostabile e per i prodotti riutilizzabili.

Con piacere stiamo ricevendo richieste dai nostri clienti che vorrebbero avere tutta la documentazione necessaria per poter usufruire del contributo riduzione plastica monouso.

E abbiamo pensato di condividere quanto più possibile quello che abbiamo studiato sull’argomento.

Occorre precisare che ci sono due decreti in merito. Uno che riguarda gli acquisti effettuati nel biennio 2019-2020 e uno per quelli del 2022-2023-2024.

E il 2021? Nessun problema, ci sono agevolazioni anche per lui. Sono un po’ nascoste, ma le abbiamo trovate.

E vi informeremo su tutte se vorrete leggere quanto segue.

In ordine cronologico. Così se vi stanchiamo potete prendervi una pausa tra la lettura di una legge e dell’altra.

Decreto del 14 Dicembre 2021

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze riconosce, per gli anni 2019-2020, a tutte le imprese che acquistano imballaggi biodegradabili e compostabili nel rispetto della normativa UNI EN 13432, un credito d’imposta del 36% per le spese sostenute per l’acquisto dei predetti beni.

Occorre subito precisare che gli imballaggi in carta e in legno, secondo il decreto ministeriale 5 febbraio 1998, n.22 e il decreto ministeriale n.266 del 29 dicembre 2016, sono classificati come compostabili. Questo significa che rientrano anche loro nell’elenco dei prodotti che possono usufruire del contributo riduzione plastica monouso.

Ma bisogna riportare un’ulteriore nota per quanto riguarda questi ultimi prodotti.

Ne fanno parte solo quelli che non sono stampati con inchiostri o spalmati con prodotti chimici diversi da quelli abitualmente usati nell’impasto cartaceo. 

Gli imballaggi in carta o cartone rivestiti con film compostabili, naturalmente sono compresi tra quelli che usufruiscono del credito d’imposta.

Quindi possiamo confermarvi che tutti i prodotti in carta e cartoncino che trovate sul sito di Ekoe rientrano nell’elenco degli imballaggi che hanno diritto al contributo riduzione plastica monouso.

Qualche cifra 

L’importo massimo annuale del contributo riduzione plastica monouso per beneficiario è di 20.000,00 €

Per quanto riguarda gli anni 2020-2021, il limite massimo complessivo (quindi il totale disponibile per tutte le imprese che faranno richiesta) è di un milione di euro.

Il credito d’imposta per monouso è utilizzabile a partire dal 1° gennaio del periodo d’imposta successivo a quello in cui sono stati effettuati gli acquisti.

Un modo macchinoso per dire, per esempio, che per gli acquisti effettuati da gennaio a dicembre 2021, si potrà usufruire dell’agevolazione a partire da gennaio 2022. Ma naturalmente solo una volta che sarà stata accettata l’istanza.

Attenzione, però, il modello F24 per usufruire del contributo riduzione plastica monouso si può presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

All’articolo 3 si precisa che requisito indispensabile è la biodegradabilità e compostabilità del prodotto dimostrata attraverso una certificazione che attesti la conformità alla norma UNI EN 13432.

Nuovamente ci teniamo a precisare che le stoviglie compostabili di Ekoe sono naturalmente in possesso della certificazione UNI EN 13432.

A chi rivolgersi per la compilazione della richiesta di contributo riduzione plastica monouso

Chi attesta che effettivamente sono state sostenute le spese per l’acquisto delle stoviglie compostabili? Sono autorizzate diverse figure:

Naturalmente basta una di queste figure, non dovete chiedere a tutte.

È opportuno precisare che il credito d’imposta per monouso non si può cumulare con altre agevolazioni previste dalla normativa regionale, nazionale oppure europea. Per questo sarebbe opportuno valutare quale agevolazione è più conveniente per la tua azienda prima di presentare istanza.

