Il rapporto di Save the Children del 2017 “(non) tutti a mensa” analizza il servizio di ristorazione scolastica per le scuole primarie in Italia.

Si tratta di un dossier molto interessante, che analizza, fra i vari aspetti, la distribuzione delle mense scolastiche sul territorio italiano, le differenze fra le zone settentrionali e quelle meridionali e la correlazione fra la presenza di scuole a tempo pieno ed il tasso di abbandono degli studi in ogni
regione.

Secondo questo rapporto, nell’anno scolastico 2015/2016, circa il 52% degli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado non ha avuto accesso alla mensa.

Un dato allarmante, soprattutto perché la mensa scolastica non è solo il luogo fisico in cui mangiare, ma anche uno spazio di confronto, crescita ed apprendimento per gli studenti.

Per citare alcune statistiche, la percentuale di alunni che non usufruiscono del servizio mensa è molto preoccupante in Sicilia (80,04%) ed in Puglia (73,10%).
Solo nelle regioni Piemonte e Liguria questa percentuale scende sotto il 30%.

La mancanza di accesso al tempo pieno vede il Molise al primo posto, con una percentuale del 92,84%, a seguire Sicilia (92,23%), Campania (86,40%) e Puglia (83,33%).

Nelle aree in cui l’offerta di mensa scolastica e di scuola a tempo pieno scarseggiano, cresce il fenomeno preoccupante della dispersione scolastica.
In Italia il fenomeno della dispersione scolastica è ancora troppo frequente, con il 14% dei giovani tra i 18 e i 24 anni che non consegue il diploma di scuola superiore.

Un percorso scolastico interrotto ha conseguenze drammatiche per le nuove generazioni, non solo a livello di impiego lavorativo e di condizione economica, ma anche (e soprattutto) a livello di consapevolezza e possibilità di scelte per il futuro.

La mensa scolastica ecologica garantisce ai nostri figli una qualità maggiore dei cibi che mangiano, perché non contaminati da microparticelle rilasciate dalla plastica o da altri derivati del petrolio, e sensibilizza sul tema dell’inquinamento e della gestione dei rifiuti.

Mense scolastiche ecologiche: una realtà concreta

Milano è attualmente la prima città d’Italia a vantare un servizio di ristorazione scolastica ecologica al 100%.
Il processo è cominciato nel 2015, quando nelle scuole primarie e secondarie i piatti in plastica delle mense vengono gradualmente sostituiti con piatti biodegradabili e compostabili.

Successivamente, con l’occasione del nuovo appalto per la gestione della somministrazione di alimenti e bevande nelle mense, è stata introdotta la fornitura dell’intero set di stoviglie riconoscendo punteggi più alti a chi fornisse materiali biodegradabili e compostabili.

Oltre alle migliaia di chilogrammi di plastica risparmiati, questa scelta ecologica si è tradotta in una maggiore consapevolezza e responsabilità da parte degli alunni circa la qualità del cibo che mangiano e la gestione dei rifiuti che producono.

Nonostante le differenze che il rapporto di Save the Children mette in evidenza fra nord e sud, anche nelle regioni meridionali sono numerose le iniziative per promuovere l’uso di stoviglie compostabili nelle mense.

È diventata operativa qualche settimana fa la decisione del comune di Bari di non utilizzare più piatti, bicchieri e posate di plastica nelle mense scolastiche degli istituti comunali.

Non saranno più utilizzati i 5300 kit giornalieri composti da posate e tovagliolo monouso in singole buste di plastica e le posate biodegradabili saranno sfuse e non più confezionate per utilizzare solo quelle necessarie.

La prossima sfida per il comune di Bari è quella di eliminare nelle mense scolastiche le bottiglie di plastica.

Si tratta di una piccola grande rivoluzione, generata da piccoli gesti che comportano grandi cambiamenti collettivi.

Infatti, Bari ha scelto per il trasporto degli alimenti nelle mense scolastiche l’utilizzo di soli furgoncini elettrici o a metano, per ridurre anche l’inquinamento atmosferico causato dai veicoli a benzina.

Una mensa ecologica è un’occasione che non possiamo perdere per far comprendere ai nostri figli la lezione che non abbiamo saputo imparare noi, è cioè l’importanza di eliminare o quanto meno ridurre l’impiego della plastica nella vita quotidiana.