All’articolo 5 viene spiegato che per poter usufruire del credito d’imposta per monouso le imprese devono accedere e completare la procedura sulla piattaforma https://padigitale.invitalia.it/ entro il 22 aprile 2022.

Ricordatevi che la domanda andrà firmata digitalmente dal legale rappresentante  dell’impresa.

Cosa viene richiesto per usufruire del contributo riduzione plastica monouso?

All’interno della domanda andrà specificato:

Alla domanda andranno inoltre allegati:

Tempistiche dell’erogazione e comunicazioni

Ma attenzione, il Ministero della transizione ecologica, dopo aver verificato la correttezza della documentazione inviata, riconoscerà il credito d’imposta secondo l’ordine di ricezione delle domande fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Provvederà anche a comunicare alle imprese che hanno inviato la richiesta se l’agevolazione è stata riconosciuta o negata. In caso di accettazione verrà anche indicato l’ammontare dell’importo del contributo riduzione plastica monouso e da quando sarà fruibile.

E così abbiamo finito di parlarvi del Decreto del 14 Dicembre 2021.

Passiamo a questo punto a parlare del presente e futuro:

Decreto Legislativo 196/2021

Sebbene sia un decreto dell’8 Novembre, ne parliamo adesso perché le agevolazioni riguardano un periodo successivo.

In questo decreto l’articolo di principale interesse per l’aspetto economico è l’articolo 4.

Per gli anni 2022, 2023 e 2024 è previsto un contributo con limite massimo complessivo di 3 milioni di euro per anno

Attenzione, le modalità di assegnazione devono ancora venire disciplinate, per questo non vi possiamo fornire istruzioni.

Prodotti di competenza del contributo riduzione plastica monouso

Per quali prodotti è previsto un credito d'imposta per monouso? Per quelli che rientrano nell’allegato A e B purché siano riutilizzabili oppure realizzati in materiale biodegradabile e compostabile secondo la normativa UNI EN 13432.

E quali sono i prodotti degli allegati? Eccovi l’elenco.

Allegato A:

Allegato B:

Che differenza c’è tra i due elenchi?

I prodotti inseriti nell’allegato A sono quelli per cui è prevista una riduzione di consumo.

Quelli inseriti nell’allegato B, invece, sono soggetti a delle restrizioni per l’immissione sul mercato.

Qualche altra cifra

In questo caso, a fronte di una maggiore disponibilità economica totale, il contributo riduzione plastica monouso è pari al 20% delle spese sostenute e documentate per un importo massimo annuale di 10.000,00 € per ciascun beneficiario.

La procedura per usufruirne dovrebbe essere analoga a quella del Decreto del 14 Dicembre 2021. Ma speriamo di poter aggiornare l’articolo nei prossimi giorni. 

In ogni caso, vi consigliamo di richiedere le certificazioni necessarie al momento della ricezione dell’ordine, in maniera tale da trovarvi pronti quando sarà possibile accedere al credito d'imposta per monouso per gli anni 2022, 2023 e 2024.

Conclusioni

Cosa ne pensate? Si tratta di un’ottima opportunità di vedere finalmente riconosciuto l’impegno ambientale che mettete nelle vostre attività, non vi sembra?

Non pretendiamo di essere stati esaustivi, ma speriamo di essere riusciti a fornirvi un’idea generale.

Per maggiori dettagli sulle procedure per poter usufruire del contributo riduzione plastica monouso vi consigliamo di rivolgervi ai vostri commercialisti o consulenti del lavoro.

Possiamo anche suggerirvi di dare un’occhiata alle FAQ disponibili sul sito del Ministero della transizione ecologica per togliervi qualche dubbio.

Per la documentazione inerente ai vostri acquisti con Ekoe, invece siamo sempre disponibili a inviarvi tutto il necessario.

Vi chiediamo solo di avere pazienza se non  riusciamo a rispondervi in giornata. Le richieste arrivano numerose e seguiamo anche noi l’ordine cronologico per inviare i documenti.

Un articolo molto tecnico, lo sappiamo. Ma necessario per cercare di fornirvi un ulteriore servizio, ovvero la segnalazione di ogni vantaggio disponibile per l’acquisto di stoviglie compostabili.

Anche se lo sappiamo che

“Le brave persone non hanno bisogno di leggi che dicano loro di agire responsabilmente”...

Platone

e nemmeno di incentivi.

I fogli compostabili trasparenti in Natureflex: la scelta perfetta per tutti (compreso l’ambiente)

Se hai un forno, una pasticceria, una cioccolateria o una qualsiasi attività.

Se ci tieni alla qualità.

Se ci tieni all’ambiente.

Allora questo articolo fa proprio al caso tuo.

Può bastare che ti riconosca in uno solo dei punti elencati. Se rientri in tutte e tre le categorie abbiamo fatto tombola.

I fogli compostabili trasparenti in Natureflex meritano l’attenzione da parte di tutti.

Non solo per un aspetto economico. Ma anche per un aspetto ecologico.

fogli compostabili trasparenti

Cos’è il Natureflex?

Iniziamo con il presentarvi questo materiale che può sembrare magico. Il Natureflex infatti è un prodotto ottenuto dalla polpa di legno.

E già questo potrebbe bastare a incantare, visto e considerato che è trasparente. Ma non si accontenta di provenire dalla polpa di legno.

Il natureflex usato per realizzare questi fogli compostabili trasparenti deriva dalla polpa di legno di foreste gestite responsabilmente.

E come fa la polpa di legno a trasformarsi in un materiale trasparente?

Il processo di produzione è estremamente complesso. Abbiamo provato a descriverlo passo passo, ma poi abbiamo avuto pietà di voi (e anche di noi, lo ammettiamo).

Per cui vi descriviamo solo i passaggi fondamentali.

Si parte da 1 tonnellata di polpa di legno per ottenere una tonnellata di Natureflex.

Si prende il legno ceduo* di latifoglie a rapido accrescimento come l’eucalipto di foreste e piantagioni a gestione responsabile.

Attraverso la xantazione la polpa di legno viene convertita in sostanza viscosa.

La sostanza viscosa viene filtrata e deareata.

A questo punto viene estrusa attraverso uno stampo in un bagno acido diluito per venire convertita in film di cellulosa.

Il passaggio successivo prevede diversi bagni per lavare il film e condizionarlo per migliorarne aspetto e flessibilità.

Viene quindi asciugato per raggiungere un contenuto di umidità molto specifico (se troppo secco, il film sarebbe fragile).

A questo punto è pronto per venire avvolto in grandi bobine.

Ed ecco il materiale di base da cui poi si ricavano fogli, bustine e quanto suggerisce la fantasia.

Sì, è una descrizione molto tecnica comunque, ma ci sembrava giusto spiegare come vengono prodotti. Altrimenti qualcuno potrebbe pensare che si tratti di un tipo particolare di plastica.

Quali sono le caratteristiche dei fogli in Natureflex?

I fogli compostabili trasparenti in Natureflex hanno diversi pregi da tenere sempre in considerazione:

Perché scegliere i fogli compostabili trasparenti in Natureflex?

L’elenco delle possibili ragioni che possono indurre a scegliere i fogli compostabili trasparenti in Natureflex sarebbe estremamente lungo.

Ma non vogliamo tediarvi, per cui ecco le prime risposte che ci vengono spontanee:

Per cosa usare i fogli compostabili trasparenti in Natureflex?

Come anticipato, i fogli in Natureflex si possono usare per:

Come esempi pensiamo che possano bastare, ma non ci piace porre limiti alla fantasia. Quindi speriamo che tu ci voglia dire come immagini di usare i nostri fogli compostabili trasparenti in Natureflex.

Qualche suggerimento per l’impiego dei fogli in Natureflex

Vi consigliamo di non lasciarvi prendere dall’entusiasmo appena vi verranno consegnati i fogli compostabili trasparenti e leggere queste poche specifiche.

Infatti è consigliato lasciarli riposare 24 ore nell’ambiente in cui verranno impiegati. Non si tratta di un obbligo, naturalmente, solo di un suggerimento per poter standardizzare meglio l'impiego.

Vanno conservati a una temperatura ideale compresa tra 17e 23° C e un’umidità relativa tra 35 e 55%. Anche in questo caso, non ci sono stati segnalati danni a prodotti conservati a temperature o umidità differenti, ma suggeriamo le condizioni ideali di conservazione per preservarli il più a lungo possibile.

La temperatura ideale per la termosigillatura varia in base alle condizioni ambientali, all’umidità e al macchinario con cui verrà effettuata. Per questo suggeriamo sempre di effettuare dei test prima di procedere a un confezionamento di massa.

“Se riuscirai a sognare, senza fare del sogno il tuo padrone”...

R. KIpling

vorrà dire che avrai incontrato i fogli in Natureflex di Ekoe.

Noi già sogniamo le tue colombe, uova o pizze di Pasqua confezionati nei fogli compostabili trasparenti in Natureflex.

*a partire dai polloni, i nuovi germogli che crescono alla base della ceppaia (ceppo troncato con due o più rami originati)

Biorepack: riciclo e consorzio

consorzio riciclo biorepack

L'apparenza inganna, soprattutto quando si parla di bioplastiche...

Anonimo

“Che percentuale di plastica c’è nei bicchieri compostabili che vendete?” (0%)

“Ma sembrano uguali a quelli di plastica” (l’apparenza inganna)

“Ma siamo sicuri che siano compostabili?” (abbiamo le schede di compostabilità)

“Davvero posso buttarli nella frazione organica?”(certo!)

Queste sono alcune delle domande (e relative risposte) in cui ci si imbatte quando si presentano le stoviglie compostabili, soprattutto i bicchieri compostabili in acido polilattico.

Adesso anche Ekoe ha un alleato per spiegare che l’apparenza inganna, Biorepack con i suoi spot “Non fermarti all’apparenza”.

Li avete già visti? Sono spiritosi e nello stesso tempo istruttivi, proprio come dovrebbero essere gli spot di un argomento che riguarda tutti, dai bambini agli anziani.

Il futuro del pianeta è nelle mani di tutti noi. Più siamo informati, meglio possiamo fare la nostra parte.

Ma non vogliamo essere retorici né sdolcinati, per cui, per iniziare vi presentiamo uno degli spot di Biorepack.

Cos’è Biorepack?

Naturalmente, a questo punto sorge spontanea la domanda: ma cos’è questo Biorepack? Un nuovo tipo d'imballaggio, come il tetrapak?

No, Biorepack è il Consorzio Nazionale per il riciclo organico degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile. Per gli amici semplicemente Biorepack!

Chi può aderire a Biorepack?

Si può aderire a Biorepack se si fa parte di una di queste quattro categorie:

Cosa fa Biorepack per il riciclo?

Biorepack ha l’obiettivo di garantire “il ritiro, la raccolta, il recupero e il riciclo organico dei rifiuti di imballaggio in plastica biodegradabile e compostabile assieme alla frazione organica umida dei rifiuti urbani” (cit. da www.biorepack.org).

Ovvero? Per semplificare la definizione dei compiti di questo consorzio vi vorremmo porre una domanda. Da quanto tempo usate stoviglie compostabili?

Non vogliamo darvi un voto sul vostro spirito ecologico, ci aiuta solo a ricordare a chi acquista da anni stoviglie monouso compostabili delle spiacevoli circostanze che si verificavano soprattutto nei primi tempi.

Spesso capitava che la frazione umida con piatti e soprattutto bicchieri e posate compostabili non venisse raccolta con il porta a porta, perché gli operatori non li riconoscevano come idonei. In genere bastavano un paio di telefonate e poi veniva portata via.

E cosa c’entra Biorepack? Beh, Biorepack ha l’obiettivo di aiutare tutti coloro che hanno un ruolo nella “vita” di un imballaggio compostabile (e le stoviglie compostabili sono classificate come imballaggi) a poter svolgere al meglio la propria parte per ridurre al minimo l’impatto ambientale di questi prodotti e permettere loro, una volta esaurita la loro funzione, di poter tornare alla terra sotto forma di compost.

Perché l’apparenza inganna?

Perché spesso l’acido polilattico viene scambiato per plastica, se non si legge l’etichetta di un prodotto. E si è visto che l’errore d'interpretazione può comportare uno spreco e anche qualche fastidio in fase di riciclo.

La maggior parte delle persone non è in grado di distinguere a vista una confezione realizzata in bioplastica compostabile da una in plastica tradizionale.

Questa non vuole essere una critica, naturalmente. Ognuno ha le sue competenze. Per questo, oltre all'etichettatura obbligatoria che entrerà in vigore dal 1° Luglio 2022, Biorepack può aiutare le aziende e i consumatori finali.

C’era proprio bisogno di un altro consorzio?

Per rispondere a questa domanda vi vorremmo rimandare a un articolo pubblicato su www.fondazionesvilupposostenibile.org, il 14 Giugno 2021, in cui si denunciava la scarsa realizzazione d'impianti per il riciclo della frazione organica con il finanziamento di soli 80 impianti e il pagamento di solo il 12,5% dei fondi stanziati.

Forse è il caso che anche la filiera degli imballaggi compostabili si consorzi per cercare di far sentire la sua voce, soprattutto in considerazione del fatto che il cambiamento climatico chiede di abbandonare la plastica.

Quali sono le intenzioni e gli obiettivi di Biorepack?

Le intenzioni di Biorepack sono tutte volte all’efficientamento del riciclo degli imballaggi compostabili. Possiamo riassumere in 3 punti fondamentali questo programma:

Per quanto riguarda invece gli obiettivi, sono quelli di raggiungere un riciclo minimo di imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile:

Diciamo che, fortunatamente, siamo sulla buona strada, infatti, grazie a una maggiore sensibilità dei consumatori e di conseguenza da parte anche delle industrie produttive, nel solo triennio che va dagli studi del 20167/17 al 2019/20, si è avuto un passaggio da 27000 t/a a 83000 t/a di bioplastiche nella frazione organica della raccolta differenziata, ovvero un incremento superiore al 200% (fonte fondazione sviluppo sostenibile).

Quindi si stanno facendo enormi progressi con il riciclo dei materiali compostabili, per fortuna.

dove si buttano le stoviglie compostabili

Ma cosa c'entra Ekoe con Biorepack?

Ekoe c’entra perché da quest’anno fa parte del consorzio di Biorepack ed è molto orgogliosa di questa adesione. Perché crediamo in quello che facciamo, pensiamo che sia giusto non solo considerare la produzione e l’impiego delle stoviglie compostabili, ma anche che fine faranno. 

E se vi state domandando a quale categoria appartiene Ekoe vi rispondiamo subito, a quella dei trasformatori.

L’adesione a Biorepack siamo sicuri che porterà ottimi frutti di conoscenza a noi e ai nostri clienti, ma anche ottimi frutti alla terra grazie al riciclo degli imballaggi biodegradabili e compostabili.

Perché Ekoe non si ferma all’apparenza, cerca sempre la sostanza, che sia materbi o acido polilattico. L’importante è che sia compostabile.

Scopri i 10 dubbi più comuni sui bicchieri monouso compostabili

bicchiere birra monouso

Quanti dubbi vi assalgono al momento degli acquisti? Magari anche per scegliere un oggetto all'apparenza semplice come un bicchiere monouso... Proviamo aiutarvi a trovare una risposta ai dubbi vostri o di chi vi sta vicino.

  1. Sarà poi vero che i bicchieri monouso sono banditi dal mercato? Io li trovo ancora al supermercato…
  2. Questi bicchieri che dichiarano di essere compostabili, lo saranno veramente?
  3. Io non faccio la raccolta differenziata, tanto poi mescolano tutta la spazzatura e quindi è un lavoro inutile.
  4. Io differenzio la plastica, quindi perché dovrei spendere di più acquistando dei bicchieri compostabili?
  5. Se sono compostabili, non corro il rischio che mi si sciolgano in mano?
  6. Ma hanno una data di scadenza?
  7. Se non si sciolgono/ non hanno una data di scadenza precisa, allora non sono compostabili.
  8. Sono sicuri?
  9. Se abbandono un bicchiere compostabile in un prato, si biodegrada?
  10. Acquistando i bicchieri compostabili tolgo terreno alla coltivazione per fini alimentari?

Quante volte avete sentito queste domande o affermazioni? E quanto c’è di vero oppure condivisibile (non sui social, ma nelle idee)?

Vorremmo provare ad affrontare insieme questi argomenti per cercare di fare chiarezza.

Iniziamo con la questione dei bicchieri monouso banditi dal mercato.

Già nel 2020 si accennava alla famigerata SUP che, per chi è al di fuori del settore del monouso, poteva sembrare più il nome di una zuppa che di una normativa. Ebbene no, la sigla SUP indica la normativa europea che vuole arrivare all’eliminazione della Single Use Plastic, ovvero della plastica monouso, come facilmente intuibile. Ebbene, è stata recepita dalla Stato italiano sotto forma di Decreto Legislativo n 196 dell’8 Novembre 2021 la cui attuazione ha avuto avvio il 14 gennaio 2022. Ma in sostanza, cosa prevede la SUP con tutti gli annessi e connessi? Per farla breve, la normativa prevede il divieto d'immissione sul mercato dei prodotti di plastica monouso indicati nella legge (e sì, tra questi ci sono anche i bicchieri di plastica usa e getta).

E allora perché, se sono vietati, si trovano ancora nei supermercati? Perché, naturalmente, non avrebbe senso attuare una politica che si dichiara di tutela ambientale e che nello stesso tempo preveda lo spreco di plastica monouso che comunque è già stata prodotta. Per questo, il decreto legislativo prevede che possano essere ancora venduti anche i bicchieri di plastica, a condizione che venga dimostrato che sono stati prodotti prima del 14 gennaio 2022. Diciamo che se li doveste trovare ancora sul mercato nel 2025 vi converrebbe farvi qualche domanda sulla loro età.

Ma la raccolta differenziata serve a qualcosa?

A chi dichiara che tanto poi viene mescolata la spazzatura ci terremmo a precisare che, ammesso e non concesso che fosse vero, la raccolta differenziata non andrebbe fatta per le imprese che si occupano dello smaltimento dei rifiuti, ma per il bene collettivo. Sembriamo moralisti? Forse, anche se ci sentiamo più idealisti :-) Inoltre, possiamo essere orgogliosi del fatto che l'Italia è il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti raccolti (dati presi da un rapporto di Fondazione Symbola insieme a Comieco).

Passiamo a parlare degli altri bicchieri che si trovano sul mercato e su cui c’è scritto che sono biodegradabili. Pensiamo che sia necessario precisare che biodegradabile non è sinonimo di compostabile. Un bicchiere monouso in cui almeno il 90% dei componenti di base si degrada in 3 mesi si definisce compostabile, se invece i tempi si allungano a 6 mesi, si tratta di un prodotto biodegradabile. Al momento della scelta, consigliamo di leggere attentamente l’etichetta per capire a quale delle due categorie appartiene il prodotto. Il problema infatti rimarrà, in quanto la normativa fa un'eccezione per i bicchieri con un film di rivestimento in plastica il cui peso non sia superiore al 10% del peso del prodotto finito e che quindi sono biodegradabili, non compostabili.

Ma se la plastica è riciclabile, perché eliminarla?

A chi si chiede perché si deve eliminare la plastica monouso, se è riciclabile, vorremmo dire che la plastica, a differenza dell’alluminio e del vetro non è riciclabile all’infinito. Già dopo il primo riciclo diminuisce la sua qualità e nel giro di poche volte non sarà più riciclabile e finirà in discarica oppure in un inceneritore.

Passiamo a parlare delle alternative. Esistono da anni sul mercato i bicchieri monouso compostabili. Magari i primi potevano avere qualche difetto, ma con gli anni sono stati fatti enormi progressi anche in questo settore, al punto che ormai a occhio non si riescono a distinguere i bicchieri compostabili da quelli in plastica. Ma solo a occhio, perché la composizione è completamente diversa.

Non corro il rischio che i bicchieri monouso compostabili mi si sciolgano in mano?

Se metti una tisana bollente in un bicchiere in PLA, purtroppo sì. Ma è lo stesso rischio che correvi versandola in un bicchiere di plastica, con in più la non remota possibilità d'ingerire microplastica. E quindi non si possono bere tisane in bicchieri compostabili? Certo che si può, basta scegliere i bicchieri monouso in cartoncino, meglio con rivestimento ad acqua, in acido polilattico, in biocoated oppure in materbi per evitare di bersi anche un po’ di carta. Ma se vi piace il retrogusto della fibra insieme alla tisana potrete scegliere quelli semplici in cartoncino ;-) E quindi i bicchieri monouso trasparenti? Quelli sono ideali per gustare bevande fredde o a temperatura ambiente.

I bicchieri compostabili hanno una data di scadenza?

Domanda molto frequente. Se conservati in un ambiente asciutto, al riparo dalla luce e da fonti di calore, i bicchieri monouso compostabili si possono conservare anche per anni.

Ma allora non sono veramente compostabili, si potrà obiettare. E invece no, la compostabilità si realizza negli impianti di compostaggio, con determinate condizioni di temperatura e umidità. Il perfezionamento dello studio dei materiali è arrivato a fornire la garanzia di una buona durata di conservazione sugli scaffali.

Ma sono sicuri?

Quando si acquistano i bicchieri monouso compostabili, soprattutto online, è importante richiedere la certificazione d'idoneità al contatto con gli alimenti, il Moca (con la C, non con la K). Questa certificazione attesta la loro sicurezza. Al supermercato fa da garante la catena di negozi, ma al momento degli acquisti online potrai richiedere la certificazione al venditore (che ci auguriamo sia Ekoe).

Se dimentico dei bicchieri monouso compostabili in un campo, si biodegrada da solo?

Un bicchiere monouso compostabile non andrebbe mai abbandonato in un campo, al pari di uno di plastica, per una questione di rispetto dell’ambiente. Comunque sì, si composterebbe, ma in tempi nettamente superiori a quelli di un impianto di compostaggio, in cui ci sono le condizioni ideali per trasformarlo in fertile compost in pochi mesi. Quindi, alla fine del picnic, per favore, controlla di non dimenticare niente, anche solo per una questione di rispetto ambientale.

Acquistando bicchieri monouso compostabili, se sono prodotti a partire da vegetali, sottraiamo terreno alla coltivazione per fini alimentari?

bicchiere-monouso-plastic-free

No, perché per la produzione dei bicchieri monouso compostabili in acido polilattico, per esempio, vengono impiegati i chicchi di mais che vengono scartati dalla filiera alimentare per imperfezioni o dimensioni troppo ridotte. Quelli in cartoncino, invece, in generale provengono da foreste a gestione responsabile.

10 risposte non sono bastate per convincervi della superiorità dei bicchieri compostabili rispetto a quelli in plastica? Noi non ci arrendiamo, ma se proprio la parola compostabile non  vi piace, almeno scegliete i bicchieri riutilizzabili, per favore

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